Con l’Europa che si riarma, la vera vulnerabilità non riguarda carri armati o missili, quanto più i software e le reti che li gestiscono. L’Unione Europea può anche importare armi, ma non può permettersi di esternalizzare sistemi digitali che costituiscono il presupposto stesso del potere militare moderno
La frammentazione tecnologica non è solo costosa dal punto di vista economico; può compromettere l’innovazione, minare l’ordine basato sulle regole, indebolire le democrazie ed esacerbare le tensioni geopolitiche. Nel campo delle tecnologie per la difesa, la frammentazione tra alleati occidentali ed europei rappresenta non solo un ostacolo operativo, ma un vincolo che rischia di essere insormontabile per affrontare con efficacia le minacce contemporanee. Ciò si manifesta chiaramente nel supporto all’Ucraina, dove la coesione è essenziale, e nel confronto strategico con potenze come Russia e Cina, che avanzano compatte nel rafforzamento delle loro capacità tecnologiche. Per l’Unione europea, la frammentazione non è solo una sfida, ma una minaccia strutturale che ne limita la capacità di agire come attore globale coeso e credibile.
A partire da questa considerazione, lo European Council on Foreign Relations e Formiche promuovono il progetto “Dall’autonomia all’interdipendenza strategica. Un nuovo approccio per le sfide tecnologiche europee nella difesa” realizzato con il gentile sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo; Advisor Scientifico: Fondazione CSF. Il progetto è finalizzato a proporre raccomandazioni di policy volte a superare la frammentazione tecnologica nella difesa europea, promuovendo una politica di “interdipendenza strategica”.
Bene lo sblocco del prestito a Kyiv, ma serve una visione di lungo periodo. Il commento di Litra (Ecfr)
L’Unione europea sblocca un prestito da 90 miliardi all’Ucraina dopo il ritiro del veto ungherese legato all’oleodotto Druzhba. Una misura che garantisce respiro immediato a Kyiv, ma lascia aperto il nodo del sostegno di lungo periodo
La guerra ibrida, l’industria e le opinioni pubbliche. Tutti i nodi della difesa europea al dibattito Ecfr
Dalla ridefinizione del ruolo dell’Ue nella sicurezza alla necessità di difendersi dagli attacchi ibridi, fino al rapporto con gli Stati Uniti e con Mosca, l’Europa è chiamata a scegliere come adattarsi a un mondo più brutale e sempre più condizionato da logiche di potenza. In questo contesto, emerge la necessità di sviluppare una consapevolezza comune sulle sfide di domani e di essere pronti ad assumersi la responsabilità della propria sicurezza. Il dibattito ospitato dall’European council on foreign relations
Ricostruzione e Ue. Due percorsi, una strategia per l’Ucraina. L'intervento di Kuleba
L’Urc 2025 rappresenta un’opportunità concreta per passare dalla definizione dei principi alla loro effettiva implementazione. Dopo tre anni di discussioni e dichiarazioni di intenti, il tempo è maturo per introdurre meccanismi operativi, chiarire le fonti di finanziamento che dovranno essere utilizzate. L’intervento di Dmytro Kuleba, già ministro degli Esteri dell’Ucraina e distinguished policy fellow di Ecfr










