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La riforma sulla giustizia rafforza la magistratura e la democrazia. Giuffrè (Csm) spiega come

Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo non è un voto contro la magistratura né un test politico, ma l’occasione per completare una riforma necessaria. In gioco c’è l’allineamento del sistema giudiziario ai principi liberal-democratici: giudice terzo, separazione delle carriere, superamento del correntismo e rafforzamento delle garanzie. Una scelta di sistema, non uno scontro ideologico. Colloquio a tutto campo con Felice Giuffé, costituzionalista e componente del Csm 

Vi spiego la timidezza dell'opinione pubblica sull'Iran (e non su Gaza). Parla Pregliasco

La mobilitazione per l’opposizione al regime degli ayatollah in Iran è molto blanda, quasi timida. Dimentichiamoci le piazze per Gaza, perché l’opinione pubblica si mobilita (quasi) esclusivamente se individua la colpa occidentale. Sul Venezuela, in tanti si sono affrettati a denunciare le colpe americane. Molti meno quelli che denunciano le repressioni. Colloquio con il co-fondatore di YouTrend, Lorenzo Pregliasco

Dai pro Maduro ai pro Putin. La radicalizzazione della sinistra è una garanzia per Meloni. Parla Velardi

Il presidente del Consiglio alla conferenza stampa di inizio anno si espone sul referendum della Giustizia. Gli avversari si radicalizzano e utilizzano come unico collante l’essere anti-governativi, ma senza reali proposte alternative. L’Ue ha perso la bussola ed è in crisi di leadership. Le piazze pro Maduro, pro Putin e pro Hannoun sommano gli estremismi. Fra gli ayatollah e Trump? La scelta, difficile, è comunque l’America. Colloquio a tutto campo con il direttore del Riformista, Claudio Velardi

Così la propaganda di Hamas ha fatto breccia a sinistra. L'analisi di Bertolotti

L’inchiesta su Hannoun riaccende i riflettori sui canali di finanziamento di Hamas che operano attraverso associazioni formalmente lecite e campagne di donazione pubbliche. Claudio Bertolotti analizza il doppio pilastro finanziario e organizzativo del sistema, tra bonifici tracciati, contante e reti transnazionali, evidenziando il ruolo della propaganda e della guerra cognitiva sostenuta dall’Iran. Preoccupano la saldatura tra movimenti pro Pal e frange estremiste della sinistra europea e le ricadute sulla sicurezza interna, con episodi di violenza che vanno oltre il dissenso politico 

Vi spiego la connessione (sinistra) tra pro Hamas e pro Maduro. Parla Concia

La manifestazione di solidarietà a Hannoun in programma il 10 gennaio a Milano diventa il simbolo di una sinistra che, secondo Anna Paola Concia, rinuncia all’equilibrio per inseguire le frange più radicali. Dal silenzio del Pd all’attivismo dei 5 Stelle, fino al legame tra mondo Pro Pal e difesa del regime di Maduro, l’ex parlamentare denuncia una deriva massimalista e intollerante che soffoca il pluralismo storico della sinistra italiana

Dall'economia globale alle sfide italiane. Le prospettive del 2026 secondo Piero Ignazi

Il 2026 sarà un anno segnato da forti incognite globali, dalla guerra in Ucraina ai rischi economici legati all’AI, con un’Europa debole e priva di leadership. Sul fronte interno, il centrodestra resta compatto, mentre il centrosinistra ha margini di crescita eppure soffre la mancanza di coesione. Schlein emerge per capacità di gestione politica, ma la sfida è rendere competitivo il campo progressista a livello nazionale, anche dopo la fine del Pnrr. Colloquio con il politologo Piero Ignazi 

Riforme, consenso e politica estera. L'agenda che porterà l'Italia al 2027 secondo Campi

La manovra è un atto di equilibrio, dentro margini finanziari limitati. Il nodo politico si sposta ora sul 2026, tra unità della maggioranza e recupero dell’astensionismo. Le riforme procedono soprattutto sul terreno della giustizia, mentre il premierato resta un obiettivo rinviato. In politica estera l’Ucraina è ancora centrale, ma crescono le sfide nel Mediterraneo e in Africa. L’Italia può rafforzare il suo ruolo europeo puntando su sicurezza e autonomia strategica. Colloquio a tutto campo con il politologo Alessandro Campi

Approccio degasperiano alla Difesa e "carta” Draghi. Il ruolo chiave dell'Italia in Ue visto da Fabbrini

Un’Europa messa alla prova dal ritorno di Trump, chiamata a ripensare sicurezza, difesa e autonomia strategica. Il docente e analista Sergio Fabbrini indica nella guerra e nella minaccia russa la priorità assoluta, denuncia il vuoto di leadership dell’Ue e vede nella difesa e nell’alta tecnologia i motori di un’integrazione selettiva. L’Italia può giocare un ruolo decisivo, mentre l’unica guida credibile per un federalismo pragmatico resta Mario Draghi

L’Italia oggi conta di più in Europa, ora una proiezione mediterranea. La versione di Quagliariello

Una manovra che mette al sicuro i conti ma non rilancia la crescita. Il Sud che torna centrale senza una strategia strutturata. Il 2026 come spartiacque politico, tra Quirinale e nuovi equilibri parlamentari. In uno scenario globale che cambia, l’Italia ritrova peso in Europa e guarda al Mediterraneo e all’Africa come assi strategici, a partire dal Piano Mattei. Colloquio con Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta 

Bene su Impresa 4.0, meno i contentini a Salvini. La Manovra letta da Marattin

Luigi Marattin, segretario del partito Liberaldemocratico, analizza la legge di Bilancio soffermandosi sui suoi limiti strutturali e su alcune misure considerate utili per imprese e produttività, nel solco dell’equilibrio dei conti. Nell’intervista a Formiche.net affronta anche il nodo della legge elettorale, indicando nel proporzionale con sbarramento o nel maggioritario a doppio turno le uniche opzioni in grado di restituire coerenza e stabilità al sistema politico italiano

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