5G, ecco il piano Usa per vincere la corsa con Pechino

5G, ecco il piano Usa per vincere la corsa con Pechino
La corsa per il 5G con la Cina è in atto e Washington intende vincerla. Per farlo, gli Usa - alla presenza del presidente Donald Trump e del numero uno della Fcc, Ajit Pai - hanno reso nota una serie di iniziative volte a promuovere nel Paese le reti mobili di nuova generazione, una tecnologia destinata ad avere un impatto dirompente in quasi tutti gli ambiti della società. Fatti, numeri e scenari

La corsa per il 5G con la Cina è in atto e Washington intende vincerla. Per farlo, gli Usa hanno reso nota una serie di iniziative volte a promuovere nel Paese le reti mobili di nuova generazione, una tecnologia destinata ad avere un impatto dirompente in quasi tutti gli ambiti della società.

LE INIZIATIVE DI WASHINGTON

Il piano, che prevede un’accelerazione dell’implementazione delle reti wireless, si basa su una serie di misure presentate in occasione di un evento dedicato della Casa Bianca. In particolare, la Federal communications commission (l’agenzia governativa indipendente per le comunicazioni) e il suo presidente Ajit Pai hanno annunciato nuove aste di spettro per i sistemi 5G e ha dichiarato che un fondo di 20,4 miliardi di dollari (oltre 18 miliardi di euro, ndr) verrebbe istituito per aiutare a costruire reti a banda larga ad alta velocità nelle aree rurali nel prossimo decennio.

IL MODELLO USA

A differenza di quanto accade altrove e nonostante i diffusi timori per la sicurezza, gli Stati Uniti, ha spiegato durante il suo intervento il presidente Donald Trump, non dovrebbero nazionalizzare la propria rete 5G (smentendo, anche se non in modo categorico, una indiscrezione che era circolata nei mesi passati) ma che vedeva comunque contraria la stessa Fcc, nonché la maggior parte dell’entourage del tycoon, compreso il suo consigliere economico Larry Kudlow. L’inquilino della Casa Bianca ha piuttosto esortato compagnie private come At&T e Verizon a muoversi rapidamente per implementare la rete di nuova generazione. “Negli Stati Uniti, il nostro approccio è guidato dal settore privato”, ha detto Trump. “Come probabilmente avete sentito, c’era la possibilità di farla (la rete 5G) attraverso gli investimenti del governo e sotto la guida del governo stesso. Non vogliamo farlo perché non sarebbe altrettanto buona, e altrettanto veloce”.

L’IMPATTO DEL 5G

Anche senza gestione pubblica, però, l’amministrazione Usa intende agevolare questa transizione tecnologica, che considera cruciale per il benessere e la competitività americani. Ben “92 deployment 5G”, ha evidenziato il capo di Stato americano, “saranno pronti nei mercati Usa entro la fine del 2019″, scavalcando così il primato della “Corea del sud che ne avrà 48″. Trump ha anche parlato di “investimenti da parte dell’industria delle tlc per 275 miliardi di dollari nelle reti 5G, che creeranno 3 milioni di nuovi posti di lavoro e aggiungeranno all’economia Usa ben 500 miliardi di dollari”.

CHE COSA CAMBIERÀ

Il 5G, appena approdato negli Stati Uniti in versione test, è considerata una tecnologia che nei prossimi anni cambierà totalmente il modo in cui la società utilizza la rete internet. Le nuove reti mobili potrebbero raggiungere una rapidità nel trasferimento dati 100 volte maggiore dell’attuale 4G, con una latenza (ossia la velocità di risposta di un sistema) venti volte maggiore. Ciò, sommato a altre caratteristiche, potrà abilitare secondo gli esperti una innumerevole serie di servizi collegati all’Internet of Things in campi come l’agricoltura di precisione, le reti di trasporto intelligenti, la telemedicina, l’energia, l’intrattenimento e persino il giornalismo, per citarne alcuni.

I TIMORI PER LA SICUREZZA

Proprio questa iperconnessione, che favorirà lo scambio di una enorme mole di dati, spesso anche sensibili, è una delle ragioni dell’accento posto di recente da Washington sulle implicazioni di sicurezza legate al 5G e al ruolo di Pechino nello sviluppo delle nuove reti mobili ultraveloci, un dossier del quale l’amministrazione Usa sta ancora discutendo con l’Italia e con tutti i partner europei e Nato. Washington ha lanciato nel tempo diversi ‘warning’ sull’argomento, ritenendo i colossi cinesi della tecnologia dei potenziali veicoli di spionaggio a beneficio di Pechino (in virtù soprattutto di una Legge sull’intelligence che obbligherebbe le aziende della Repubblica Popolare a collaborare con la madrepatria).

Utilizzare la tecnologia di aziende come Huawei e Zte, ha ribadito nei giorni scorsi il più alto funzionario cyber del Dipartimento di Stato americano, Robert Strayer, potrebbe influenzare la capacità Usa “di condividere informazioni di intelligence” con i suoi alleati, perché inserirebbero “apparecchiature non sicure nella loro rete 5G”. La preoccupazione americana, ha evidenziato l’alto funzionario, tuttavia “non riguarda solo l’intelligence cinese. Il flusso di dati tra Stati Uniti ed Europa è destinato ad aumentare, le nostre economie sono interconnesse, e dobbiamo assicurarci di essere in grado di interoperare e di operare su un’infrastruttura critica che faciliti la nostra economia, non che la ostacoli. Tra Stati Uniti ed Europa c’è anche molta cooperazione militare e focalizzata su vari interessi legati alla sicurezza nazionale. I timori che abbiamo sono legati non solo allo spionaggio”, ha concluso Strayer, “ma anche e soprattutto il fatto che i cinesi possano disporre del potenziale per interrompere o alterare la qualità del servizio che viene fornito su queste reti”.

ultima modifica: 2019-04-13T09:30:30+00:00 da Michele Pierri

 

 

 

 

 

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