Il rafforzamento della sicurezza delle infrastrutture ferroviarie entra in una nuova fase operativa. Dopo i recenti episodi di danneggiamento lungo le linee, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito al Viminale, ha definito un primo pacchetto di misure per la protezione dei nodi sensibili del sistema ferroviario
Tecnologia, presidio fisico e cooperazione operativa diventano gli assi portanti della risposta istituzionale ai recenti sabotaggi che hanno colpito la rete ferroviaria, in particolare lungo l’Alta Velocità. Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito al Viminale sotto la presidenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha esaminato ieri un pacchetto di misure volto a rafforzare la protezione delle infrastrutture considerate sensibili.
Le misure sul tavolo
Al centro del confronto, al quale hanno preso parte i vertici delle Forze di polizia, dell’intelligence e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, l’introduzione di strumenti di sorveglianza più avanzati e di modelli di presidio integrato. Il ricorso ai droni per il monitoraggio delle aree critiche si affianca al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, destinati a evolvere anche attraverso applicazioni di intelligenza artificiale. Mentre, sul piano operativo, prende forma l’ipotesi di pattugliamenti congiunti tra FS Security e Forze dell’ordine. Per quanto concerne il piano infrastrutturale, si valuta l’estensione delle recinzioni lungo i tratti più esposti della rete e nei nodi strategici dell’Alta Velocità.
Monitoraggio e escalation
La riunione ha inoltre indicato la necessità di incrementare i controlli sia a bordo dei treni sia lungo l’intera rete, rafforzando parallelamente il programma “Stazioni Sicure” nei grandi hub e nelle aree a maggiore afflusso di passeggeri. Si tratta di un intervento che si inserisce in seguito ad una sequenza ravvicinata di episodi, registrati tra Bologna, Pesaro e Roma, caratterizzati da danneggiamenti in punti tecnici capaci di incidere direttamente sulla continuità della circolazione ferroviaria.
Gli accertamenti fin qui condotti avrebbero evidenziato la manomissione di pozzetti e il danneggiamento di cavi, mentre sulla linea Roma-Firenze è stato rinvenuto un innesco. A Pesaro, uno degli episodi è stato rivendicato su una piattaforma riconducibile all’area anarchica, elemento che ha orientato parte dell’attività investigativa verso una possibile matrice dolosa coordinata. In questa prospettiva, non viene esclusa l’ipotesi che i sabotaggi possano inserirsi in una campagna più ampia avviata in concomitanza con l’apertura dei Giochi di Milano-Cortina.
La pista anarchica
La Procura di Roma valuta l’apertura di un fascicolo, seguendo una linea già adottata da altri uffici giudiziari, con ipotesi di reato che potrebbero includere l’associazione con finalità di terrorismo e l’attentato alla sicurezza dei trasporti. L’attenzione si concentra anche su un ordigno incendiario rinvenuto nei pressi di Castel Maggiore, oggetto di accertamenti per verificare eventuali analogie con dispositivi impiegati in precedenti azioni.
In una nota, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito “inquietanti ma purtroppo non sorprendenti” l’emergere di possibili piste anarco-insurrezionaliste, sottolineando la necessità di una risposta condivisa. Sulla stessa linea si collocano le dichiarazioni del vicepremier e titolare del dicastero, Matteo Salvini, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del Viminale e ha ribadito l’esigenza di individuare i responsabili di quelli che ha definito atti criminali contro le infrastrutture strategiche del Paese.
La postura del Viminale evidenzia come la sicurezza delle infrastrutture sia ormai teatro operativo per antagonisti e attori ostili che mirano a colpire simboli e snodi della capacità operativa del Paese. Teatro che richiede l’esigenza di anticipazione, più che di reazione, laddove la vulnerabilità delle reti diventa leva di pressione
Le misure esaminate delineano, in questa direzione, un rafforzamento progressivo del dispositivo di sicurezza ferroviaria, fondato su una maggiore integrazione tra strumenti tecnologici, capacità investigative e presenza operativa sul territorio.
















