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L’arte di comunicare di Roberto Arditti, un riferimento fatto di luce

Di Michele Zizza

Ci vorrà tanto per arrivare a lui, ai suoi silenzi, al suo intuito, alle sue sicurezze, al suo garbo, forse tutta una vita, ma tutti dovranno avere il diritto di ambire a promuovere il suo stile e, per questo, sarà necessaria l’istituzione di un premio in sua memoria. Il ricordo di Michele Zizza

Quando entri nei palazzi del potere o in quei luoghi cosiddetti di “vertice”, è facile distinguere le persone di luce da quelle di buio. Le prime hanno gli occhi buoni, ascoltano, consigliano e, naturalmente, trasmettono un senso di protezione; queste persone sanno perfettamente che ognuno si eleva facendo crescere il prossimo. Poi ci sono le persone buie, i professionisti della congiura, quelli pronti a tutto pur di prendersi la scena. Hanno gli occhi furbi, non hanno curriculum eccezionali, ma vanno avanti con astuzia e, soprattutto, vedono spesso gli altri come ostacoli.

Con Roberto parlavamo di questo, eravamo in zona Trastevere e io lo ascoltavo con ammirazione. Ci siamo rivisti, poi, qualche ora prima della triste notizia, eravamo alla Camera dei Deputati, in sala stampa, per la presentazione del libro scritto col suo fraterno collega Alessio. Roberto stava bene, ci siamo abbracciati e abbiamo fatto cenno a un amico in comune un po’ acciaccato. La sua premura, anche in quella occasione, mi lasciò un insegnamento. Poi la presentazione e le sue parole dedicate alle funeste sorti di una signora di Milano; parole dolci, commoventi, capaci di far riflettere sul bene prezioso della vita.

Ecco, la sintesi migliore di un’intera esistenza, comunicare la vita anche prima che la vita volasse via, il fascino di ogni sfumatura, di ogni occasione offerta. Questo era Roberto Arditti con gli occhi buoni – …ed è vero Robè, avevamo ragione, gli occhi non mentono, oltre ogni evidenza empirica …e questo valeva pure per te. Quanto ci mancherai Robè! Quanto mancherai al mondo della comunicazione. Si perché sei stato e sei, riferimento di chi sceglie le persone di luce, di chi vuole costruire, di chi conosce la correlazione semantica tra comunicazione e società. Una società che hai letto prima di ogni evoluzione, sempre pronto a sfidarla con la legge dei numeri, con l’intuito di chi ne aveva viste tante, con lo spirito di chi, forte delle proprie capacità, è sempre stato disposto a investire sui giovani professionisti o su nuovi progetti.

Più volte ti ho chiesto un parere, un consiglio, una strategia e mai ti sei risparmiato perché eri parte di una propulsione informativa astratta, creativa, pulita, onesta e mai satura di parole, occasioni o eventi. Lo facevi con tutti, eri la garanzia che sarebbe andato tutto bene, che non ci sarebbero stati errori, fughe di notizie o boomerang.

Ci vorrà tanto per arrivare a lui, ai suoi silenzi, al suo intuito, alle sue sicurezze, al suo garbo, forse tutta una vita, ma tutti dovranno avere il diritto di ambire a promuovere il suo stile e, per questo, sarà necessaria l’istituzione di un premio in sua memoria. Un premio vero, uno più bello di tutti gli altri, uno che esprima la meravigliosa arte del comunicare di Roberto Arditti. Non si può perdere questa occasione, non si può perdere un patrimonio immateriale tanto prezioso. Roberto lo merita per tutte le cose grandi che ha realizzato, per tutti quelli che verranno e avranno bisogno di riferimenti fatti di luce.
Ciao Robè e grazie di tutto.


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