“Exit Queen. Scacco alla Regina”, firmato da Francesco Spartà e Marco Ubezio, immagina uno scenario politico ad alta tensione: un referendum sulla monarchia nel Regno Unito di Elizabeth II. Tra populismo, crisi di consenso e tenuta delle istituzioni, il romanzo esamina il rapporto tra leadership e popolo, la fragilità del potere simbolico e la capacità della Corona di sopravvivere nell’era democratica
“Exit Queen. Scacco alla Regina” di Francesco Spartà e Marco Ubezio (edito per i romanzi di Bonfirraro, 2026) è un romanzo che tra politica e potere elabora una grande suggestione. E lo fa partendo da una domanda su tutte: la monarchia può sopravvivere alla democrazia?
Immaginate il Regno Unito di Elisabetta II e un nuovo primo ministro che da poco ha ottenuto una vittoria travolgente riuscendo a trasformare rancori in nuove speranze.
A Buckingham Palace arriva una proposta di legge che spiazza tutto il Paese e la Famiglia reale: un referendum sulla monarchia.
Foste stati nei panni della Regina, come avreste gestito la situazione?
C’è una descrizione in Exit Queen che rievoca lo stile della “non scomposizione reale” costi quel che costi: è quel che Elisabetta II fa quando ascolta il nuovo primo ministro che spiega la proposta di referendum.
Fuori dal palazzo c’è un Paese diviso tra chi brinda al possibile avvento della Repubblica (a nord) e chi, specie nelle contee del sud, difenderebbe la Corona con la vita in quanto ritenuta sacra.
In gioco c’è l’identità nazionale, ma non solo: una storia nuova che potrebbe mettere alle spalle secoli di monarchia.
Gli autori del libro, pur spingendosi al limite dell’incredibile, pongono problemi veri e contemporanei anche se in chiave romanzesca: quanto il populismo incida sul potere e quanto quest’ultimo sia capace di quietare il primo.
Alla prima domanda se ne accompagna un’altra più intensa che argomenta sottotraccia il sentimento socio-politico da cui parte la proposta di referendum nel nuovo primo ministro: Elisabetta II rappresenta la fine di una monarchia che ha alienato il popolo?
Su questa onda di riflessione, il popolo Uk è il destinatario di un contesto che diventa sempre più claustrofobico politicamente parlando ed il cui apice è, appunto, rinvenibile nella descrizione emotivo-introspettiva di Elisabetta II.
Ci sono anche Carlo e Camilla nella visione degli autori e fanno i conti con l’immagine di un’Inghilterra diversa in cui il nuovo primo ministro (che aveva lottato per ottenere una Repubblica) era pronto, macchiettisticamente, a rasarsi la testa pur di ottenere il risultato sperato.
Ciò dicendola lunga sul tipo di personaggio che il populismo inglese avesse partorito a seguito della caduta di appeal della monarchia.
Una monarchia che, tuttavia, resiste e lo fa con i mezzi possibili oltreché con i silenzi necessari.
Il finale è tutto dire: a Downing Street il primo ministro non parla più con i giornalisti fuori dall’appartamento.
Un gesto di saccenza o di preoccupazione?
Forse una via d’uscita dal clamore e dalla lotta referendaria che aveva consumato gli animi del popolo oltreché quello della politica.
Ma alla fine la monarchia resiste o no?
Lo scoprirete solo leggendo.
















