La Sardegna ha messo a punto, con riguardo ai propri cittadini residenti all’estero, una strategia nuova basata su partenariato attivo, coordinamento e corresponsabilità nell’anno del centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda. Ecco i dettagli
Nell’anno del centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda, unica donna italiana ad aver vinto il premio Nobel per la letteratura, la sua regione, la Sardegna, che ha ritratto “con profondità e con calore tratta(ndo) problemi di generale interesse umano”, ha messo a punto, con riguardo ai propri cittadini residenti all’estero, una strategia nuova basata su partenariato attivo, coordinamento e corresponsabilità.
A spiegare questo cambio di paradigma, che fa perno sulla Consulta regionale per l’Emigrazione e su una Cabina di regia inter-assessoriale, è stata l’Assessora regionale del Lavoro, della Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, Desirè Alma Manca: “I sardi nel mondo non più come destinatari passivi di interventi, ma come attori protagonisti, parte integrante del sistema Sardegna, risorsa strategica di capitale umano, culturale e professionale”. Il nostro riferimento all’anno deleddiano è un omaggio al contributo linguistico e culturale fornito da quest’area della Penisola (dove, oltre la lingua sarda, sono tutelate anche quelle di minoranza storica di Sardegna) all’identità italiana, che è peraltro una delle priorità dei programmi annuale (2026) e triennale (2026-2028) per l’emigrazione insieme alla formazione e al rafforzamento dell’occupabilità con percorsi rivolti in particolare ai giovani sardi all’estero, alla promozione turistica dell’Isola e al rinnovamento generazionale dell’associazionismo tra i sardi all’estero e in Italia, a partire dai Circoli dei Sardi, dalle Federazioni e Associazioni di Tutela e dai Consultori senza federazione quali soggetti già operativi.
Su indicazione regionale, l’annualità 2026 è dedicata all’emigrazione sarda in Germania, dove sono state già realizzate e saranno ancora realizzate progettualità di avvicinamento alla figura di Grazia Deledda e alle sue opere. In proposito, come avvertito da Paolo Atzori, presidente della Federazione dei Circoli dei Sardi in Germania, l’emigrazione sarda in quel Paese è oggi “caratterizzata da una comunità matura e diversificata, che mantiene vivi i legami con la Sardegna ma è anche parte integrante della società tedesca, contribuendo in vari settori economici, culturali e sociali”. Siamo convinti rappresenti una buona pratica a livello nazionale, in termini di protagonismo generazionale e di coinvolgimento pure della “seconda e terza generazione” di emigrati, il progetto “Andalas” ideato dal Coordinamento Giovani della Federazione dei Circoli Sardi in Germania.
Diverse sono le azioni definite per quest’anno e per il prossimo triennio, incluso un “nuovo strumento legislativo moderno e agile” come Regione. Qui preme mettere in rilievo l’obiettivo di un censimento e di una mappatura integrale di tutti i Circoli dei Sardi, delle Federazioni e delle Associazioni di tutela riconosciute. Altrettanto significativo appare l’intervento pianificato di formazione rivolto ai componenti dei Consigli Direttivi dei Circoli e delle Federazioni. Inoltre, di questa iniziativa pluriennale e partecipata va evidenziata la volontà dichiarata di “superare la logica del solo intervento regionale, ricercando una costante sinergia con gli organismi statali (e con realtà associative nazionali) competenti per gli Italiani all’estero”.
Ora, per quanto soltanto da un punto di vista simbolico, Grazia Deledda può essere una delle più autorevoli interpreti, meglio ambassador, di siffatta visione (di valorizzazione e riconoscimento delle comunità sarde in Italia e all’estero), in forza del suo sentire “la forza delle proprie radici, nella Sardegna che le ha dato i natali e l’ha resa partecipe di quell’umanità che ha poi descritto con realismo nelle sue storie intense e drammatiche” (Mattarella, 2021); in ragione dell’“unicità della sua opera” e dell’“alto valore morale dei suoi scritti” entrati “a pieno titolo a far parte dell’olimpo del panorama letterario mondiale” (Mattarella, 2016).
















