Sujai Shivakumar, senior fellow e direttore del programma Renewing american innovation presso il Center for strategic and international studies (Csis), analizza i limiti del modello tradizionale dell’innovazione e la necessità di una strategia sistemica che integri ricerca, manifattura e cooperazione transatlantica per affrontare la competizione globale
Cina
Il Patto di Monaco, così Washington spinge l’Europa verso le riforme necessarie (oltre la difesa)
La Conferenza di Monaco evidenzia una nuova fase nei rapporti euro‑atlantici: Washington sollecita l’Europa ad accelerare riforme strutturali che vadano oltre la difesa, mentre Bruxelles riafferma l’esigenza di un approccio comune per affrontare le sfide del nuovo ordine globale
Asse euroatlantico e niente sponde alla Cina. Da Monaco Rubio riapre il dialogo con l'Ue
Rubio ha reso omaggio alla cultura e al patrimonio europeo e al contempo ha negato che l’amministrazione Trump voglia indebolire la Nato. Per cui, al netto della riforma che l’Ue deve realizzare per il proprio futuro, è questa la traccia da seguire. Sulla Cina ha spiegato che Washington desidera avere un impatto positivo, anche se permangono “sfide a lungo termine che dovremo affrontare e che saranno irritanti”
Nemiche, anzi no. Cosa ci dice il ritiro di alcune aziende cinesi dalla blacklist degli Usa
Venerdì mattina il Pentagono aveva inserito Alibaba, Baidu, Byd e altre società nell’elenco delle società che supportano l’esercito della Cina. Un’ora dopo, la lista era scomparsa. Probabilmente a Washington hanno immaginato la reazione di Pechino
Come garantire la sicurezza nel mondo delle grandi potenze? Le risposte da Monaco
Si apre la conferenza di Monaco: quando Merz sottolinea che, in futuro, Pechino potrebbe trovarsi sullo stesso piano degli Stati Uniti in termini militari tocca il tema centrale nelle dinamiche non solo euroatlantiche, ma soprattutto indopacifiche. Il cancelliere ha avvertito che la Cina “sfrutta sistematicamente le dipendenze altrui” e sta “ridefinendo l’ordine internazionale a proprio favore”. La risposta europea non può che ritrovarsi in una strategia di lungo respiro che poggi su una realtà chiamata Nato
Droni, difesa e segreti Nato. La doppia vita del colonnello greco che spiava per la Cina
Due mesi fa la CIA ha informato l’ EYP della fuga di notizie sensibili riguardanti la NATO. Quinto arresto in un anno: il colonnello è stato colto mentre accedeva via Qr code a file riservati su piani operativi e movimenti militari. I servizi greci, che ne tracciavano attività e contatti con la Cina, hanno agito in anticipo dopo aver scoperto che stava reclutando altri colleghi per lo spionaggio
Sulle terre rare serve concorrenza e libero mercato contro il monopolio cinese. La linea di Tajani
È significativa la presenza del ministro degli esteri Antonio Tajani a Washington in occasione della coalizione internazionale sui minerali critici. Cinquanta Paesi, tra cui Regno Unito, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, India, Corea del Sud, Israele (oltre all’Ue rappresentata commissario europeo Stéphane Séjourné) hanno deciso di non foraggiare più uno status quo che, di fatto, è incorniciato nel monopolio cinese
Vi spiego l’importanza dei minerali critici per la sicurezza. Parla Raimondi (Iai)
Il responsabile del programma Energia, clima e risorse dello Iai commenta con Formiche.net l’importanza del summit organizzato a Washington dal governo americano. Un evento che “mostra come sia chiaro che non può esserci un’adeguata risposta ai rischi geopolitici legati ai minerali senza cooperazione. Nessun Paese, neppure gli Usa, può raggiungere l’indipendenza”
Una scorta di minerali. Ecco cos'è il Project Vault
L’amministrazione di Donald Trump lancia l’iniziativa da 12 miliardi di dollari per aumentare le proprie riserve e mettere al sicuro le catene di approvvigionamento, slegandosi dalla dipendenza dalla Cina. Si tratta solo dell’ultimo piano degli americani, che coinvolgono anche gli alleati in questa delicata missione
L’Italia può tornare motore dell’integrazione Ue, ma serve un salto politico. Parla Cangelosi
“La Francia? Indubbiamente in grande difficoltà. La Germania? Positivo l’accordo Meloni–Merz ma attenzione alle conseguenze industriali. La vicinanza Starmer-Xi? Uk costretta a trovare forme di intesa. Roma promuova quelle riforme istituzionali necessarie a rendere l’Unione più funzionale”. Conversazione con l’esperto ambasciatore, già consigliere diplomatico del presidente Giorgio Napolitano
















