La banca guidata da Carlo Messina chiude i primi nove mesi dell’anno con profitti per 8,2 miliardi, avvicinandosi all’obiettivo di 10 miliardi per il 2026
Ancora uno sprint, ancora uno scatto. Intesa Sanpaolo allunga il passo sui conti. Per Carlo Messina, alla guida dell’istituto da oltre undici anni, si tratta dell’ennesimo successo, ampiamente previsto anche dallo stesso mercato. Partendo proprio dai conti, Intesa ha archiviato i primi nove mesi del 2026 con un utile netto pari a 8,2 miliardi di euro, in crescita del +8,1% rispetto ai primi 9 mesi del 2025. I proventi operativi netti si sono invece attestati a 21,4 miliardi, in aumento del 5% rispetto ai nove mesi 2025.
Numeri che hanno alzato l’asticella relativa ai conti del 2026, nel pieno della messa a terra del piano industriale 2026-2029. Un’attuazione che “procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a ben oltre 10 miliardi di euro”, ha annunciato Intesa nella documentazione diffusa in occasione dei conti. In particolare, è attesa una “crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa”, con gli interessi netti visti “in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro, con ulteriore crescita significativa nel 2027”.
“Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro”, ha rivendicato lo stesso Messina, commentando i numeri di Ca’ de Sass. “Il terzo trimestre, con un utile netto di oltre 2,6 miliardi, è stato il migliore terzo trimestre di sempre.
Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al piano d’impresa 2026-2029”. E ancora, “abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business. Le attività finanziarie della clientela hanno superato 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale del gruppo”.
Messina si è poi soffermato sull’Opas promossa sul Monte dei Paschi. Operazione che dopo la sostanziale sconfitta della linea Lovaglio nell’assemblea del 29 ottobre scorso, si avvicina sempre di più al proprio obiettivo. “La nostra offerta (per Mps, ndr) consente agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei. Siamo convinti della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori”.
“Abbiamo ottenuto rapidamente tutte le autorizzazioni regolamentari settoriali necessarie all’acquisizione del controllo di Monte dei Paschi di Siena, comprese quelle della Banca centrale europea e delle autorità internazionali competenti. Il nostro progetto si fonda su una chiara logica industriale: rafforzare la capacità del gruppo di valorizzare il risparmio delle famiglie, accompagnare le imprese italiane nei percorsi di crescita in Italia e all’estero e competere con maggiore forza in Europa, mantenendo un forte radicamento nei territori”.
















