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Meloni a Stoccolma e Berlino per continuare a investire sull'Ue

La doppia visita del premier porta in dote la volontà di lavorare su un metodo, prima che sulle singole rivendicazioni tematiche: i dossier critici, come immigrazione, Pnrr, flessibilità e Ucraina si risolvono con visioni e interconnessioni geopolitiche

Italia-Francia-Germania, così Roma fa rete in Ue. L'analisi di Pontecorvo

Meloni e Fitto si muovono tra Roma, Parigi, Bruxelles, Berlino (e Stoccolma). Francia e Italia in particolare hanno “due governi che, anche se con diversi orientamenti politici, difendono l’Ucraina, e sono schierati allo stesso modo equilibrato”. Conversazione con l’ambasciatore Stefano Pontecorvo

Migranti, debito e Ucraina. Il viaggio di Meloni a Stoccolma e Berlino

Mentre entra in vigore il Trattato del Quirinale e alla vigilia del Consiglio Ue del 9 e 10 febbraio, il premier con la doppia visita a Stoccolma e Berlino continua a distendere la sua strategia internazionale

Chi è e cosa pensa Katalin Novák, presidente ungherese. L'incontro con Meloni

Conservatrice, fautrice di politiche per la famiglia e filo atlantista, ha da subito condannato l’aggressione di Mosca a Kiev: “L’Ungheria in quanto membro dell’Ue e della Nato non è neutrale e sta dalla parte delle vittime. La responsabilità di Vladimir Putin per questa guerra è cristallina”

Lavoro e alleanze. L'incontro Meloni-Michel (con vista urne)

Nel vertice a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Ue spazio alla progettazione di un fondo sovrano europeo accanto ad interventi di sicurezza e migrazioni. L’ex ministro della difesa Mario Mauro: “Il modo di porsi del premier verso l’Ue si sta rivelando prezioso per la sua parte politica. Ha di fatto sdoganato il mondo dei conservatori europei nelle relazioni con le altre forze politiche nelle principali istituzioni”

Da dove parte (e dove vuole arrivare) l'asse europeo di Meloni

Mentre le relazioni franco-tedesche stanno affrontando una fase nuova e diversa dall’ultimo quindicennio targato Merkel, una iniziativa politica che tenda a lavorare per costruire un nuovo equilibrio in Ue può avere senso e portare vantaggi. Appunti in vista delle prossime tappe del premier

La politica estera e il ruolo dell'Italia nel Mediterraneo. Meloni verso Tripoli

La call del premier con Biden, Macron, Scholz e Sunak sullo stretto coordinamento euroatlantico per il sostegno all’Ucraina conferma questo trend. Dopo l’asse energetico con l’Algeria e lo sforzo fatto nella direzione dei Balcani con la Conferenza di Trieste, il governo punta a dire la sua anche in Libia, dove da troppo tempo l’Italia non riesce a trovare spazi

Da Trieste l'Italia guarda al futuro (europeo) dei Balcani

La conferenza di Trieste è utile per riflettere su crescita e integrazione, senza dimenticare un settore nevralgico come le infrastrutture: interessante il Corridoio Pan Europeo 10, ovvero la bretella che dall’Austria giungerà al porto greco di Salonicco, in piena evoluzione geopolitica. Tanto dell’area balcanica quanto di quella del Nord Egeo

Italia e Mediterraneo, governo promosso. I voti di Orsina

“La politica estera di Meloni su questo è pienamente in linea con la politica di Draghi, che certamente non aveva un’ideologia sovranista ma, anche per certi versi, con la linea di un ministro di un governo molto diverso, come Minniti”. Conversazione con Giovanni Orsina

Così l’Italia può contare di più in Europa. La versione di Cicchitto

Conversazione con l’ex parlamentare di Forza Italia: “Le frizioni con Parigi? Vicenda singolare, perché c’è stata certamente una gaffe fatta dal governo italiano ma anche una reazione sopra le righe del governo francese. I migranti? Sbagliato accettare il Trattato di Dublino. Il Mes? Dire no mi sembra dissennatezza pura”

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