Il caos in Libia sembra non conoscere fine. Dopo le proteste contro il governo e lo svolgimento di nuove elezioni, nelle scorse ore le milizie islamiste hanno bombardato a colpi di missili l’aeroporto di Tripoli distruggendo il 90 per cento della flotta. Una situazione ormai insostenibile, commentata questa mattina sul Giornale da Gian Micalessin, che ha richiamato un maggiore vigore…
Esteri
Perché la nomina di Juncker è una buona notizia
Una buona notizia. Jean-Claude Juncker era il candidato del Ppe, che è risultato il primo partito alle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, ed aver rispettato il voto dei cittadini che questa volta si sono espressi, anche se indirettamente, pure sul nome del candidato alla presidenza della Commissione, è un primo passo verso una maggiore partecipazione popolare alle…
Ecco le prove dell'appoggio di Mosca ai separatisti filorussi
Quello che finora appariva come un ingombrante sospetto, assume i contorni dell'ufficialità offerta da un lungo elenco di prove, raccolte in una scheda informativa del Dipartimento di Stato Usa. Il governo di Mosca, secondo il documento, avrebbe offerto il suo appoggio ai separatisti filorussi che hanno portato la Crimea ad annettersi alla Russia e che ora gettano nel caos l'Est…
Perché la Libia rischia di essere un nuovo Afghanistan
Da tre giorni le milizie islamiste in Libia, dopo aver provocato scontri armati, hanno bombardato a colpi di missili l'aeroporto di Tripoli. E mentre la situazione si fa incandescente anche per gli interessi italiani in zona, senza che il nuovo parlamento sia in grado di arginare i pericoli, il Giornale monta una polemica sul mancato intervento da parte del nostro ministero…
Cosa aspettarsi dopo i bombardamenti di Israele e Hamas
Pubblichiamo un'analisi di Janiki Cingoli uscita sul sito del Cipmo All'origine della crisi non vi è stato tanto il rapimento e l'uccisione dei tre giovani coloni israeliani, effettuato da clan della Cisgiordania (quello dei Qawasameh), legati a Hamas ma largamente autonomi e critici dell'accordo raggiunto con Fatah. Un'operazione che comunque Hamas ha fatto sua e esaltato, forse per non farsi…
Israele-Palestina, perché la tregua non c'è
La rassegna stampa è presa da Good Morning Italia e pubblicata con licenza Creative Commons. Per ricevere Good Morning Italia ogni mattina, direttamente sulla propria email, è possibile abbonarsi gratuitamente cliccando qui. GAZA, IL FUOCO NON CESSA La proposta di tregua avanzata dall’Egitto è stata rifiutata da Hamas poche ore dopo che gli israeliani l’avevano accettata. I militanti palestinesi a Gazahanno lanciato una raffica di razzi e Israele ha ripreso gli attacchi aerei. Prima vittima israeliana in otto giorni di…
Ecco le mortali colpe di Hamas
Grazie all’autorizzazione del gruppo Class Editori pubblichiamo il commento di Pierluigi Magnaschi, già direttore dell’Ansa, ora direttore dei quotidiani Italia Oggi e MF/Milano Finanza. Premesso che le guerre sono tutte orribili e che, quasi sempre, nessuno dei due belligeranti è innocente, per capire il conflitto fra Hamas e Israele è opportuno rilevare che tutto nasce dalla circostanza che Hamas, al…
Nasce il sindacato dei bambini lavoratori in Bolivia
In Bolivia 850mila bambini e adolescenti sono lavoratori. Una percentuale altissima, circa il 28% dei ragazzi tra i cinque e i 17 anni. Di questi impiegati precoci, l'87% lo fa in condizioni rischiose per l’integrità fisica e mentale e il 77% non viene pagato. Trattandosi di bambini. non ci sono normative o enti che ne regolino l'impegno. Ma in un…
Vi spiego da cosa dipende il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Parla Benedetta Berti
Continua la crisi in Medio Oriente tra Israele e Hamas. Dopo un'escalation di violenza e bombardamenti reciproci durata giorni, in mattinata il governo di Tel Aviv aveva approvato la proposta egiziana di cessate il fuoco, rifiutata invece dal gruppo palestinese che ha lanciato razzi verso il territorio dello Stato ebraico dando nuovamente il via alle ostilità dopo sei ore di…
Governo Cameron, ecco chi entra e chi esce
Il primo ministro britannico David Cameron ha deciso per un cambio di marcia nel governo, promuovendo donne ed euroscettici nei posti chiave, in vista delle elezioni nazionali nel maggio del prossimo anno. Le donne ora sono il doppio rispetto al precedente esecutivo, ben sei. SORPRESA La sorpresa è quella di William Hague, il diplomatico più in vista della Gran…
















