La riunione alla Farnesina del Gruppo dei Paesi del Mediterraneo dell’Unione europea, Med9 cade poche ore prima dell’incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio (ricevuto dal papa) e mette a fuoco la strategia italiana sempre più mediterraneocentrica. È nel mare nostrum, d’altronde, che Europa e Medio Oriente si incontrano e solo lì possono trovare un rinnovato dialogo
Non è retorica, ma realtà. Ovvero è dal Mediterraneo che può arrivare una doppia risposta alle crisi attuali: una spinta nella direzione della pace, anche grazie al ruolo del Vaticano ed uno stimolo a che Medio Oriente ed Europa dialoghino proprio grazie al ruolo geopolitico del mare nostrum. Questa la traccia che il ministro degli esteri Antonio Tajani ha seguito: l’occasione è la riunione alla Farnesina del Gruppo dei Paesi del Mediterraneo dell’Unione europea, Med9, che cade poche ore prima dell’incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio (ricevuto oggi dal papa). Momento complesso, non c’è dubbio, ma su cui vanno triplicati gli sforzi anche della politica, oltre che della diplomazia: in questo senso il coinvolgimento dei Paesi di area Med è una mossa utile per riflettere a più cervelli sul potenziale ancora inespresso del Mediterraneo.
“Quello di domani con Rubio è un incontro importante”, ha spiegato il titolare della Farnesina, dal momento che gli Stati Uniti “sono un nostro alleato fondamentale, ci sono ottime relazioni con il segretario di Stato e naturalmente parleremo della situazione internazionale, delle relazioni bilaterali”. Roma, come è noto, non prescinde e non prescinderà dalle relazioni transatlantiche, “poi se ci sono dei punti dove non si è d’accordo lo si dice ma questo non significa che non essendo d’accordo su alcune questioni venga meno l’alleanza transatlantica perché l’Europa ha bisogno degli Stati Uniti ma è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa”. Nel vertice con Rubio Tajani farà il punto anche sulla sicurezza alimentare e sull’accesso ai fertilizzanti attraverso lo stretto di Hormuz. Intanto precisa che la sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono “priorità assolute, per questo siamo pronti a fare la nostra parte a Hormuz, in un’operazione multilaterale difensiva, quando le condizioni lo permetteranno”.
Ma prima, ovvero oggi, è stato il momento del confronto tra i Paesi del Mediterraneo. La convinzione del ministro è che va rafforzata la collaborazione al fine di fare della regione mediterranea un’area di pace, stabilità e crescita. Lo scorso aprile a Spalato, in occasione dell’ultimo incontro del Med9, è nata l’idea di organizzare la discussione di Roma, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra i Paesi del Mediterraneo allargato e della regione del Medio Oriente. “Propongo di rendere permanente questo formato. La nostra voce deve essere ascoltata, forte e chiara, in ogni sede”.
Tajani ricorda che “il Medio Oriente e la regione mediterranea stanno affrontando grandi sfide. Nessun Paese può affrontarle da solo. Ma insieme possiamo ridurre i rischi, proteggere le catene di approvvigionamento e rafforzare la stabilità. Abbiamo sia la responsabilità sia la capacità di agire insieme per affrontare questa situazione”.
















