Mosca usa l’Intelligenza artificiale per gonfiare i risultati sul campo e presentare come avanzate diffuse operazioni molto più circoscritte. Secondo l’Isw, i video con bandiere russe issate lungo il fronte rientrano in una campagna di guerra cognitiva pensata per suggerire il cedimento delle linee ucraine e compensare, sul piano propagandistico, la scarsità di progressi territoriali significativi
La Russia sta aumentando la sofisticazione della propria guerra cognitiva attraverso video, in parte generati o rielaborati con l’IA, che mostrano presunti soldati russi intenti a issare il tricolore in diversi settori della linea del fronte. A segnalarlo è l’Institute for the Study of War, che analizza come la propaganda di Mosca abbia avuto uno slancio qualitativo, con montaggi più complessi, confezionati per suggerire una sequenza di avanzate simultanee e restituire l’idea di un collasso diffuso delle difese ucraine.
La bandiera come arma informativa
Il meccanismo, osserva l’Isw, segue tattiche operative ben note. Dall’estate del 2025, le forze russe hanno fatto ricorso con maggiore frequenza a piccole infiltrazioni oltre le linee ucraine, attraverso nuclei ristretti, spesso incapaci di consolidare il controllo dell’area, che entrano rapidamente in una posizione, piazzano una bandiera, registrano il video e si ritirano. Il materiale video viene poi utilizzato per rivendicare progressi territoriali più estesi di quelli effettivamente conseguiti.
Secondo l’analisi dell’Isw, negli ultimi mesi il Cremlino e l’ecosistema propagandistico filorusso hanno iniziato a trasformare questi frammenti in narrazioni visive più elaborate, integrando riprese reali, montaggi e contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
L’Isw rileva che una parte significativa di questi video è stata diffusa nei giorni immediatamente precedenti al 9 maggio, il Giorno della Vittoria celebrato a Mosca. La valutazione del think tank è che la campagna possa essere servita a compensare, sul piano informativo, l’assenza di risultati militari sufficientemente significativi da esibire in coincidenza con una ricorrenza centrale per la retorica bellica del Cremlino.
Anche il Center for Countering Disinformation ucraino ha denunciato l’aumento di video falsi con tricolori russi issati su presunte posizioni ucraine. Secondo il Centro, la propaganda di Mosca sta cercando di creare l’illusione di un’“ampia offensiva” e di un “crollo del fronte”, utilizzando l’IA per amplificare episodi localizzati o costruire scene interamente artefatte.
Il caso dell’81ª brigata ucraina
Il Centro ucraino richiama anche un caso specifico già smentito nei giorni precedenti: un video diffuso da canali filorussi sosteneva che militari dell’81ª Brigata aeromobile separata delle Forze armate ucraine avessero disertato, passando dalla parte della Federazione Russa e innalzando bandiere russe sulle proprie posizioni. La verifica condotta dal Center for Countering Disinformation, anche attraverso un confronto con la brigata interessata, ha stabilito che il filmato era un falso costruito con l’intelligenza artificiale. Movimenti innaturali dei soggetti, voci sintetiche e incongruenze visive hanno contribuito a smascherare la manipolazione. Sequenze intere con le bandiere, inoltre, venivano girate in inverno, in luoghi diversi da quelli evocati dalla narrazione propagandistica.
La guerra cognitiva di Mosca
L’analisi dell’Isw individua nelle operazioni informative osservate segnali di una progressiva istituzionalizzazione di un dispositivo di warfare cognitivo volto a comprimere la distanza tra percezione strategica e realtà operativa, producendo un quadro interpretativo coerente nel quale l’iniziativa militare di Mosca appaia continua, distribuita lungo l’intero teatro e tendenzialmente irreversibile, mentre la postura difensiva ucraina venga rappresentata come logorata, disarticolata e prossima alla rottura. In questa architettura, l’intelligenza artificiale non sostituisce gli strumenti classici della propaganda bellica, ma ne accresce la scalabilità, la velocità di produzione e la capacità di saturare l’ambiente informativo con contenuti visivamente credibili e psicologicamente incisivi.















