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Un accordo storico sui chip tra Usa e Taiwan fa infuriare la Cina

Washington e Taipei siglano una partnership che prevede una riduzione dei dazi sui beni importati dall’isola e l’esenzione delle tariffe per altri prodotti. In cambio, verranno garantiti 250 miliardi di dollari di investimenti in America e altri 250 miliardi per consolidare la supply chain statunitense. Pechino non ci sta e alza la voce

Quante intese (non solo sullo spazio) tra Meloni e Takaichi

La visita della premier in oriente cade in occasione delle celebrazioni del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia. Le parti stanno pianificando di organizzare una serie di eventi per celebrare le relazioni: intanto le intese su vari ambiti continuano a dare profondità al concetto di Italia globale. L’impegno comune nel mar cinese in chiave Taiwan.

Vi racconto la diplomazia parlamentare tra Italia e Taiwan. Parla Loperfido

Il deputato di FdI è impegnato a Taipei assieme a una delegazione dell’associazione di amicizia fra i due Paesi. Obiettivo, consolidare i rapporti politici, industriali ed economici alla luce delle potenzialità taiwanesi per la produzione di semiconduttori e di quelle italiane su macchinari e difesa

Per vincere la partita sull'IA la Cina punta tutto su se stessa

Pechino avrebbe chiesto alle proprie aziende di chip che chiedono sovvenzioni statali di utilizzare almeno il 50% di strumenti nazionali. L’ennesima conferma di come, da quando Washington ha imposto i suoi limiti all’export, il governo cinese abbia intrapreso una nuova strategia, stimolando i propri talenti per accorciare il divario con gli Usa

Spionaggio e chip. Così la Cina punta all’indipendenza tecnologica

Una esclusiva della Reuters mette in luce quello che si pensava da tempo: Pechino è vicina a raggiungere la sua indipendenza tecnologica. Sarebbe ormai prossimo lo sviluppo di un prototipo di una macchina a litografia ultravioletta estrema (Euv), che permette di produrre chip avanzati. Il governo cinese, inoltre, sta centrando l’obiettivo grazie a una strategia che coinvolge i talenti occidentali

Un'unica IA. Cosa prevede l'ultimo ordine esecutivo di Trump

Il governo di Washington annulla le leggi emanate degli Stati federali in ambito di intelligenza artificiale. La Casa Bianca non vuole una regolamentazione-spezzatino che freni il progresso, a vantaggio della Cina. Ma ci sono delle preoccupazioni anche tra i repubblicani, convinti che in questo modo viene concesso libero mandato alle Big Tech

Ecco perché la Cina delocalizza le Big Tech (c'entra la tecnologia Usa)

Alibaba e Bytedance stanno addestrando i loro modelli di IA nei data center del sud-est asiatico per ottenere i chip Nvidia, scrive il Financial Times. Un’altra conferma di come Pechino ha bisogno degli strumenti americani per colmare un gap che sta riducendo velocemente

Ue e Africa, si ricomincia. Terre rare, difesa e business (ma attenzione alla Cina)

Molti i progetti che necessitano del Mediterraneo (e quindi dell’Italia) per collegare Africa ed Europa, rendendo il mare nostrum ancora più strategico rispetto ad un oggi già gravido di centralità

Trump ci riprova? Un ordine esecutivo vuole bloccare gli Stati sull'IA

Circola una bozza con cui la Casa Bianca chiede al Dipartimento di Giustizia di intentare causa per eventuali legislazioni federali e a quello del Commercio di bloccare i fondi statali sulla banda larga per quelli che non rispettano le regole. Torna di moda anche la moratoria sulla tecnologia. Ma c’è chi si oppone, compresi i repubblicani

Cosa ci dicono i nuovi chip di Baidu sulla corsa all'IA della Cina

Con i limiti all’export imposti dagli Stati Uniti, Pechino sta puntando tutto sull’autosufficienza, chiedendo ai propri colossi nazionali di trainare lo sviluppo tecnologico. Le novità annunciate dal Google cinese vanno in questo senso e dimostrano come l’alternativa cinese a basso costo stia insidiando i prodotti americani. Ma c’è ancora un divario e delle lacune da colmare

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