Mentre il sistema internazionale entra in una nuova fase di competizione tra potenze, autocrazie e grandi attori tecnologici, l’Europa si confronta con i propri limiti strutturali ma anche con un’opportunità storica. La trasformazione innescata dall’intelligenza artificiale e il progressivo ridimensionamento della leadership americana potrebbero spingere l’Unione Europea a completare il percorso verso una maggiore integrazione strategica, industriale e politica
Vas Shenoy
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Il sorriso di Pechino che dovrebbe preoccupare Teheran e Islamabad
Per Teheran, la lezione è amara. Il campo anti-occidentale non è una famiglia. È un bazar geopolitico. Ognuno tratta, sconta, compra tempo e prova a scaricare i costi sugli altri. La Russia può promettere amicizia, ma è in difficoltà. La Cina può offrire copertura politica, ma non metterà a rischio la propria sicurezza energetica per le ambizioni iraniane. Il Pakistan può fare da intermediario, ma non può inventare una leva che non possiede…
Cosa aspettarsi dalla visita a Roma di Narendra Modi. L’analisi di Shenoy
Mentre il mondo osserverà con il fiato sospeso la visita di Trump in Cina, spetterà a Modi e Meloni dimostrare che la stabilità dell’Indo-Mediterraneo e quella dell’Indo-Pacifico non sono teatri separati, ma parti della stessa architettura strategica
Così India e Italia rafforzano l’asse della difesa nell’Indo-Mediterraneo
La visita del ministro Crosetto a Nuova Delhi consolida la cooperazione bilaterale in un contesto segnato da tensioni marittime e riallineamenti strategici. Difesa, industria e sicurezza emergono come pilastri di un partenariato sempre più operativo
C'è una nuova rotta migratoria Bangladesh-Libia che arriva in Italia
Il corridoio Bangladesh-Libia-Italia sta trasformando la rotta del Mediterraneo centrale in un sistema migratorio transcontinentale che collega Asia meridionale, Nord Africa ed Europa. Un fenomeno sostenuto da reti criminali e dinamiche diasporiche che pone nuove sfide alla sicurezza e alla gestione dei flussi nel Mediterraneo
Fiducia, commercio e l’architettura lenta dell’Imec. L'analisi di Shenoy
L’Imec emerge come progetto geopolitico multilivello: dall’India all’Europa, tra accordi commerciali, sicurezza e nuova connettività. Nonostante crisi regionali e scetticismi, Delhi costruisce alleanze e infrastrutture con un approccio graduale basato su fiducia, resilienza e cooperazione. L’analisi di Vas Shenoy
Il vertice indiano che ridefinisce la geopolitica dell’AI. Ecco perché
L’AI Impact Summit di Nuova Delhi segna l’ingresso dell’India tra i protagonisti della governance globale dell’intelligenza artificiale, puntando su inclusione, regole comuni e cooperazione.Tra diplomazia tecnologica, accordi strategici e presenza europea, emerge un nuovo equilibrio internazionale in cui l’AI diventa leva di potere politico ed economico
Meloni, Modi, Takaichi. Indo-Med e Indo-Pacifico si uniscono a Vivekananda rock
C’è un filo che unisce il discorso di Shinzo Abe del 2007 alla nascita dell’Indo-Pacifico come spazio strategico, mostrando come l’India sia tornata al centro della scena attraverso alleanze con Giappone, Emirati, Israele ed Europa. Oggi, con Takaichi a Tokyo e Meloni a Roma, si consolida un asse India-Giappone-Italia che salda Indo-Pacifico e Indo-Mediterraneo in una nuova “confluenza di mari” fondata su democrazie, sicurezza marittima e cooperazione strategica
Usa-India, nuovo equilibrio e nodi irrisolti. L'analisi di Shenoy
Un possibile riavvicinamento commerciale tra Stati Uniti e India va letto come parte di un processo più ampio di stabilizzazione di un rapporto strategico segnato negli ultimi anni da frizioni e ricalibrazioni. Al di là degli annunci, la partita si gioca sull’autonomia decisionale indiana, sui nodi ancora irrisolti e sulla capacità di tradurre l’intesa in impegni concreti
La riforma migratoria spagnola e l’allarme sicurezza
La sanatoria varata da Madrid rilancia il tema irrisolto dell’immigrazione europea: decisioni nazionali che, in assenza di un vero governo comune, producono effetti immediati sull’intero spazio Schengen. Tra sicurezza interna, movimenti secondari e vuoti di governance, il caso spagnolo evidenzia i limiti strutturali dell’approccio UE alla libera circolazione
















