Covid, Ucraina e ora Iran: tre crisi che hanno impattato sull’energia e che vanno analizzate nelle loro peculiarità. Nel mezzo il ruolo delle infrastrutture esistenti (Tap e rigassificatori) e le dinamiche legate ai tempi dell’operazione Ruggito del leone. Il commento di Massimo Nicolazzi, economista, saggista e una lunghissima esperienza manageriale nel settore energetico
Gaza
E se fosse Meloni a risolvere le questione di Cipro?
Sia sull’energia che sulla questione cipriota con la Turchia, la voce di Roma potrà essere preziosa. Intanto a Cipro si sta muovendo l’americana Chevron, con i quattro cantieri di fabbricazione che dovrebbero aggiudicarsi un prestigioso contratto per la costruzione di una grande unità di produzione galleggiante. Inoltre il solido rapporto che Meloni ha costruito con Erdogan è interessante anche in chiave futura, dal momento che abbraccia le relazioni industriali, geopolitiche e africane
O si fa l’Europa o è il declino. Il monito di Manciulli
L’Europa rischia di essere soverchiata da un mondo che sa usare la forza e la capacità strategica. Non dobbiamo correre questo rischio. Bisogna sapere che o l’Europa è in grado di rilanciare la Nato e l’Occidente rilanciando sé stessa e prendendosi delle responsabilità, oppure rischia di sprofondare nel declino. Intervista ad Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr
Addestramento e presenza ai tavoli negoziali. Il ruolo dell'Italia a Gaza spiegato da Tajani
In occasione delle comuicazioni alla Camera, il ministro degli esteri Tajani puntualiza la cornice dell’impegno di Roma: formare le forze di sicurezza palestinesi, dal momento che i Carabinieri non solo sono già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, ma inizieranno presto in Giordania l’addestramento. Si tratta di un momento in cui si apre la fase più delicata del Piano Trump, che prevede il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia e l’avvio della ricostruzione, “sfide enormi, che richiedono un chiaro impulso politico e il più ampio e coeso sostegno della Comunità internazionale”
Board per Gaza, l'Italia è al tavolo americano. Chi ci sarà e chi no
Il “board of peace” per Gaza è pronto al varo e vedrà la prima riunione giovedì prossimo a Washington: la Commissaria europea Suica sarà presente nella sua veste di responsabile per il Mediterraneo e l’Italia sarà presente come osservatore. Per questa ragione il ministro degli esteri Antonio Tajani sarà audito oggi davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e in Aula alla Camera
Cosa farà l'Italia nel board per Gaza
L’Italia si candida ad essere la prima nazione europea a offrire un supporto pragmatico sia alla sicurezza della Striscia che al rafforzamento del piano di pace. Infatti, l’obiettivo è quella pax orientalis che rappresenta un elemento di stabilità, politica ed economica, solo se intrecciato al dialogo con attori primari come Qatar, Arabia Saudita ed Egitto
La nuova base per sottomarini a Cipro servirà alla sicurezza energetica. Ecco perché
L’intera area del Mediterraneo orientale è idealmente governata dalla geopolitica degli idrocarburi offshore a cui vanno sommati due elementi altrettanto rilevanti: la connettività e la sicurezza. Ovvero le nuove infrastrutture, che andranno monitorate e difese. Cipro in questo senso si ispira alla Grecia che è diventato un hub su energia, commercio e difesa. Usa, Ue e Nato avranno così un nuovo polo logistico, senza dimenticare il possibile ingresso di Nicosia nell’Alleanza atlantica
La guerra energetica dietro il piano Witkoff: gasdotti, (dis)accordi e nuove scoperte
Il no al gasdotto Eastmed si unisce alla presenza di Cosco nel Pireo, all’esigenza europea di chiudere definitivamente al gas russo e ai ricavi di Mosca in netto calo rispetto al 2024. Cina e Stati Uniti si incontrano e si scontrano nel Mediterraneo, con i player periferici che si muovono di conseguenza. Il risultato è un risiko, che vede ridisegnare le strategie non solo dei singoli Paesi, ma di interi settori industriali e di policies connesse
Perché (anche) l'Fmi scommette sulla nuova Siria
Una Siria dotata della necessaria infrastruttura amministrativa, economica, finanziaria e geopolitica è una buona notizia anche per l’Europa e il Mediterraneo, dal momento che lì si può riverberare quel nuovo ordine di pace avviato a Gaza e proseguito nel solco degli accordi di Abramo. Giorgia Meloni nel suo recente incontro con al-Sharaa ha ribadito il sostegno di Roma alla ricostruzione di una Siria stabile e sovrana, anche attraverso investimenti da parte delle aziende italiane in settori di reciproco interesse
Perché la visita di Abbas da Meloni conferma la centralità di Roma
Soprattutto alla luce di altre macro destabilizzazioni come quella in Mali, dove Al Qaeda intende allargare la crisi a tutta la regione del Sahel, lo sforzo italiano tarato sulla striscia assume ancora più valore. Il riferimento è non solo alla presenza militare nel centro aperto da Usa e Israele per promuovere la tregua, ma anche al grande obiettivo rappresentato dalla Conferenza di Ricostruzione in programma a metà novembre al Cairo, che l’Italia sta co-organizzando
















