Lo scorso 1 aprile, il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha consegnato ad Ascoli Piceno il riconoscimento di “Città Italiana dei Giovani 2026”, iniziativa che ha il merito di “consolidare le sinergie e la collaborazione tra le istituzioni e i giovani, rendendoli protagonisti del presente e non solo del futuro”
Nelle ultime settimane, nelle analisi del voto referendario del 22 e 23 marzo, si è parlato molto dei giovani italiani. Una diversa attenzione pare aver registrato, invece, una progettualità che, giunta alla sua VI edizione, si rivolge proprio alle nuove generazioni, valorizzando quei territori del Paese che scelgono di investire concretamente su questo segmento della popolazione.
Lo scorso 1 aprile, il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha consegnato ad Ascoli Piceno il riconoscimento di “Città Italiana dei Giovani 2026”. Promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani, il premio è realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, l’Agenzia Italiana per la Gioventù (AIG) e la Consulta ANCI Giovani.
Tale iniziativa, come avvertito dal ministro Abodi, ha il merito di “consolidare le sinergie e la collaborazione tra le istituzioni e i giovani, rendendoli protagonisti del presente e non solo del futuro”.
Altrettanto interessanti appaiono le dichiarazioni dei co-organizzatori, tutti impegnati quotidianamente al fianco delle ragazze e dei ragazzi. In particolare: Federica Celestini Campanari, presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, ha messo in rilievo che “ogni Comune può diventare un laboratorio di innovazione sociale e partecipazione, capace di promuovere modelli replicabili e contribuire al rafforzamento di una visione di sviluppo territoriale inclusiva, sostenibile e orientata alle future generazioni”; Edoardo Italia, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, ha rilevato che tutte e tre le proposte finaliste (Ascoli Piceno, Cosenza e Roma) “hanno dimostrato una visione straordinaria, valorizzando il protagonismo giovanile attraverso un dialogo strutturato tra istituzioni, imprese e società civile”; Domenico Carbone, presidente della Consulta ANCI Giovani, ha sottolineato “l’impegno quotidiano che i Comuni, grandi e piccoli, mettono in campo per creare opportunità, spazi di partecipazione e percorsi di crescita dedicati ai giovani”. Mentre, il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti (in foto), nel suo intervento, ha evidenziato i principali elementi qualificanti del progetto vincitore (“Ascoli 2026: Next Gen Lab. Dalla ricerca all’azione”): “l’Osservatorio della Gioventù, l’Hub Stazione Futuro, che trasformerà luoghi simbolo come la stazione in hub di innovazione contro il degrado, e il Pullman del Futuro, che lavorerà per abbattere l’isolamento delle frazioni”.
Queste ultime buone pratiche si uniranno a quelle relative alle edizioni precedenti, andando a comporre un repertorio da raccontare – in maniera multimediale, attraverso media partnership – sempre di più a pubblici ampi e diversificati, per i modelli e le linee guida che offre, prima ancora da analizzare criticamente (da un punto di vista scientifico e metodologico, con raccolta di dati e informazioni) per valutare gli esiti e gli effetti (diretti e indiretti) prodotti dai progetti di città “a misura di giovani” che, di anno in anno, sono stati premiati e per ragionare su eventuali miglioramenti al programma stesso che si è già evoluto nel corso degli anni.
Siamo convinti, infatti, che potranno emergere qualificati spunti di riflessione sulla “questione giovanile”, molto più di una fotografia di quanto è stato attuato e/o cosa è rimasto in eredità nelle città insignite, in ragione del fatto che diverse sono le dimensioni del territorio e delle comunità di riferimento che tale titolo è in grado di attivare.
Dunque, l’esperienza di Ascoli Piceno – già “Città Europea dello Sport 2025” – come “Città Italiana dei Giovani 2026” rappresenta un primario campo di azione per l’informazione regionale e nazionale e, nel contempo, un utile campo di osservazione nel panorama delle politiche pubbliche italiane dedicate all’universo giovanile.
Una ragione in più per una passeggiata per le strade di questa “città antologica”, come definita da Guido Piovene, che equivale – facendo nostra un’altra definizione, in particolare di Jean Paul Sartre – a “sfogliare a caso un volume di storia dell’arte” italiana.















