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No oil, no party. Cuba pronta a collaborare con gli Usa

Rinnovo e allargamento della cooperazione tecnica in ambiti strategici come la lotta contro il terrorismo, il narcotraffico, il riciclaggio, la cybersecurity e il traffico di essere umani. Con una dichiarazione storica, il regime dell’Avana ha confermato di essere disposto a un’alleanza con gli Stati Uniti mentre il blocco dell’invio di petrolio venezuelano rischia di fare collassare l’economia dell’isola

Dopo l’arresto di Nicolas Maduro in Venezuela, e l’inizio di una transizione politica nel Paese sudamericano, molti si chiedono quale sarà il prossimo regime a cadere per pressioni degli Stati Uniti: Cuba o Iran? Mentre il presidente americano Donald Trump ripete ad ogni occasione che i giorni della dittatura cubana sono alla fine, e che la caduta del regime chavista trascinerà così il totalitarismo castrista, il ministero degli Affari esteri di Cuba ha rilasciato uno storico comunicato ufficiale.

Con la premessa di respingere tutte le accuse di Washington contro l’Avana come minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa, il governo cubano ha detto di seguito che è aperta e disposta ad una nuova fase di dialogo. Cuba fa parte della lista di Paesi promotori del terrorismo ed è accusato dalle autorità americane di ospitare leader di diverse organizzazioni criminali. Tuttavia, il governo cubano insiste che non è così e che non promuove né finanzia in alcun modo il terrorismo.

Ed è per questo che si dice disposta a “rinnovare e allargare la cooperazione tecnica” con le autorità americane in obiettivi prioritari come la lotta contro il terrorismo, il traffico di droghe e di essere umani, il riciclaggio e la cybersecurity.

Nel comunicato, il governo cubano ha confermato “la disposizione di mantenere un dialogo di rispetto reciproco, orientato a risultati tangibili con il governo degli Stati Uniti, basato nel mutuo interesse e il diritto internazionale”.

Giorni fa, il governo cubano ha detto di considerare una “nuova escalation” contro l’isola con la dichiarazione di “emergenza nazionale”, da parte degli Usa, per le “politiche, pratiche e azioni del governo di Cuba che sono una minaccia inusuale” per la politica estera e la sicurezza del territorio americano.

Da quando le autorità statunitensi hanno arrestato Maduro, le tensioni tra l’Avana e Washington sono aumentate. Come ricorda l’Abc, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per autorizzare l’imposizione di nuovi dazi ai beni importati da qualsiasi Paesi che acquisti petrolio (venezuelano) dal regime cubano. Questo meccanismo è stato difeso come una strategia per limitare il finanziamento straniero al regime cubano. E Trump spera che le nuove conversazioni con i leader della dittatura possano concludersi in un accordo per porre fine al totalitarismo nell’isola.


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