Stop ai voli internazionali da e per l’isola di Cuba per mancanza di cherosene. La misura compromette l’approvvigionamento dei beni di prima di necessità. L’annuncio del portavoce del Cremlino sulla ricerca di soluzioni (e il rientro di 4000 turisti russi sul territorio cubano)
L’incubo per i cubani si sta avverando. Come aveva annunciato il presidente americano, Donald Trump, con lo stop dell’invio di petrolio dal Venezuela, l’isola di Cuba non avrà più risorse su cui contare, e rischia di sprofondare in una crisi economica e umanitaria ancora più drammatica.
Da domani, i voli commerciali internazionali da e verso Cuba potrebbero essere sospesi per mancanza di combustibile. Come conferma il sito indipendente cubano 14ymedio, fondato dalla blogger e attivista per i diritti umani Yoani Sanchez, le autorità cubane hanno avvertito i vettori che Cuba non è più in grado di fornire cherosene per gli aeromobili e che al momento solo i voli necessari possono avere accesso al poco combustibile rimasto.
“JET A1 FUEL NOT AVBL (carburante per aerei A1 non disponibile). Il messaggio ufficiale Notam delle autorità cubane a piloti e controllori specifica che il deficit di cherosene colpisce tutti gli aeroporti internazionali di Cuba – si legge sul sito -. Il periodo di validità della notifica è di un mese, dal 10 febbraio fino all’11 marzo”.
Gli aeroporti cubani colpiti da questa congiuntura sono: José Martí de La Habana, Juan Gualberto Gómez di Varadero, Jaime González di Cienfuegos, Abel Santamaría di Santa Clara, Ignacio Agramonte di Camagüey, Jardines del Rey di Cayo Coco, Frank País di Holguín, Antonio Maceo di Santiago de Cuba e Sierra Maestra di Manzanillo. Le aerolinee che sono costrette a rivedere tutti gli itinerari sono principalmente americane, spagnole, panamensi e messicane.
Un’impiegata del Terminal de La Habana ha raccontato al sito 14ymedio che da sabato scorso si controlla il cherosene per i rifornimenti degli aerei e che i lavoratori hanno ricevuto istruzioni di caricare combustibile solo nei casi indispensabili e con il minimo possibile.
In soccorso però arriverà l’aiuto della Russia. Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato oggi che il governo di Vladimir Putin cerca soluzioni insieme alle autorità cubane per risolvere la crisi aeroportuale e garantire il ritorno dei turisti russi. “Sia per i canali diplomatici, sia per altre vie, siamo in contatto continuo con gli amici cubani. La situazione a Cuba è veramente critica. Queste misure soffocanti da parte degli Stati Uniti provocano grandi difficoltà per il Paese”, ha aggiunto. I turisti russi bloccati a Cuba sono circa 4000, secondo l’Unione dell’Industria Turistica Russa.
Essendo Cuba un’isola, lo stop dei voli internazionali compromette non solo l’arrivo dei turisti stranieri ma anche gli approvvigionamenti di prima necessità. Cubamax, impresa che fornisce di medicina e alimenti, tra altri, ha informato ai clienti che per l’attuale situazione di combustibile sono sospesi gli invii di prodotti congelati. “L’annuncio ha provocato un dibattito tra chi chiede che siano cancellate tutte le aree di business per ‘finire con la dittatura’ e chi lamenta che le famiglie non possano avere mezzi di sostentamento”, si legge su 14ymedio.
Intanto, il governo cubano ha annunciato un piano di emergenza per riuscire a sopravvivere senza l’arrivo del petrolio e i suoi derivati. Tra le misure ci sono anche la riduzione di orari degli uffici pubblici, la sospensione di interventi chirurgici non urgenti, la chiusura di alcuni alberghi e la fine della vendita di diesel.















