In attesa di alzare il velo sul primo piano industriale dell’era Filosa, la casa automobilistica annuncia la produzione dal 2028 di veicoli elettrici accessibili a tutte le fasce, presso lo stabilimento di Pomigliano. Una scelta industriale anche nel segno dell’Europa. E la Borsa la prende bene
Antonio Filosa si prepara a ridisegnare Stellantis in Europa. Partendo da una mossa che porta in dote un duplice valore. Primo, rilanciare uno degli stabilimenti italiani più strategici per il costruttore, quello campano di Pomigliano, fucina dell’auto più popolare degli ultimi 15 anni in Italia, la Panda. E, secondo, rispondere alla sfida cinese della mobilità elettrica, oggi sotto l’insegna, tra tutte, di Byd. Ecco dunque spiegato, quando mancano meno di due giorni alla presentazione del primo piano industriale recante la firma del ceo Filosa, in programma ad Auburn Hills, nel Michigan, il progetto E-Car. Ovvero un’auto elettrica, compatta ed economicamente accessibile. L’inizio della produzione è previsto nel 2028, proprio nel sito di Pomigliano d’Arco.
Nel dettaglio, la E di E-Car sta per Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile. Un segmento ad alto potenziale, destinato a essere prodotto in Europa per il mercato interno, è stato riconosciuto dalla Commissione Europea per la sua capacità di sostenere l’occupazione nel settore del design e della produzione. Al tempo stesso, svolge un ruolo chiave nel favorire una più ampia diffusione dei veicoli 100% elettrici, supportando una mobilità urbana comoda, e orientata all’uso quotidiano.
La E-Car targata Stellantis avrà una lunghezza inferiore ai 4,2 metri e un prezzo indicativo di circa 15mila euro e sono previsti modelli per diversi brand del gruppo. A monte di tale scelta industriale c’è la richiesta del costruttore italo-francese alla Commissione europea di favorire lo sviluppo di auto elettriche compatte e accessibili, sul modello delle Kei car giapponesi (micro-utilitarie giapponesi nate nel 1949), con un quadro normativo semplificato per contenere i costi. Richiesta recepita da Bruxelles nel pacchetto auto del 16 dicembre 2025, che include una proposta di revisione delle norme CO2 con super-crediti prima del 2035 per le piccole elettriche accessibili prodotte nell’Ue e maggior flessibilità regolatoria per i costruttori.
Non è tutto. Lo scorso 4 marzo 2026 l’Industrial Accelerator Act ha poi definito i criteri made in Ue per l’accesso ai super-crediti, richiedendo almeno il 70% di componenti di produzione europea, batteria esclusa. Sul requisito del 70% è però aperto un confronto tra Bruxelles e l’industria, che ha espresso dubbi sul rischio che i nuovi vincoli generino costi aggiuntivi con conseguente aumento dei prezzi dei veicoli. La proposta, dunque, è ora all’esame di Parlamento europeo e Consiglio dell’Ue. La filosofia dell’auto elettrica di Stellantis è stata spiegata dallo stesso ceo Filosa.
Per il quale “la ‘E-Car rappresenta un concetto profondamente radicato nel dna europeo di Stellantis, in continuità con la tradizione di successo delle vetture compatte. I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli per diversi brand”, ha chiarito il successore di Carlos Tavares alla guida del gruppo. Della sfida di elettrica di Stellantis, il cui titolo in Borsa ha reagito bene alla notizia, sono rimasti soddisfatti anche gli stessi sindacati, fiduciosi che l’imminente piano industriale possa dare una nuova spinta all’ex Fca.
“Stellantis ci ha comunicato un’anteprima del piano industriale, che prevede per lo stabilimento di Pomigliano a partire dal 2028, in aggiunta alla attuale Fiat Pandina ibrida, la allocazione di una piattaforma di E car, vale a dire di vetture city car elettriche di larga diffusione. A regime ciò dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale, ma come sindacato abbiamo l’esigenza di monitorare attentamente la attuazione del piano, per il pieno coinvolgimento dei lavoratori e per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi”, hanno commentato Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. La sfida di Stellantis all’elettrico può iniziare.
















