Prosegue il periodo di offerta per il riacquisto delle obbligazioni subordinate del Monte dei Paschi di Siena. Gli investitori che dovessero aderire saranno poi costretti a reinvestire il ricavato nell’aumento di capitale della banca senese. E questo nell’ottica di abbassare l’asticella dagli attuali 5 miliardi di euro massimi, cifra che, con gli attuali chiari di luna sulle banche e in generale sul mercato italiano, sembra davvero difficile da chiedere al mercato.

L’OFFERTA SUI BOND

Ricordiamo in breve cosa offre Mps in cambio della restituzione delle obbligazioni subordinate. Nella notte tra il 14 e il 15 novembre, la banca guidata da Marco Morelli (nella foto) ha messo sul piatto un rimborso del 100% del valore nominale per gran parte dei titoli Tier2 il e l’85% per le restanti obbligazioni Tier1. Il valore originario dei bond oggetto dell’offerta è di quasi 4,3 miliardi, in mano sia a investitori istituzionali sia a piccoli risparmiatori. Venerdì 25 novembre, Mps, dopo il via libera all’aumento di capitale da 5 miliardi giunto dall’assemblea dei soci di giovedì, ha fatto sapere che il prezzo massimo di sottoscrizione delle nuove azioni è stato fissato in 24,9 euro l’una, tenuto conto del raggruppamento partito ieri (nel rapporto di 1 nuova azione ogni 100 esistenti). Tuttavia, e questo ha creato forti tensioni in Borsa, non è stato fissato un prezzo minimo per le azioni di nuova emissione.

GENERALI DICE SI’

Tra i grandi investitori istituzionali con in portafoglio bond subordinati a marchio Mps ci sono le Generali, per circa 400 milioni. Ieri il gruppo guidato da Philippe Donnet ha deciso di convertire i bond oggetto dell’offerta volontaria dell’istituto senese. Il consiglio di amministrazione della compagnia assicurativa ha esaminato l’operazione lanciata da Mps e ha “valutato favorevolmente” la conversione, ha fatto sapere il gruppo in una nota. Una volta trasformati in azioni i bond, Generali dovrebbe ritrovarsi in portafoglio tra il 7 e l’8% del capitale del Monte dei Paschi. Era cosa nota, ma il fatto che le Generali abbiano optato per la conversione delle obbligazioni esclude che il Leone triestino possa figurare tra gli investitori del fondo Atlante 2 guidato da Alessandro Penati (si era parlato di un impegno di circa 200 milioni), chiamato principalmente a rilevare una parte delle sofferenze mese in vendita da Mps. In questo modo, proseguono le difficoltà di Atlante 2 a reperire ulteriori risorse, dopo la nascita del primo fondo (che ha investito gran parte delle risorse nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca).

IL NODO DEI RETAIL

Se dalle Generali è giunto l’ok alla conversione, lo stesso non si può dire per i piccoli risparmiatori che hanno in mano i bond subordinati. Secondo il Sole 24 ore, “non si potrà contare su un’adesione massiccia del retail, che pesa per la metà dell’offerta. Di fatto – scrive Antonella Olivieri – il retail è posizionato solo sull’emissione Mps 2008-2018 da 2,1 miliardi nominali, sottoscritta all’origine da 37mila investitori. Non si sa quanti l’abbiano ancora in portafoglio, ma il titolo per il quale è stata proposta la conversione al valore nominale di 100 nelle ultime settimane è stato oggetto di vendite che hanno abbassato le quotazioni di mercato anche sotto il prezzo di 60. Segno che molti hanno preferito chiudere l’esposizione su Mps, vendendo il bond”.

ULTERIORI LIMITI

Per di più, per l’offerta agli investitori retail sono state poste condizioni, in linea con la Mifid, che scremano di molto la base dei possibili aderenti. Il gruppo di Rocca Salimbeni dovrà, infatti, astenersi dal “raccomandare o consigliare l’adesione all’offerta”. Chi fosse intenzionato a convertire, spiega il Sole 24 ore, dovrebbe perciò presentare una “dichiarazione olografa” che testimoni di “avere aderito all’offerta di propria iniziativa”, e di avere ricevuto la documentazione informativa prescritta. “La possibilità di aderire non sarà comunque aperta a tutti, dal momento che non sarà consentita al portatore di bond il cui profilo di rischio non sia compatibile con l’investimento azionario”, sottolinea Il Sole. Diventa così evidente che il successo dell’operazione sui bond subordinati dipenderà dall’adesione degli investitori istituzionali. Cosa decideranno di fare? Mps riuscirà a raggiungere l’obiettivo di abbassare l’aumento di capitale di 1 miliardo (ma c’è chi dice in realtà punti a 1,5) con la conversione dei titoli? A breve lo scopriremo.

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