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Azione strategica nel Mercosur. La diplomazia della crescita di Tajani tra Argentina e Brasile

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La missione di Tajani tra Argentina e Brasile punta a trasformare l’apertura Ue-Mercosur in export, investimenti e nuove partnership industriali. Ma Roma attribuisce all’intesa anche un valore politico: rafforzare la presenza europea in un’America Latina sempre più contesa

La missione sudamericana è partita dalle imprese, ma a San Paolo Antonio Tajani ha allargato il perimetro. Dopo la tappa di Buenos Aires, il ministro degli Esteri ha guidato in Brasile una delegazione di oltre cento aziende italiane, insieme a Confindustria e ai vertici di Ice, Sace e Simest, con l’obiettivo dichiarato di trasformare le prospettive aperte dall’accordo tra Unione europea e Mercosur in contratti, investimenti e maggiore presenza industriale. Sullo sfondo dell’azione politico-commerciale del ”Sistema-Paese” Italia c’è una partita che per la Farnesina supera il commercio.

“Non possiamo distinguere la politica commerciale dalla politica estera”, ha detto Tajani a San Paolo. La formulazione chiarisce la lettura che Roma sta dando dell’accordo con il blocco sudamericano. “Noi siamo l’Occidente, vogliamo che l’America Latina sia sempre più parte dell’Occidente”, ha aggiunto il ministro, sostenendo che la presenza italiana ed europea nella regione costituisce “una presenza alternativa ad altre presenze” e che accanto al confronto commerciale esiste anche “un confronto politico”.

È questa la dimensione che trasforma la missione di sistema in qualcosa di più di un’operazione di promozione dell’export. L’Italia vuole muoversi rapidamente sul terreno aperto dall’accordo Ue-Mercosur, cercando allo stesso tempo di tradurre la maggiore integrazione economica in presenza politica europea. Tajani ha definito la delegazione italiana la prima di queste dimensioni arrivata in America Latina dopo la decisione europea sull’accordo, presentando la visita come il passaggio dalle intese alle “azioni concrete”.

I numeri spiegano l’interesse. Nel bimestre maggio-giugno 2026 l’interscambio di beni tra Ue e Mercosur ha raggiunto 21,79 miliardi di euro, contro 18,30 miliardi nello stesso periodo del 2025: un aumento del 19 per cento. Per l’Italia la traiettoria è altrettanto marcata. Gli scambi con i Paesi del Mercosur sono cresciuti del 51 per cento tra il 2019 e il 2025 e nel primo semestre di quest’anno hanno sfiorato gli 8 miliardi.

La scala della missione riflette l’ambizione. Tra Buenos Aires e San Paolo sono stati programmati circa 2.800 incontri tra imprese — 1.500 nella capitale argentina e 1.300 nella metropoli brasiliana — con una delegazione che copre filiere dall’agroalimentare alla meccanica, dalla farmaceutica alle tecnologie digitali e alla transizione energetica.

Argentina e Brasile offrono due declinazioni differenti della stessa strategia. Buenos Aires è stata la prima tappa politica e industriale, con gli incontri istituzionali e il confronto tra aziende. San Paolo ha aggiunto un elemento più strutturato: la decisione di creare un gruppo di lavoro bilaterale italo-brasiliano incaricato di facilitare commercio e investimenti.

L’obiettivo, secondo Tajani, sarà affrontare le barriere non tariffarie e i problemi burocratici che ancora frenano gli scambi. Il mandato è già stato affidato alla direzione generale competente della Farnesina e il meccanismo dovrebbe prevedere appuntamenti annuali. Roma punta inoltre a una relazione a doppio senso: più investimenti italiani in Brasile, ma anche più capitali brasiliani in Italia.

Il Brasile occupa inevitabilmente una posizione centrale. È il primo partner commerciale dell’Italia in Sudamerica e nel 2025 l’interscambio ha superato gli 11 miliardi di euro. Tajani ha indicato una crescita del 55,7 per cento negli ultimi anni e del 22 per cento nei primi mesi dell’anno. Per le imprese italiane, il Mercosur significa inoltre accesso a uno spazio economico che il ministro ha quantificato in oltre 700 milioni di consumatori.

Ma la costruzione italiana non passa soltanto attraverso commercio e industria. Tajani ha insistito sul patrimonio di relazioni umane con entrambi i Paesi, ricordando in Brasile la presenza di un milione di cittadini italiani e di circa 32 milioni di brasiliani di origine italiana. A Buenos Aires, la missione ha incluso anche l’accordo di collaborazione tra il Teatro di San Carlo di Napoli e il Teatro Colón, utilizzando la dimensione culturale come un altro canale della presenza italiana.

Questa rete permette a Roma di rivendicare anche una certa trasversalità politica. Argentina e Brasile hanno governi di orientamento diverso, ma Tajani ha escluso che questo possa condizionare le relazioni bilaterali. “Non conta lo schieramento, ma la voglia di costruire insieme”, ha detto a San Paolo.

È probabilmente qui che la missione trova la sua sintesi. La “diplomazia della crescita” della Farnesina utilizza imprese, investimenti, cultura e legami storici come strumenti di proiezione italiana. L’accordo UE-Mercosur può moltiplicarne la portata, offrendo a Roma una piattaforma più ampia sulla quale costruire rapporti economici con Argentina e Brasile.

Per Tajani, tuttavia, la posta riguarda anche l’Europa. Se commercio e politica estera sono due parti della stessa strategia, il successo del Mercosur non si misurerà soltanto nell’aumento dell’interscambio. Dipenderà anche dalla capacità europea di trasformare quell’apertura economica in una presenza più stabile in America Latina.


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