Leonardo DRS porta nel dominio marittimo una nuova capacità anti-drone pensata per proteggere navi, porti e infrastrutture costiere da minacce aeree sempre più diffuse. Il sistema integra sensori, comando e controllo e funzioni di risposta su un mezzo autonomo di superficie, con l’obiettivo di accelerare il dispiegamento e rafforzare la difesa ravvicinata in scenari operativi dove rapidità e adattabilità contano quanto la precisione
Leonardo DRS ha presentato una nuova capacità marittima di contrasto ai droni aerei, costruita attorno all’integrazione del Maritime mission equipment package su un mezzo di superficie autonomo senza equipaggio. Il sistema nasce per individuare, seguire, identificare e neutralizzare minacce aeree senza pilota in un contesto operativo in cui il mare, i porti e le infrastrutture costiere sono sempre più esposti a vettori leggeri, numerosi e difficili da gestire.
Una soluzione integrata e rapidamente schierabile
L’elemento centrale del pacchetto è la sua natura integrata. Il M-mep combina radar marittimo, sensori elettro-ottici e infrarossi, rete di collegamento, software SAGEcore per la fusione dei dati abilitata dall’intelligenza artificiale e funzioni di comando e controllo, insieme a un kit di integrazione pensato per accelerare l’installazione su diversi tipi di unità navali. La logica industriale e operativa è chiara. Ridurre il tempo tra esigenza e capacità disponibile, concentrando in un unico sistema la catena che va dalla scoperta della minaccia fino alla risposta.
Protezione per navi, porti e mezzi autonomi
Il profilo d’impiego è ampio. Leonardo DRS colloca questa capacità come livello di protezione per navi con equipaggio, piattaforme senza equipaggio, porti, infrastrutture litoranee e forze schierate in ambiente expeditionary. Il punto rilevante è l’adattabilità. Il sistema è pensato per essere installato rapidamente e per estendere una difesa stratificata anche alle unità di superficie autonome, un segmento che sta assumendo un peso crescente nelle operazioni marittime. In questo quadro, la modularità serve sia a comprimere i tempi di fielding sia a contenere il carico sugli operatori, migliorando la consapevolezza del dominio marittimo.
Tra minaccia crescente e promessa operativa
La società lega il lancio del sistema a un’evoluzione del rischio. Le minacce aeree senza pilota vengono descritte come più autonome, più estese nel raggio d’azione e più numerose, da piccoli quadricotteri commerciali fino a Uas più capaci e a lunga distanza. La posta in gioco, quindi, non riguarda solo l’introduzione di un nuovo prodotto, ma la capacità di offrire una risposta interoperabile e rapidamente impiegabile in uno scenario in cui il fattore tempo conta quanto la precisione tecnica.















