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Tra Casa Bianca e Vaticano un cortocircuito senza precedenti. Parla Faggioli

Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV rivela una frattura profonda tra politica e religione in Occidente. Non è solo personale, ma segna un cambio nei rapporti tra Stati Uniti e Vaticano, con un Papa più assertivo e un’America sempre più identitaria. Sullo sfondo, l’Africa emerge come area chiave per il futuro della Chiesa. Conversazione con Massimo Faggioli, docente di Teologia al Trinity College di Dublino, tra i più attenti osservatori delle dinamiche ecclesiali e transatlantiche

Vi spiego cosa rivela lo scontro Leone-Trump sugli equilibri globali. Parla Annicchino

Uno scontro che riflette due visioni opposte del potere: la semplificazione di Donald Trump contro l’universalismo di Papa Leone XIV. Per Pasquale Annicchino, è un confronto amplificato dai media e radicato in una tensione più profonda tra logiche nazionali e missione globale, con ricadute anche sul posizionamento italiano

Il voto referendario è già un patto costituzionale, ora va tradotto in proposta. La lettura di Fina (Pd)

Non solo un voto, ma una fase nuova: per Michele Fina i quindici milioni di no impongono alle opposizioni una risposta comune. Dentro quel risultato convivono difesa della Costituzione e domanda sociale: per questo servono unità, ascolto e proposta, prima ancora delle leadership, per costruire un’alternativa credibile. Intervista al senatore e tesoriere del Pd

L'evento filo-Putin a Bologna e la pericolosità della propaganda russa. Parla Scalfarotto

Un festival legato all’orbita di Russia Today, organizzato con modalità opache in provincia di Bologna, riaccende il tema della propaganda russa in Italia. Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto chiede al governo verifiche su legalità e trasparenza dell’evento, denunciando un’azione più ampia che punta a indebolire il fronte delle democrazie liberali. Sullo sfondo, lo scontro tra modelli di Stato e un dibattito pubblico italiano ritenuto particolarmente esposto a narrazioni anti-occidentali

Vi spiego come sarà l'Italia dei liberali. Bini lancia l'evento romano

Due giorni di confronto a Roma per rilanciare il liberalismo italiano: “L’Italia dei Liberali. Verso il 2027” segna l’avvio del progetto di Federico Bini, tra dibattito culturale e proposta politica. Obiettivo, costruire un think tank capace di incidere sulle sfide future, dalla geopolitica alle riforme, senza perdere il legame con la tradizione liberale

Guerra cognitiva e tenuta democratica. Gatti spiega perché la profilazione è un rischio sistemico

In questa conversazione con Formiche.net Andrea Gatti, consigliere giuridico della vicepresidente del Garante privacy e docente di diritto pubblico comparato all’Università di Padova, racconta come la profilazione e il micro-targeting modellano percezioni e informazioni politiche, mettendo a rischio lo spazio pubblico e la democrazia

Nessuna spallata a Meloni, ma il campo largo ora è (più) competitivo. Parla Massidda (Tuscia)

Il referendum non ha prodotto scosse decisive ma ha ridisegnato gli equilibri politici: il governo pur subendo un naturale contraccolpo ha retto, ma il centrodestra guarda a strumenti come la legge elettorale per rafforzarsi. Sul fronte opposto, il campo largo entra in una fase di competizione interna, con Conte intenzionato a capitalizzare e il Pd chiamato a difendere la propria guida. In un contesto segnato anche dalle incertezze internazionali, si apre così una stagione tutt’altro che stabile, dove la vera partita si giocherà più dentro gli schieramenti che tra di essi. Colloquio con il politologo Luca Massidda

La legge sulle lobby è il primo passo verso la normalità democratica. Parla Longo

La Camera approva la legge sulle lobby: un primo passo per rendere trasparente e regolato il rapporto tra politica e portatori di interesse. Per Andrea Longo, professore Ordinario di Diritto costituzionale alla Sapienza e direttore del Master in “Rappresentanza di interessi: lobbying e advocacy, è una riforma necessaria, che segna un cambio culturale ma ancora non definitivo

Al campo largo serve lealtà. Le primarie? Vanno fatte. Parla Silvestri (M5S)

Ancor prima del programma condiviso (che pure è fondamentale) serve lealtà. Un’agenda di governo progressista deve partire dalle necessità reali delle persone: il Paese deve tornare a essere competitivo sul piano della produzione, va fatta una seria politica salariale, calmierati gli affitti e occorre una svolta sul piano sanitario. Meno fondi agli armamenti, più risorse per gli investimenti. Sulla Difesa, si troverà un accordo col Pd. E le primarie? Vanno fatte. Colloquio a tutto campo con il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco Silvestri

Il governo non è in crisi e (deve) durare fino alla fine. Campo largo? Prima il programma. Parla Adornato

Tra referendum divisivi, riforme in stallo e tensioni internazionali, la vera sfida per il governo è la tenuta nel tempo. Adornato difende la necessità di arrivare a fine legislatura, invoca una legge elettorale che garantisca stabilità e avverte: senza chiarezza programmatica, anche l’alternativa rischia di non essere credibile

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