L’intelligence britannica ha avviato una serie di briefing riservati senza precedenti con il mondo universitario e politico per contrastare le crescenti attività di interferenza straniera. I vertici di MI5 e National Cyber Security Centre hanno incontrato i leader di oltre 70 atenei e rappresentanti di tutti i partiti, mettendo in guardia da operazioni condotte in particolare da Cina e Russia per influenzare ricerca, didattica e processi democratici
James Bond
La Farnesina alza lo scudo digitale. Tajani inaugura la nuova sala cyber
Il progetto del Csirt dedicato della Farnesina, finanziato con fondi del Pnrr tramite il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, mira a rafforzare in modo permanente le capacità di prevenzione, rilevazione e risposta dell’amministrazione nel quadro della crescente centralità della dimensione cibernetica nella guerra ibrida
Diplomazia e attacchi hacker, da dove passa la nuova pressione russa su Roma
Il fronte politico e quello cyber si saldano in una nuova fase di pressione russa sull’Italia, dalle accuse di “politica da kolkhoz” e di “posizione da struzzo” rivolte a Roma dall’ambasciatore russo alla rivendicazione pubblica degli attacchi informatici da parte di hacker filorussi
Olimpiadi sotto stress. Dai binari francesi a quelli italiani, il sabotaggio come messaggio
I sabotaggi alle reti ferroviarie durante le Olimpiadi di Parigi 2024 e quelle nel primo giorno di Milano-Cortina 2026 mostrano una vulnerabilità ricorrente delle infrastrutture critiche nei grandi eventi internazionali. Dalla Francia all’Italia, colpire i binari significa stressare lo Stato nel momento di massima esposizione, mettendo alla prova sicurezza, resilienza e capacità di risposta istituzionale
Il lavoro sotto traccia che protegge la democrazia. Così Rizzi racconta la nostra intelligence
La trasformazione dell’intelligence nell’era dell’informazione totale, tra minacce ibride, sovranità digitale e lavoro sottosoglia. Nell’intervista a speciale Tg5, il direttore del Dis Vittorio Rizzi racconta come cambiano sicurezza, democrazia e protezione del Paese in un mondo di ombre, dati e competizione tecnologica
Dal Punjab a Terracina, ecco le nuove geografie della criminalità transnazionale
Casi recenti in India e nel Lazio offrono uno spunto per riflettere sull’evoluzione delle reti criminali contemporanee, sulla loro capacità di sfruttare vulnerabilità sociali e sulle implicazioni per le politiche di sicurezza e cooperazione internazionale
Dalla talpa all’agente occasionale. Come cambia lo spionaggio in Europa secondo il rapporto Foi
Un rapporto del centro di ricerca della Difesa svedese Foi analizza 70 casi di spionaggio accertati in Europa tra il 2008 e il 2024. La Russia emerge come principale Stato mandante, con una forte concentrazione di condanne nei Paesi baltici. Cambiano i profili degli agenti, le modalità di reclutamento e gli obiettivi, mentre lo spionaggio torna a essere uno strumento strutturale della competizione strategica nel continente
Tecnologia, identità digitali e nuove coperture. Robert Gorelick traccia il futuro dell’intelligence
Robert Gorelick, capo centro della Cia in Italia dal 2003 al 2008, spiega come tecnologia, AI e sorveglianza digitale stiano rivoluzionando lo spionaggio. La principale sfida del futuro? Sarà la gestione delle minacce ibride, dalla manipolazione algoritmica dei social alla distorsione dell’informazione, ha detto in una lezione del Master in Intelligence dell’Università della Calabria diretto da Mario Caligiuri
Come i satelliti russi Luch minacciano le comunicazioni europee
Mosca intensifica le attività di sorveglianza orbitale: nel mirino asset civili e governativi dell’Ue e della Nato. In gioco la compromissione delle informazioni, lo spionaggio, la manipolazione dei comandi
Così la Russia conduce la guerra cognitiva contro l’Occidente. Il paper dell'Istituto Germani
Il paper Quando l’orso si traveste da serpente analizza la guerra cognitiva russa come strumento di pressione strategica sull’Occidente. Attraverso intelligence, disinformazione e controllo della reazione, Mosca mira a indebolire la capacità decisionale e la coesione cognitiva delle democrazie liberali
















