Il nuovo rapporto del Centro europeo per il contrasto alle minacce ibride ricostruisce le modalità con le quali la Russia sta utilizzando l’arcipelago norvegese delle Svalbard come piattaforma avanzata per testare e perfezionare il proprio arsenale ibrido
James Bond
Cooperazione o infiltrazione? Il nodo Uk-Cina sulla ricerca scientifica
Dalle collaborazioni accademiche ai nodi del complesso militare-industriale di Pechino. Il caso britannico mostra come l’apertura scientifica, se priva di adeguate cautele e prevenzione strategica, rischi di tradursi in una vulnerabilità sistemica per la sicurezza nazionale
Droni, palloni e minacce nucleari. La pressione ibrida del Cremlino sull’Europa
Sono almeno 58 le intrusioni aeree, insieme a centinaia di minacce militari russe che, dal 2022 al 2025, hanno trasformato l’Europa i un teatro attivo di guerra ibrida, tra provocazione militare, intimidazione cognitiva e ambiguità politico-strategica calcolata
Percezione, inazione e reazione. Come combattere nella battaglia (dis)informativa
La guerra informativa e la disinformazione sono strumenti strutturali della competizione strategica tra Stati. Internet e AI ne hanno ampliato portata e velocità, senza modificarne la funzione essenziale: produrre sfiducia, paralisi decisionale e frammentazione democratica. Un’analisi presentata al Parlamento britannico dal Centre for the Study of Subversion, Unconventional Interventions and Terrorism dell’Università di Nottingham, mette in guardia tanto dalla minaccia quanto dall’errore opposto, quello di sovrastimarla…
La strategia ibrida di Mosca riletta attraverso i “cinque anelli” di Warden. Report Rusi
Il modello dei cinque anelli è un utile strumento per decifrare una strategia ibrida. Allo stesso tempo, è anche una mappa per difendersi, rafforzando in profondità leadership, industria, infrastrutture cognitive e fisiche, coesione sociale. L’analisi del Rusi
Perché l’intelligence è la forma più raffinata di intelligenza umana. Scrive Caligiuri
L’Intelligence serve per individuare le informazioni rilevanti, contestualizzarle, unire punti che sembrano dispersi, cogliere i segnali deboli, esercitare il pensiero contrario e laterale, identificare e tenere a bada gli inevitabili bias cognitivi e, volendo allargare l’orizzonte, per difendere la democrazia da se stessa, dalle sue inevitabili degenerazioni. L’analisi di Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence (Università della Calabria)
Operazioni ibride e attentati sul suolo europeo. Il Regno Unito sanziona il Gru
Londra impone sanzioni all’intero Gru, il servizio di intelligence militare di Mosca, e a undici suoi ufficiali. La decisione segue il Dawn Sturgess Inquiry Report, che ricostruisce con materiali classificati l’operazione al Novichok del 2018 a Salisbury e attribuisce in modo diretto la catena di comando fino a Vladimir Putin
Radicalismo organizzato, globalismo antisemita e White Jihad. Ecco i nuovi rischi per la sicurezza
La guerra in Medio Oriente ha portato l’ideologia estremista di destra, di sinistra e quella islamista a convergere sempre di più sul nemico in comune: in questo caso contro Israele e la comunità ebraica ovunque essa sia basata. E gli episodi sono stati molteplici. Stefano Dambruoso, magistrato, e Francesco Conti, esperto di Terrorismo Internazionale, spiegano i rischi che si aggiungono al terrorismo islamista
Colpire l’anima della società nemica per erodere l’Occidente. Ecco la dottrina russa
La delibera riservata del Collegio del Mae russo dell’11 aprile 2023 rappresenta oggi la chiave interpretativa più rilevante per comprendere l’attuale proiezione russa su scala regionale e globale. In quelle pagine, dove si afferma che “il contenimento complessivo dei Paesi ostili deve essere attuato attraverso campagne informative offensive”, si delinea una strategia che trascende la diplomazia classica e abbraccia la logica della guerra ibrida permanente, della quale oggi la politica estera russa ne è la più concreta materializzazione
Dentro la strategia russa di destabilizzazione in Europa. Il laboratorio francese
La Francia è oggi il case study più evidente della strategia russa di destabilizzazione, ma le stesse dinamiche attraversano tutta l’Europa. Atti simbolici mirati sfruttano faglie sociali preesistenti per alimentare diffidenza, polarizzazione e insicurezza percepita. È una guerra cognitiva che colpisce fiducia pubblica, coesione sociale e capacità politica in tutta l’Unione
















