In attesa di alzare il velo sul piano industriale, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo archivia un anno contrassegnato da ricavi in crescita a 80,4 miliardi e un utile visto oltre i 6,9 miliardi. Bene le attività internazionali che sostengono l’ebitda
Commodity e reti spingono i conti di Enel. Quando mancano poco più di due settimane dal Capital market day di Milano, in programma il 23 febbraio, giorno in cui verrà presentato al mercato il nuovo piano industriale, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo alza il velo sui conti del 2025, un anno ancora caratterizzato da una coda di tensioni internazionali nel comparto dell’energia. Lo scorso anno Enel ha visto i propri ricavi toccare quota 80,4 miliardi, in accelerazione dell’1,9% sul 2024. Mentre l’utile dovrebbe attestarsi oltre i 6,9 miliardi.
Come ha spiegato il gruppo elettrico nella nota di presentazione dei conti, i maggiori ricavi per la vendita di commodity sul mercato wholesale, in un contesto di mercato con prezzi medi crescenti rispetto all’esercizio precedente e il miglioramento del fatturato nelle reti, hanno più che compensato gli effetti derivanti dai minori prezzi medi di vendita applicati ai clienti retail residenziali e alle piccole e medie imprese e dalle minori quantità di energia elettrica vendute ai clienti top, in particolare in Italia. Sterilizzando anche gli effetti delle minori quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili per la minore disponibilità delle risorse, principalmente idrica.
Guardando alle singole poste, l’ebitda ordinario si è attestato a 22,9 miliardi, in aumento di 0,5 miliardi (+2,2%) se si escludono dai risultati 2024 gli effetti delle variazioni di perimetro, pari complessivamente a 0,4 miliardi. Tale incremento è attribuibile al positivo contributo delle attività internazionali e al business delle reti. Quanto al margine operativo lordo ordinario riferibile ai business integrati (Enel Green Power, generazione termoelettrica e mercati finali) è risultato pari a 14,1 miliardi di euro, con una diminuzione di 0,6 miliardi di euro rispetto al 2024, per effetto della minore disponibilità di risorse (in particolare idrica), alla diminuzione dei margini derivanti dalle attività di vendita wholesale delle commodity energetiche e al minor contributo dalle vendite ai clienti finali, soprattutto in Italia, per i minori prezzi medi applicati e le minori quantità vendute.
Alla luce di tutto questo Enel è stata in grado di confermare quanto già comunicato ai mercati circa l’utile netto, che si prevede lievemente superiore alla parte alta del range di guidance, compreso tra 6,7 e 6,9 miliardi di euro. Sul versante dell’indebitamento finanziario netto, esso è aumentato a quota 57,2 miliardi da 55,8 miliardi di fine 2024. E infine, hanno sottolineato da Enel, “i flussi di cassa generati dalla gestione operativa e gli effetti netti positivi derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui hanno sostanzialmente compensato il fabbisogno finanziario legato agli investimenti dell’esercizio e al pagamento dei dividendi”.
















