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Canada in Ue? Chi dice sì e chi no

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Se da un lato von der Leyen e Weber spingono per il legame con Ottawa, Washington annuncia dazi e anche Ecr chiede prudenza dal momento che la cosa non è prevista dai Trattati. Il nesso con il Ceta e i numeri degli scambi

Von der Leyen e Trump. Ovvero due modi (diversi) di pesare il rapporto tra Ue e Canada. Un’accelerazione alla nuova relazione è stata impressa in occasione del discorso pronunciato a Strasburgo dalla presidente della commissione europea, in cui sostanzialmente ha messo nero su bianco la volontà di dare fiato al nuovo partenariato a tutela di ciò che ha definito gli obiettivi primari: resilienza e democrazie. Per questa ragione ha invitato il Primo Ministro del Canada, Mark Carney, anche perché, ha sottolineato, grazie al Ceta lo scambio di merci è cresciuto del 75% in meno di un decennio. Ma non tutti gli “altri” sono in linea con Von der Leyen, per una serie di ragioni.

Chi è a favore

La tesi di Von der Leyen è che l’alleanza è stata immaginata “per rafforzarci, non contro qualcuno” così spiega l’adesione di Ottawa che di fatto diventerà il primo membro associato per la creazione di uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica. Convinto della scelta si è detto il presidente del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, secondo cui l’Europa diventerà più forte nel mondo se stringeremo partenariati solidi e stretti”. Ha aggiunto che l’adesione del Canada come membro associato rappresenta un’enorme opportunità “per noi europei e un chiaro segnale al mondo: non siamo soli. Stiamo stringendo nuove alleanze. Ora si tratta di dare concretezza a questa cooperazione più profonda”. Il passo successivo per il leader popolare è nel rafforzamento delle relazioni economiche con il paese, “abbiamo bisogno di un aggiornamento dell’accordo commerciale con i canadesi: un Ceta Plus”. Un altro sì arriva da Madrid, dove il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha mostrato su X una bandiera dell’Unione europea insieme a una foglia d’acero canadese.

Chi è contrario

Il presidente americano ha chiarito la sua posizione sulla nuova alleanza, annunciando dazi molto pesanti se il Canada diventerà membro dell’Ue: “Così peggiorano la situazione”, ha sentenziato. Contrario anche il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, secondo cui certamente vanno strutturati ottimi rapporti con il Canada tuttavia, “ritengo incomprensibile e assolutamente fuori luogo questa improvvida proposta di creare una sorta di ‘special membership’ per il Canada, che è qualcosa che onestamente di cui nessuno sa cosa sia, perché non è prevista nei Trattati”. Ha aggiunto di restare “sbalordito del fatto che se si vuole creare un’associazione con l’Unione Europea, quindi speciale per una nazione, non lo si faccia con una nazione europea, come la Gran Bretagna, ma anche la Norvegia o la Svizzera, e si pretenda di farla con il Canada, che sta dall’altra parte del pianeta”. Il motivo? Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia “questo significa che evidentemente, più che farla con il Canada, la si sta facendo contro gli Stati Uniti d’America. E io credo che questo sia un errore, perché indipendentemente da chi sia temporaneamente il presidente degli Stati Uniti d’America, vadano tenuti saldi i rapporti con l’intero Occidente, quindi tanto con il Canada quanto con gli Stati Uniti d’America”.


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