Secondo una bozza letta da Politico, per costruire le nuove infrastrutture il governo americano vorrebbe chiedere alle aziende tecnologiche di farsi carico dei prezzi energetici e dei costi di realizzazione. Non solo: a loro spetterebbe anche una missione di sensibilizzazione. L’obiettivo d’altronde si raggiunge solo vincendo le perplessità delle persone
L’indiscrezione arriva da Politico ed è la conferma delle intenzioni del governo statunitense. Da una bozza emerge che Donald Trump vuole accelerare la costruzione di data center negli Stati Uniti e per riuscirci intenderebbe chiedere alle Big Tech mondiali di sottoscrivere accordi per garantirne l’espansione. Per il presidente americano dovrebbero occuparsi sostanzialmente di ogni questione: dai costi di realizzazione a quelli energetici, per evitare di aumentare troppo i prezzi delle bollette e di stressare le forniture idriche, senza gravare così sulle famiglie.
L’obiettivo dunque è chiaro: evitare che dal progresso tecnologico nascano nuovi problemi. C’è infatti da vincere i dubbi di chi vede più contro che pro in questa trasformazione digitale. “La gente è scettica”, afferma il segretario all’Energia Chris Wright. “Oh mio Dio, questo aggiungerà la beffa al danno e farà aumentare i prezzi dell’energia”, dice immedesimandosi in un consumatore americano. “Capisco le loro preoccupazioni. Stiamo dialogando con tutti gli sviluppatori di soluzioni iperscalabili non solo per essere una forza a lungo termine per ridurre i prezzi dell’elettricità sulla rete, ma anche per essere una forza a breve termine per fermare gli attuali aumenti dei prezzi”.
Tra le soluzioni immaginate dal governo c’è quella secondo cui le aziende dovrebbero stipulare accordi di lunga durata con le società energetiche così che le famiglie non subiscano le conseguenze. In più dovrebbero tenersi sempre in contatto con le autorità federali e statali per garantire che i prezzi rimangano stabili o, nelle migliori delle ipotesi, scendano. Nel momento in cui ci sono emergenze, come le calamità naturali, il carico di energia dei data center deve essere ridotto per garantire che tutti ricevano abbastanza energia. Sempre in capo alle aziende tecnologiche – non è ancora chiaro quali siano coinvolte – spetta la sensibilizzazione delle comunità dove sorgeranno i data center, per spiegare i reali benefici dell’intelligenza artificiale e per ridurre al minimo ogni impatto negativo derivante dalla loro costruzione.
Il piano della Casa Bianca viene stilato in base ad alcuni studi, secondo cui responsabilizzare le Big Tech comporta benefici della popolazione locale. E arriva in un momento decisivo per lo sviluppo interno. L’obiettivo del governo americano è triplicare il numero di data center entro il 2028 e ciò produrrà inevitabili innalzamenti dei costi energetici, che sono già in rialzo. Un ostacolo economico per le persone che rischia di trasformarsi in un boomerang politico per l’amministrazione Trump, qualora non prenda provvedimenti adeguati. Specialmente in vista delle elezioni di Midterm, dove il presidente si gioca il suo futuro.
Uno di questi è stato preso il mese scorso, quando il governo è intervenuto direttamente per chiedere al principale gestore della rete elettrica del Nord Est di indire un’asta per consentire alle aziende tecnologiche, così che possano avere scorte per i prossimi quindici anni.
In sostanza, da qui al prossimo futuro dovrebbero moltiplicarsi gli accordi sulla falsariga di quello siglato da Microsoft qualche tempo fa. L’azienda di Mountain View ha infatti promesso di coprire parte dei costi energetici e avrebbe tenuto sotto controllo il consumo di acqua. “Vedrete altri annunci”, promette il segretario Wright. “Ne sentirete parlare più avanti quest’anno, con l’annuncio di grandi sviluppi di data center in concomitanza con il calo dei prezzi dell’elettricità. Probabilmente avrete visto uno da Google in Georgia, che con i suoi accordi ha bloccato i prezzi dell’elettricità per tre anni”.
Vero. Ma dalla Georgia sembra partire anche la protesta per frenare la costruzione di nuovi data center per via del loro impatto. Se l’America vuole centrare il suo obiettivo, deve prima assicurarsi che tutti remino dalla stessa parte.















