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Un tribunale speciale per i crimini di guerra della Russia. L’Italia c’è

Ieri, nel giorno della riunione di Ramstein sugli armamenti a Kyiv, colloquio tra i ministri degli Esteri. Tajani: “Pieno sostengo verso una pace giusta”. Kuleba: “Ho accolto con favore la decisione dell’Italia di unirsi al gruppo rispetto per l’istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. E l’ambasciata russa riaccende la macchina della propaganda

Il cambio di passo di Ramstein. Tocci (Iai) legge il vertice per l’Ucraina

Kiev non avrà una seconda opportunità per riconquistare il suo territorio, bisogna agire ora, spiega il direttore dello Iai. In Germania è stato intrapreso un cambio di passo con l’invio di mezzi pesanti a sostegno della controffensiva. È la Russia a volere l’escalation, l’Occidente decida come vuole reagire, avverte

Leopard 2 a Kiev? Alla fine Berlino cederà, dice il generale Davis

“Credo che la posizione tedesca sia in fase di sviluppo, perché i cambiamenti in atto nel contesto internazionale richiedono nuove politiche dal governo tedesco”, spiega l’ex vicesegretario generale aggiunto della Nato commentando la riunione degli alleati a Ramstein. “Il momento di decidere è questo. Anche l’Italia deve prendere esempio dagli altri alleati che hanno inviato armamenti decisivi”

Aiutare l’Ucraina, una scelta per oggi e per il futuro. Scrive Borghi (Pd)

David Sassoli, di fronte alla minaccia del regime russo, disse “non ci faremo intimidire”. Rappresentava bene questa idea della politica che non si astrae, che non sfugge, che non specula sulle tragedie, e che assume su di sé il peso e la fatica della storia per cambiarla in meglio. L’intervento del senatore Enrico Borghi, responsabile politiche sicurezza del Partito democratico e membro del Copasir

A Davos il sostegno militare all'Ucraina, tra Nato e intelligence

In vista della riunione di domani tra i ministri della Difesa alleati, il segretario Stoltenberg e la direttrice dell’intelligence statunitense Haines hanno pronunciato al World Economic Forum parole molto chiare

L’artiglieria Usa per l’Ucraina passa da Israele. Scenari per Bibi

Di Emanuele Rossi e Gabriele Carrer

Gli Stati Uniti useranno scorte in comune con Israele per rifornire l’Ucraina. Munizioni di artiglieria arriveranno a Kiev, che ne ha bisogno perché dal campo passerà, nei prossimi mesi, una fase che potrebbe essere decisiva per la sconfitta della Russia. Cosa significa per i rapporti tra Gerusalemme e Mosca?

Democrazie contro autocrazie. La versione di John Bolton

Affidando a Gerasimov la guerra in Ucraina la posta in gioco per Putin è “alta”, anche nel Paese, spiega l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Usa. In Iran “il problema è il regime e dobbiamo sostenere le persone che cercano di rovesciarlo”. Lo stesso vale per il Venezuela, dice. La nuova strategia giapponese davanti alle minacce di Pechino sia “d’ispirazione anche per gli altri Paesi della regione”

Sicurezza delle infrastrutture e guerra asimmetrica. Il monito di Parsi

“Le sanzioni a Mosca? Fanno molto male”, spiega il professor Parsi a Formiche.net. E sulle infrastrutture energetiche strategiche aggiunge: “I tubi sono un investimento talmente costoso che finiscono per essere un elemento di pressione per ritardare la decarbonizzazione”

Dall'Ucraina al Giappone, ecco la difesa globale dell'Italia. Parla Crosetto

Di Flavia Giacobbe e Marco Battaglia

Intervista esclusiva al ministro della Difesa. “Abbiamo il dovere morale di continuare a sostenere il popolo ucraino”, afferma Crosetto che denuncia le fake news del Cremlino: “Quella russa è un’attività di propaganda allusiva e tendenziosa contro il nostro Paese”. Anticipa quindi come sarà strutturata la partnership strategica con il Giappone e conferma l’attenzione del governo in Medio Oriente e nei Balcani nonché gli orientamenti su Spazio, cyber e difesa europea

I significati politici della nomina di Gerasimov in Ucraina

La nomina del nuovo responsabile delle operazioni russe in Ucraina è sintomo dell’importanza che Mosca assegna a questo conflitto, della volontà di protrarlo a lungo, del riconoscimento degli errori di coordinamento interni. Le colpe di Surovikin non c’entrano e il Cremlino mostra di preferire la vecchia guardia ai paramilitari della Wagner

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