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Il referendum è lo snodo per Meloni (e Schlein). Renzi e Vannacci? Due guastatori. Parla Orsina

La rottura tra Vannacci e Salvini apre una fase interlocutoria nel centrodestra, segnata da minimizzazione e attesa. Il vero banco di prova sarà il referendum: una vittoria del No potrebbe indebolire Meloni, riaprire tensioni nella maggioranza e creare spazi politici a destra, anche per Vannacci. Renzi resta un fattore di destabilizzazione, pronto a sfruttare eventuali crisi. Forza Italia ha margini di crescita nell’area moderata, ma manca di una leadership carismatica: ogni vero cambiamento dipenderà dalla tenuta della premier. Colloquio con il politologo della Luiss, Giovanni Orsina 

Vannacci lascia, Salvini soffre. Ma il governo (pro Kyiv) no. Parla Massidda

L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega apre uno spazio a destra del centrodestra e mette in difficoltà soprattutto Matteo Salvini. Per il politologo Luca Massidda, il generale punta a costruirsi da outsider in vista del 2027, intercettando i delusi del governo e marcando una netta discontinuità anche sul piano geopolitico. Per la Lega, invece, la rottura può diventare l’occasione per rafforzare una linea più moderata e istituzionale

Tutti gli effetti (anche sul governo) dell'addio di Vannacci alla Lega. Parla Panarari

L’addio di Roberto Vannacci alla Lega segna la fine annunciata di un rapporto politico mai realmente integrato e apre una fase di profondo riassetto nel Carroccio. Secondo Massimiliano Panarari, la rottura indebolisce la leadership di Matteo Salvini e rafforza il peso del partito dei governatori, spingendo verso un possibile riequilibrio interno. Sullo sfondo, si riaccende la competizione a destra, con possibili effetti sugli equilibri del governo e sulla politica estera, soprattutto in relazione al tema ucraino e al rischio di una nuova forza politica apertamente filoputinista

Legge sulle Lobby, un bilancio chiaroscuro. Parla Velardi

Primo via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge che regola l’attività di lobbying, ora tocca al Senato. Secondo Claudio Velardi, “è un bilancio in chiaroscuro”. È un bene che la legge ci sia, “ma va orientata molto di più su principi liberali. Così com’è, rischia di regolare troppo e male, invece di accompagnare un’attività che esiste e continuerà a esistere”. Conversazione con il direttore del Riformista

Evitiamo narrazioni fuorvianti su Ice. Antinori spiega il suo raggio d'azione a Milano-Cortina

La presenza dell’Ice nel dispositivo di sicurezza di Milano-Cortina diventa il pretesto di una polemica politica che rischia di deformare la realtà operativa. Arije Antinori ricostruisce ruolo e funzioni dell’agenzia americana, ridimensionando allarmismi e narrazioni propagandistiche, e richiama l’attenzione sui rischi di strumentalizzazione del dissenso e sulle dinamiche di infiltrazione nei movimenti antagonisti e anti-sistema in un contesto geopolitico ad alta tensione

Perché gli italiani iniziano a vedere Trump come destabilizzatore. Il radar Swg

Il Radar Swg fotografa un’opinione pubblica italiana sempre più convinta che l’ordine mondiale sia dominato dalla legge del più forte. Gli italiani si dividono sulla risposta europea agli Stati Uniti: cautela o fermezza, dialogo o contromisure. Sullo sfondo, il peso dei toni e dei comportamenti di Trump contribuisce a ridefinire percezioni e aspettative sul ruolo dell’Europa

Nella storia di Elena il dramma della Shoah (e le colpe di oggi). Parla Rondolino

In occasione della Giornata della Memoria, Fabrizio Rondolino racconta in Elena la storia della cugina di suo padre, unica bambina ebrea italiana deportata da sola ad Auschwitz, trasformando una vicenda familiare rimossa in una riflessione collettiva sulla Shoah. Nell’intervista critica le ambiguità della sinistra sull’antisemitismo, distingue la legittima critica al governo israeliano dalla delegittimazione di Israele e avverte: senza fare i conti con la storia europea, l’odio antiebraico è destinato a riaffiorare 

L'abbraccio Forza Italia-Azione può arginare gli estremismi. Segatori spiega perché

Il dialogo tra Forza Italia e Azione, emerso all’incontro di Milano, segnala, secondo Roberto Segatori, la necessità di ridefinire il posizionamento politico dell’Italia in un contesto internazionale instabile e di superare le attuali imperfezioni dei partiti. Forza Italia occupa oggi lo spazio più centrale, mentre Azione intercetta una domanda liberale e riformista ancora incompiuta. L’operazione può rafforzare il centro e fare da argine agli estremismi, ma richiede meno personalismi e una maggiore laicità politica 

Il contributo europeo in Afghanistan è stato concreto. La Nato? Resta il perno dell'Occidente. Parla Talò

Il bilancio dell’impegno occidentale in Afghanistan e il senso dell’alleanza atlantica tornano centrali nel dibattito strategico. Nell’intervista a Formiche.net, l’ambasciatore Francesco Maria Talò ripercorre il valore politico dell’Articolo 5, il contributo italiano alla sicurezza collettiva e l’evoluzione della Nato di fronte alle nuove sfide globali. Dall’Artico alla competizione sulle risorse strategiche, la tenuta dell’Occidente passa dal rafforzamento della cultura della sicurezza, da un pilastro europeo più solido e da una rinnovata coesione transatlantica

Il Sì è in vantaggio, ma gli indecisi saranno determinanti. Parla Cianfanelli (YouTrend)

Il Sì alla riforma della giustizia resta stabilmente in vantaggio nei sondaggi, con un consenso che va oltre i confini dei partiti. Il voto segue linee politiche nette, ma gli elettori rivendicano motivazioni soprattutto tecniche. Affluenza stimata alta e partita finale tutta da giocare su indecisi e mobilitazione. L’analisi del sondaggista di YouTrend, Francesco Cianfanelli

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