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Musk - by Twitter

Musk riapre Twitter agli esiliati. Ma senza moderazione perderà inserzionisti

L’ultima presa di posizione del tycoon è di riammettere tutti gli account eliminati, tranne quelli spam e coloro che hanno violato la legge. Lo ha deciso dopo un sondaggio sulla piattaforma, che sta diventando il suo metodo preferito per apportare le novità. Ma l’economia dei social non lo premia

Photo by Ravi Sharma on Unsplash

Paura, delirio e licenziamenti. La prima settimana di Musk

A rischio c’è il 50% del personale (3.700 dipendenti), che attendono di conoscere il proprio destino. Le novità che vuole introdurre il tycoon non convincono gli inserzionisti, anzi molte aziende hanno deciso di sospendere temporaneamente le pubblicità sulla piattaforma. In attesa di capire cosa diventerà, se il luogo incantato descritto da Musk o il nido delle cospirazioni

Musk, il primo incidente a Twitter. Ecco cos'ha rilanciato su Pelosi

Il nuovo proprietario di Twitter ha lasciato un commento (poi cancellato) sotto un tweet di Hillary Clinton mettendo in dubbio che l’assalto al marito della speaker della Camera sia davvero avvenuto. Si è subito scatenato il putiferio sul tycoon, con la paura di molti che il social possa diventare il covo delle teorie più malsane. E Le Monde entra a gamba tesa: la sua acquisizione è un conflitto d’interessi

Musk e un lavandino da 44 miliardi di dollari

Dopo quasi sette mesi di tira e molla, il tycoon acquista la piattaforma al prezzo che aveva inizialmente proposto (44 miliardi di dollari). Ora si parla di licenziamenti, del numero di bot e di come intende realizzare la super app che ha in mente. Per ora, l’unico vincitore è l’ex ceo Parag Agrawal, mandato a casa dopo un anno ma con in tasca 42 milioni di dollari

Musk è un pericolo per la sicurezza degli Usa? Biden vuole vederci chiaro

La trattativa con Twitter e il servizio satellitare Starlink sono finiti nel mirino di un’indagine del Cfius per capire quanto i legami dell’imprenditore possano trasformarsi in un problema interno all’America. I rapporti con Vladimir Putin e i soggetti esteri che hanno finanziato l’operazione per l’acquisizione della piattaforma social non lasciano il governo americano tranquillo

Elon Musk - Twitter

Siamo pronti alla triade del free speech Kanye-Musk-Trump?

Dopo esser stato cacciato da Instagram e Twitter per commenti antisemiti, Kanye West ha deciso di voler diventare il proprietario del social della destra americana. Con l’ex presidente a capo di Truth e il genio di Tesla che (forse) acquisterà il 100% delle quote di Twitter, la libertà di parola assoluta sui social (che non per forza è sinonimo di democrazia) non è più un miraggio

Musk compra Twitter perché in tribunale avrebbe perso (e altri due motivi)

L’imprenditore sudafricano, dopo mesi di tira e molla, torna all’offerta iniziale e si decide a rilevare la società. Finisce così una storia infinita ma, conoscendo il personaggio, potrebbe non essere l’ultimo capitolo. O forse sì, visto che le conseguenze di una causa legale in Delaware potrebbero essere ben peggiori

Trump-Musk (credit: Truth)

Trump contro Musk. Oltre il free speech, l'insulto libero

Prima erano scambi affettuosi, ora il fondatore di Tesla dice all’ex presidente di “appendere il cappello al chiodo e camminare verso il tramonto”. Trump festeggia il suo flop con Twitter, e lo accusa di fare auto che si schiantano, batterie che durano poco e razzi che non vanno da nessuna parte (e solo grazie a sussidi pubblici)

Nello scontro scatenato da Musk, a perdere sarà solo Twitter

Musk parte in svantaggio nella battaglia legale, che sarà difficile da vincere. Ma per il board del social network la vittoria non è scontata. Tutto ciò amplifica il danno alla società, con il titolo a piccolo, dipendenti che scappano o vengono licenziati e l’allontanamento di potenziali cavalieri bianchi

L’affare Musk-Twitter ora è a rischio. Il nodo degli account falsi

A scriverlo è il Washington Post che, dopo aver ascoltato alcune fonti anonime, vede alla base dei problemi ancora la questione degli account falsi. L’imprenditore vuole un numero esatto e non si accontenta della stima del 5% fornitagli dal board. Ma potrebbe essere la conferma di una mossa per svincolarsi e risparmiare un bel po’ di soldi

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