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Sport e sostenibilità, dalle Olimpiadi invernali un impegno per il futuro

Dalle Olimpiadi invernali un segnale che va oltre le medaglie: lo sport si conferma leva strategica per la sostenibilità. In linea con Agenda 2030, il movimento olimpico accelera sulla riduzione delle emissioni e, in Italia, l’intesa tra Coni e Conai introduce standard ambientali per gli eventi. Obiettivo: trasformare ogni manifestazione in un modello di responsabilità ambientale, sociale ed economica

“Lo sport, con i suoi valori di rispetto, dialogo e comprensione, contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui. Dallo sport scaturiscono azioni e riflessioni per trasformare e migliorare le nostre società”.

Con queste parole Audrey Azoulay, direttore generale dell’UNESCO, presentava, nel 1917, alla Conferenza internazionale dei Ministri dello sport, presentava il Piano Kazan, un accordo globale che mira a promuovere lo sport e l’attività fisica come strumenti per lo sviluppo sostenibile in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“I valori dello sport sono valori di universalità e armonia, aggiungeva Azoulay. Lo sport si basa sui concetti di rispetto, comprensione, integrazione e dialogo, e contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui senza distinzione di età, sesso, origini, credenze e opinioni. È un forum unico per l’azione e la riflessione per trasformare le nostre società”.

Obiettivi principali del Piano sono l’accesso inclusivo alla sport per tutti; il contributo dello sport allo sviluppo sostenibile e alla pace; la protezione dell’integrità dello sport.

Per raggiungere questi obiettivi occorre mettere in campo una fattiva collaborazione tra le organizzazioni internazionali e i governi. Tutti gli Stati dovranno identificare e finanziare le attività specifiche del Piano a livello continentale, nazionale e locale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale che, nel 2023 ha avviato una collaborazione con le Nazioni Unite per fare dell’attività sportiva un acceleratore degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Dalla promozione della salute e del benessere alla promozione dell’uguaglianza di genere; dalla riduzione delle disuguaglianze alla lotta contro i pregiudizi razziali; dalla promozione di città e comunità sostenibili alla lotta contro il cambiamento climatico.

Tra le tante iniziative messe in campo, il Comitato, per contrastare il cambiamento climatico, si è impegnato a ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030.

E arriviamo ai giorni nostri, ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina che si stanno concludendo in queste ore e stanno lasciando spazi e luoghi alle Paralimpiadi. L’Italia ha fatto incetta di medaglie come mai era successo prima sulla neve e sul ghiaccio. Medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.

Ma torna a casa anche con una nuova medaglia, la “Medaglia della Sostenibilità”, vinta grazie alla firma del Protocollo d’Intesa tra CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, e CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che “punta ad integrare in modo strutturale la cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale”.

Il significato e l’importanza di questo accordo lo hanno spiegato i presidenti dei due enti che hanno posto la loro firma in calce al documento, alla presenza di due testimonial d’eccezione come Valentina Rodini, medaglia d’oro nel doppio pesi leggeri e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100, entrambi ai Giochi olimpici di Tokyo 2020.

“Con questo protocollo lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile – ha detto Luciano Buonfiglio, presidente del CONI – Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente”.

“Lo sport ha una grande forza comunicativa: può diventare un moltiplicatore di comportamenti virtuosi – ha aggiunto Ignazio Capuano, presidente del CONAI – L’Italia ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi, un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei. Ma la sostenibilità non si può fermare alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare”.

L’accordo CONI-CONAI prevede la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione dei materiali di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro.

L’obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati. Senza dimenticare la sensibilizzazione, la formazione e l’informazione rivolte soprattutto alle generazioni più giovani.

E a proposito del rapporto tra le giovani generazioni, l’ambiente e lo sport, qualche giorno prima, il campione olimpico Vito Dell’Aquila, medaglia d’oro taekwondo a Tokyo 2020, e Simona Fontana, direttrice generale del CONAI, hanno incontrato a Casa Italia, gli studenti delle scuole primarie nell’ambito del progetto “Riciclo di classe”: un’occasione per riflettere sul legame tra educazione civica, sport e sostenibilità.

“Oggi abbiamo voluto mostrare ai ragazzi quanto sia importanza prendersi cura del nostro Pianeta – ha spiegato Simona Fontana – Lo sport e il rispetto delle regole ci insegnano disciplina, passione e responsabilità: lo stesso vale per il riciclo. Prendersi cura dell’ambiente è un gesto di forza e attenzione verso se stessi e verso gli altri, dove educazione, sostenibilità e spirito sportivo vanno di pari passo”.

L’impegno sottoscritto ieri accompagnerà il movimento sportivo italiano fino al 31 dicembre 2028, in coincidenza con la conclusione del quadriennio olimpico in corso. Da adesso in poi tutti gli eventi sportivi, grazie a questo accordo tra il CONI e il CONAI, non saranno soltanto partecipati, come auspicava il barone De Coubertin, ma saranno anche sostenibili. Una sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale.


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