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La riallocazione delle truppe americane in Europa e suoi limiti legislativi. Scrive Braghini

Di Fabrizio Braghini

L’amministrazione americana è soggetta al vincolo legislativo approvato dal Senato lo scorso anno con il National Defense Authorization Act per il 2026, che fissa un limite a riduzioni di personale Usa dall’Europa. Fabrizio Braghini spiega quale

Il riferimento alla revisione della postura americana in Europa da parte del Pentagono è una questione nota e reiterata da diversi Presidenti americani, periodicamente sollevata da decenni circa il burden sharing del deterrente Nato tra Usa e i Paesi europei. L’odierna tempistica sembra comunque da leggersi nell’ambito delle tensioni tra Germania e Usa in merito alla situazione del Golfo, e come una punizione per l’inerzia europea a supportare gli Usa. Ed è una questione che riguardava originariamente di chi deve sobbarcarsi il costo del mantenimento del dispositivo americano, e oggi di adattamento alle nuove minacce, allo spostamento delle priorità strategiche di Washington dall’Europa verso l’Indo-Pacifico e di uno stimolo agli europei a investire per l’autonomia europea nella difesa.

Tuttavia, l’amministrazione americana è soggetta al vincolo legislativo approvato dal Senato lo scorso anno con il National Defense Authorization Act per il 2026, che fissa un limite a riduzioni di personale Usa dall’Europa fissato al livello base di 76 mila active duty personnel permanentemente stazionati o dislocati in Europa. Alcuni aspetti della dichiarazione del Pentagono non sono esaustivi. Verrebbero ritirati dalla Germania un Brigate Combat Team e un reggimento artiglieria a lungo raggio, non è specificato dove saranno trasferiti e se riguardano anche i materiali preposizionati. Dove alloggeranno il personale e le relative famiglie?

Per inciso il trasferimento di una brigata costa un miliardo di dollari. Il personale militare Usa active duty in Germania ammonta a 36.436 unità senza contare 1486 della National Guard (la fonte è il Dmdc Defence Manpower Data Center, Dec. 2025). Il totale degli active duty permanenti in Europa è 67170 a cui aggiungerne circa 25 mila fluttuanti a rotazione e in esercitazione. Il riposizionamento citato dal Pentagono coinvolge 5000 unità stazionati in Germania. Nell’ipotesi di una simile decisione anche per Spagna e Italia, sarebbero coinvolti rispettivamente 3.814 e12.662 unità active duty statunitensi operanti nei due Paesi. Quanto al livello capacitivo, si ricorda che era già stato annunciato un aggiustamento con il ritiro di alcune unità da Polonia e Slovacchia. Si tratta comunque di componenti terrestri che non inficiano le capacità convenzionali aeree, missilistiche e navali. Ed è l’avvio di una riorganizzazione e razionalizzazione organizzativa nel quadro delle iniziative di transformation?


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