La sconfitta elettorale subita da Donald Trump potrebbe cambiare le carte in tavola. Il nuovo Congresso a trazione democratica potrebbe riavvicinare le due sponde dell’Atlantico, creando un’intesa sulle questioni chiave (sicurezza, su tutto). Alcune Big Tech si stanno riallineando, ma ci vorrà tempo
regole
Non solo dialettica. Cosa c'è da sapere sulla Super Intelligenza di Trump
Il presidente americano decide di ribattezzare l’AI con un’accezione positiva. Nello stesso giorno, dopo un pranzo con i vari leader delle Big Tech, annuncia un’intesa che prevede un’autoregolamentazione da parte delle aziende, che si controlleranno autonomamente per evitare rischi legati alla sicurezza. Un modo per rispondere alle paure del momento, senza cedere a chi chiede una regolamentazione chiara
L'affidabilità dell'AI richiede controlli indipendenti e regole comuni. Parla Quattrociocchi
Il professore ordinario presso l’Università Sapienza di Roma, dove dirige il Centro di Scienza dei Dati e Complessità per la Società (CDCS), commenta con Formiche.net il dibattito sull’AI: “Servono regole che separino chi genera da chi certifica, limiti tecnici sulle azioni che possono produrre conseguenze reali, accesso indipendente ai modelli e responsabilità umane chiaramente attribuite”
Perché gli Usa pongono più attenzione alla sicurezza dell'IA
Dalle ultime mosse sembrerebbe che il governo americano stia ponendo maggiore attenzione all’affidabilità dei modelli. La Casa Bianca sarebbe intenzionata a istituire uno standard entro cui le aziende devono operare, con una supervisione governativa mai finora messa in pratica. Il cambiamento è frutto degli ultimi rilasci, in particolare Mythos, e del prossimo vertice Trump-Xi, dove l’intelligenza artificiale sarà grande protagonista
AI Act, Berlino ottiene l’esenzione sui macchinari. Il successo di Merz a Bruxelles
La richiesta era pervenuta già il mese scorso e, dopo qualche reticenza, ha trovato l’appoggio degli altri Paesi membri. I macchinari non saranno soggetti ai limiti della legge europea, ma solamente a quelle settoriali. Un modo per sostenere l’industria tedesca in crisi e per provare a inserirsi nella competizione tra Usa e Cina
Cosa ci dice l'appello di Breton sulla sovranità digitale europea
Alla vigilia del pacchetto omnibus e nel giorno in cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ricevuto il presidente francese Emmanuel Macron per parlare di un nuovo impulso comunitario sul digitale, l’ex commissario ha lanciato un messaggio congiunto per cercare di salvaguardare i successi europei. Ma dove porterà il nuovo approccio resta ancora da vedere
Sovranità digitale europea, un approccio comune
La sfida che attende l’Ue non è solamente di natura tecnologica, ma anche culturale e politica, per costruire un ecosistema digitale che sia al tempo stesso sicuro, competitivo e fedele ai propri valori. La richiesta da parte di istituzioni e imprese europee prevede regole più chiare sulla localizzazione dei dati, sulla trasparenza delle infrastrutture e sulla possibilità di audit indipendenti
Abrogare il Dma o l'Europa resterà senza iPhone. L'ultimatum di Apple all'Ue
L’azienda di Cupertino passa agli ultimatum. Bisogna cancellare un regolamento che penalizza lei e i suoi utenti mentre favorisce i competitor cinesi, oppure nessun prodotto o servizio verrà messo sul mercato europeo. Uno scenario rivoluzionario
La sentenza Google come paradigma. L'antitrust Usa non risolve i problemi
Il fatto che a un anno di distanza lo stesso giudice che aveva sentenziato contro Big G, considerandolo un monopolista, abbia utilizzato delle contromisure a dir poco deboli, è una conferma di come le regole sull’anticoncorrenza possano rappresentare uno strumento inefficace per cambiare le regole del mercato
AI Act, al via la seconda fase. Breve excursus di una legge ambiziosa
Il 2 agosto rappresenta il secondo passo previsto dalla legislazione, la prima al mondo con cui si intende regolare l’intelligenza artificiale. Entreranno in vigore le norme e gli obblighi pensati per i modelli di intelligenza artificiale, mentre gli Stati membri dovranno comunicare a Bruxelles la propria Autorità nazionale di controllo che sarà responsabile della messa in pratica della legge















