La richiesta record da 1,5 trililioni di dollari per la difesa nel FY2027 non punta solo ad aumentare la spesa, ma a ridefinire le priorità strategiche del Pentagono. Il piano concentra risorse su sistemi da combattimento, base industriale, deterrenza nucleare, flotta, velivoli, droni e infrastrutture, nel tentativo di tenere insieme innovazione, capacità produttiva e condizioni operative di lungo periodo
Per il budget della difesa del FY2027, il Pentagono ha chiesto 1,5 trilioni di dollari, la cifra più alta mai avanzata finora per la spesa militare statunitense. Il salto è del 42% rispetto all’esercizio precedente e dà la misura dell’obiettivo politico e strategico del piano. Non si tratta soltanto di aumentare le risorse, ma di ridisegnare la struttura del bilancio intorno a capacità considerate decisive. Oltre 750 miliardi, il 52% del totale, andrebbero a sviluppo e acquisizione di sistemi da combattimento.
Le priorità del piano
La richiesta concentra fondi su Golden Dome, droni, intelligenza artificiale, infrastruttura dati e rafforzamento della base industriale della difesa. La logica è doppia. Da una parte aumentare la capacità operativa, dall’altra sostenere la capacità produttiva necessaria a renderla credibile nel tempo. Più di 100 miliardi sarebbero destinati proprio alla filiera industriale, con particolare attenzione alla tenuta dei fornitori e ai contratti pluriennali per le munizioni. La richiesta usa il bilancio come leva industriale oltre che militare. Accanto ai programmi, finanzia le condizioni necessarie per sostenerli nel tempo, dalla tenuta dei fornitori alla continuità della produzione.
Navi, velivoli e deterrenza
La parte più visibile della proposta riguarda la costruzione di forza. Per il comparto navale sono previsti 65,8 miliardi legati alla “Golden Fleet”, con 18 navi da guerra e 16 unità di supporto, a cui si aggiungono 8,7 miliardi per cantieri e capacità industriale marittima. Sul fronte aereo il piano sostiene l’aumento della produzione degli F-35 a 85 esemplari e finanzia programmi di nuova generazione. Le voci dedicate a droni, logistica in ambienti contestati, munizioni e sistemi di contrasto ai droni superano complessivamente i 70 miliardi. A questo si aggiungono 71,4 miliardi per la modernizzazione della triade nucleare. Il quadro che emerge è quello di una strategia che prova a tenere insieme innovazione rapida e capacità tradizionali, senza affidare il vantaggio militare a una sola famiglia di sistemi o a una sola direttrice tecnologica.
Infrastrutture, personale e ostacoli
Il budget investe anche 57 miliardi in manutenzione, restauro e ammodernamento delle infrastrutture militari, compresi alloggi e caserme, e prevede aumenti salariali differenziati tra il 5-7%, con incrementi maggiori per i ranghi inferiori. La richiesta prova quindi a tenere dentro piattaforme, industria e condizioni materiali del personale. Ci sono poi due aspetti da considerare. Una quota consistente delle risorse dovrebbe passare attraverso la reconciliation, mentre il resto segue il percorso legislativo ordinario. Inoltre, secondo i materiali disponibili, il piano è stato definito prima dell’operazione Epic Fury e non include quel fabbisogno aggiuntivo. Questo significa che la dimensione record della richiesta va letta insieme al suo percorso di approvazione e al fatto che non esaurisce necessariamente tutte le esigenze emerse in seguito.
















