Lamberto Giannini, capo della Polizia, ascoltato dal comitato su immigrazione clandestina, minacce cyber, ordine pubblico e infiltrazioni nell’uso dei fondi del Pnrr. Domande anche sulla funzionaria che ha tuonato contro la certificazione verde e su cui l’amministrazione ha avviato un procedimento disciplinare

L’Afghanistan è ancora al centro dei lavori del Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha audito oggi Lamberto Giannini, capo della Polizia, “soffermando la sua attenzione sulle nuove modalità di contrasto al terrorismo jihadista anche in riferimento alle possibili conseguenze della restaurazione del regime talebano in Afghanistan e dei pericoli indotti dalla radicalizzazione dei soggetti più vulnerabili”. È quanto si apprende in una nota diffusa dal presidente, il senatore Adolfo Urso di Fratelli d’Italia.

Sull’Afghanistan il Copasir ha acceso un riflettore da metà agosto. Da allora ha ascoltato sul tema (ma non soltanto su quello) Elisabetta Belloni, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza; Luigi Di Maio, ministro degli Esteri; Giovanni Caravelli, direttore dell’Aise; Lorenzo Guerini, ministro della Difesa; Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica; e l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, ex alto rappresentante civile Nato.

Durante l’audizione di Giannini sono stati affrontati altri temi, ha riferito Urso come l’immigrazione clandestina. Ma anche la minaccia cyber e del ruolo in tale contesto della Polizia postale, che è destinata a diventare una direzione centrale in seno al Dipartimento della Pubblica sicurezza, quella della Polizia scientifica e della sicurezza cibernetica. E che dovrà avere un nuovo direttore, visto che Nunzia Ciardi è stata recentemente nominata dal presidente del Consiglio Mario Draghi vicedirettore della neonata Agenzia per la cybersicurezza nazionale, guidata dal professor Roberto Baldoni, già vicedirettore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

Inoltre, il capo della Polizia ha riferito in merito a due temi già al centro dell’audizione della scorsa settimana del generale Teo Luzi, comandante generale dei Carabinieri: ordine e sicurezza pubblici; possibili infiltrazioni criminali nell’utilizzo degli stanziamenti connessi con il Pnrr. A tal proposito la nota diffusa dal presidente Urso dopo l’incontro con il numero uno dell’Arma sottolineava come l’“ingente flusso di investimenti” possa “essere oggetto di interesse della criminalità organizzata, nonché dei fenomeni di infiltrazione e strumentalizzazione dei movimenti novax”.

A quanto risulta a Formiche.net durante l’audizione di Giannini c’è stato spazio anche per qualche domanda sul caso di Nunzia Alessandra Schilirò, la vicequestore di Roma finita al centro delle polemiche dopo le sue dichiarazioni contro il Green pass dal palco della manifestazione tenutasi sabato in piazza San Giovanni. A suo carico l’amministrazione ha avviato un procedimento disciplinare. Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, era intervenuta sulla vicenda parlando di “gravissime dichiarazioni” e spiegando di star “seguendo la vicenda personalmente con il capo della Polizia, Lamberto Giannini, affinché vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante a carico dell’interessata”. Bocche cucitissime, invece, al Copasir.

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