Sabotaggi a basso costo e ad alto impatto: colpire il segnalamento significa fermare i treni senza toccare i convogli. Per Roberto Setola, direttore del Master in Homeland Security dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il metodo è quello classico dell’area anarchica, ma con possibili nuove saldature tra frange radicali. L’Italia dispone di un sistema di sicurezza solido; la sfida è prevenire coordinamenti e derive più strutturate
Federico Di Bisceglie
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Perché il metodo di Berlusconi per la politica estera è ancora attuale. Il libro di Castellaneta e Carnelos
In “Berlusconi, il mondo secondo lui”, Giovanni Castellaneta e Marco Carnelos rileggono la politica estera di Silvio Berlusconi come possibile bussola per l’Italia nel disordine globale. Atlantismo, dialogo con la Russia e centralità del Mediterraneo sono i cardini di una visione fondata su realismo e tutela dell’interesse nazionale
Distinguo e divisioni su Kyiv sono dannosi per l'Italia. Onori (Azione) spiega perché
Dopo il via libera della Camera al decreto Ucraina, tra distinguo nella maggioranza e mal di pancia nell’opposizione, l’esponente di Azione Federica Onori rivendica una linea senza ambiguità a sostegno di Kyiv. La deputata denuncia opportunismi e tentazioni filorusse trasversali, chiede rigore nell’applicazione delle sanzioni e mette in guardia dalla minaccia della disinformazione, che mina la credibilità internazionale e la tenuta democratica dell’Italia
I ponti culturali di Antiseri non moriranno mai. Il ricordo di Rubbettino e Cavallaro
È morto Dario Antiseri, allievo di Popper e protagonista del razionalismo critico in Italia. Filosofo liberale e pensatore cristiano, ha fatto del rifiuto del dogmatismo la cifra del suo percorso intellettuale, intrecciando fede, scienza ed economia. Il ricordo dell’editore Florindo Rubbettino e di Antonio Cavallaro, responsabile della comunicazione della casa editrice, restituisce il profilo di un maestro capace di costruire ponti tra mondi diversi, oggi più necessari che mai
Senza ambiguità, con la fiducia. La linea sul decreto Ucraina spiegata da Crosetto
Crosetto rivendica la fiducia sul decreto Ucraina come atto di chiarezza politica e non come fuga dalle divisioni. Le uscite dei vannacciani e gli emendamenti contro l’invio di armi non sono, per il ministro, una spaccatura della maggioranza ma un dissenso circoscritto che va reso visibile. Domani l’aula sarà chiamata a misurarsi apertamente sulla linea del governo e sul sostegno a Kyiv
Meloni e Merz sulla linea Draghi. La nuova Ue possibile secondo Calovini (FdI)
Alla vigilia del summit informale Ue, l’allineamento Roma-Berlino torna centrale. Il documento Meloni-Merz rilancia un’Europa più pragmatica, meno burocratica e più competitiva, in linea con il rapporto Draghi. Per Giangiacomo Calovini (FdI), l’intesa rafforza la leadership italiana, valorizza il rapporto economico con la Germania e apre una “nuova stagione europea” fondata su realismo politico, tutela della manifattura e riforme mirate per rendere l’Unione più efficace senza penalizzare gli Stati membri
Il referendum è lo snodo per Meloni (e Schlein). Renzi e Vannacci? Due guastatori. Parla Orsina
La rottura tra Vannacci e Salvini apre una fase interlocutoria nel centrodestra, segnata da minimizzazione e attesa. Il vero banco di prova sarà il referendum: una vittoria del No potrebbe indebolire Meloni, riaprire tensioni nella maggioranza e creare spazi politici a destra, anche per Vannacci. Renzi resta un fattore di destabilizzazione, pronto a sfruttare eventuali crisi. Forza Italia ha margini di crescita nell’area moderata, ma manca di una leadership carismatica: ogni vero cambiamento dipenderà dalla tenuta della premier. Colloquio con il politologo della Luiss, Giovanni Orsina
Vannacci lascia, Salvini soffre. Ma il governo (pro Kyiv) no. Parla Massidda
L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega apre uno spazio a destra del centrodestra e mette in difficoltà soprattutto Matteo Salvini. Per il politologo Luca Massidda, il generale punta a costruirsi da outsider in vista del 2027, intercettando i delusi del governo e marcando una netta discontinuità anche sul piano geopolitico. Per la Lega, invece, la rottura può diventare l’occasione per rafforzare una linea più moderata e istituzionale
Tutti gli effetti (anche sul governo) dell'addio di Vannacci alla Lega. Parla Panarari
L’addio di Roberto Vannacci alla Lega segna la fine annunciata di un rapporto politico mai realmente integrato e apre una fase di profondo riassetto nel Carroccio. Secondo Massimiliano Panarari, la rottura indebolisce la leadership di Matteo Salvini e rafforza il peso del partito dei governatori, spingendo verso un possibile riequilibrio interno. Sullo sfondo, si riaccende la competizione a destra, con possibili effetti sugli equilibri del governo e sulla politica estera, soprattutto in relazione al tema ucraino e al rischio di una nuova forza politica apertamente filoputinista
Legge sulle Lobby, un bilancio chiaroscuro. Parla Velardi
Primo via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge che regola l’attività di lobbying, ora tocca al Senato. Secondo Claudio Velardi, “è un bilancio in chiaroscuro”. È un bene che la legge ci sia, “ma va orientata molto di più su principi liberali. Così com’è, rischia di regolare troppo e male, invece di accompagnare un’attività che esiste e continuerà a esistere”. Conversazione con il direttore del Riformista
















