Deepfake negli ultimi giorni di campagna elettorale, attacchi cyber alle infrastrutture, sabotaggi e provocazioni sotto la soglia del conflitto aperto. Mentre l’intelligence europea discute di una possibile accelerazione delle operazioni russe contro la Nato, Roma prepara le difese sul fronte più esposto: quello informativo. Il precedente tedesco spiega perché
James Bond
Dietro le quinte della guerra cognitiva. Come Mosca istruisce i suoi narratori italiani
Un reportage de Il Foglio ha ripreso un’analisi dell’Institute for the Study of War che documenta qualcosa di sistematico: la Russia non distribuisce propaganda solo attraverso RT e Sputnik. Sta creando una rete duratura di asset umani. In Italia, documenta Massimiliano Di Pasquale dell’Istituto Gino Germani, abbiamo visto proliferare influencer su Facebook, Instagram, TikTok. Ecco come funziona questa rete strategica. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva
La Russia usa i deepfake delle star contro i Democratici. La campagna di Matryoshka
Volti noti, audio generati con l’intelligenza artificiale e falsi servizi costruiti con la grafica dei grandi network americani. Secondo NewsGuard, la rete di influenza russa Matryoshka ha iniziato a rivolgere la propria attività verso le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Per ora la circolazione dei contenuti resta limitata, ma il metodo mostra l’evoluzione delle operazioni informative in vista del voto
Algoritmi e redazioni. Da dove passa il fronte informativo della guerra ibrida
Agenti stranieri senza regole, indagini che si fermano ai confini, redazioni ostaggio dell’algoritmo. A Cagliari esperti, istituzioni e imprese si concentrano sui ritardi italiani nel contrasto alla guerra ibrida
Le spie del finger food, dietro i buffet dove si coltivano fonti e influenza. Scrive Volpi
Ricevimenti, feste nazionali e circoli culturali sono il luogo dove si seleziona chi verrà coltivato e dove si fanno circolare le notizie che si vogliono far credere. Tra i professionisti ci si conosce: il rischio vero è l’ospite che non sa di essere osservato, o usato. La riflessione di Raffaele Volpi
Hacker ai vertici e proxy stranieri. La tassonomia delle nuove mafie secondo Ardituro
Mafie ibride, riciclaggio verso la Cina e competenze digitali come fattore di comando. Antonio Ardituro, sostituto procuratore nazionale antimafia chiede una strategia cyber e una “professionalità nuova”. Cosa ha detto intervenendo a Cagliari al Festival della Sicurezza organizzato dalla Fondazione Vittorio Occorsio
Dalle minacce ibride alle filiere strategiche. I nuovi confini della sicurezza secondo Luciano Carta
Alla vigilia della seconda edizione del Festival della Sicurezza, il generale Luciano Carta, senior special advisor della Fondazione Vittorio Occorsio, analizza l’evoluzione delle minacce ibride, il ruolo crescente della criminalità organizzata e il legame sempre più stretto tra sicurezza nazionale, intelligence e industria strategica
La rete di Mosca a Roma. Chi sono gli uomini dell’intelligence russa in Italia
L’inchiesta del Riformista ricostruisce una presenza dell’intelligence russa in Italia che andrebbe oltre i due addetti militari espulsi a luglio. Difesa, tecnologia, relazioni economiche, infrastrutture e Vaticano sono gli ambiti indicati. Ma tra fatti accertati e informazioni attribuite alle fonti dell’inchiesta la distinzione resta essenziale
Londra teme i nuovi proxy russi. Così le reti online cercano reclute tra i giovanissimi
Un’inchiesta di The i Paper, basata su una nuova ricerca dell’Institute for Strategic Dialogue, documenta il tentativo di attori russofoni di inserirsi nelle comunità online frequentate da adolescenti attratti dalla violenza, offrendo denaro e assistenza operativa. Non esiste una prova definitiva del controllo del Cremlino sull’intero fenomeno, ma metodi e incentivi ricordano da vicino il modello dei “disposable agents” già individuato dall’MI5
L'Italia non vede la minaccia della guerra cognitiva russa? Scrive Germani
Dalla disinformazione alle operazioni di influenza, dalla Guerra Fredda all’intelligenza artificiale: il libro di Franz Gustincich esplora la guerra cognitiva e il suo impatto sulle società democratiche. Un viaggio tra storia, geopolitica e sicurezza per comprendere perché l’Italia fatichi ancora a riconoscere una minaccia sempre più centrale nei conflitti del XXI secolo. Pubblichiamo la prefazione firmata da Luigi Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani, al libro “La Fabbrica delle Opinioni” (F.& Co. Edizioni, 2026)
















