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Dalla missione di Bernini alla sede di Med-Or, ecco come l'Italia si proietta in Kenya

La missione in Kenya della ministra Anna Maria Bernini si inserisce nel rafforzamento dell’impegno strategico italiano in Africa su ricerca, innovazione e cooperazione operativa. In questo quadro si colloca l’apertura a Nairobi della prima sede estera di Med-Or Italian Foundation, pensata come piattaforma di dialogo e coordinamento sul continente

Takaichi domina alle urne. Tokyo si lancia come motore dell’Indo-Pacifico

La vittoria elettorale di Sanae Takaichi consegna al Giappone una rara stabilità politica e apre una nuova fase di assertività economica e strategica, subito premiata dai mercati. Nel quadro di un conservatorismo nazionale ormai dominante, si rafforza anche l’asse con l’Italia di Giorgia Meloni, tra convergenza politica e partenariato strategico

Nairobi Forum e non solo. Così l’Africa ripensa l’AI

L’editoriale pubblicato su The Standard di Nairobi segna un passaggio rilevante nel modo in cui il Piano Mattei viene declinato sul terreno: dalla cornice politica all’implementazione concreta. Al centro del ragionamento c’è l’intelligenza artificiale, non come slogan tecnologico, ma come infrastruttura abilitante di sviluppo, partenariato e capacità locale, all’interno di una convergenza operativa tra Italia, Kenya e Nazioni Unite

Critical Minerals Summit. Ecco perché conta la missione a Washington di Tajani

La partecipazione del ministro Antonio Tajani al Critical Minerals Summit di Washington segna il posizionamento attivo dell’Italia nel nuovo dibattito strategico su materie prime, sicurezza delle filiere e politica industriale occidentale. Il ministro porta al tavolo Usa una linea europea coordinata, rafforzata dall’iniziativa congiunta con la Germania e dal rilancio del partenariato transatlantico sui minerali critici

Narrazioni e interessi dietro all’intesa Trump-Modi

L’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e India, anticipato dalle parole di Narendra Modi e confermato da Donald Trump, segna una de-escalation dopo mesi di tensioni tariffarie. In assenza di testi ufficiali, restano però aperti nodi chiave su impegni energetici, volumi di scambio e reale portata dell’intesa

Washington cambia strategia in Africa: meno aiuti, più sicurezza economica

La nuova strategia Usa sull’Africa punta a competere con la Cina solo nei settori chiave, a partire dai minerali critici, in linea con la logica della Pax Silica. Per l’Italia questo scenario rafforza la centralità del Piano Mattei come leva per inserirsi nelle nuove catene di valore strategiche tra Africa, Europa e Stati Uniti

Riapre Rafah, anche grazie al lavoro di EuBam e dell’Italia

Israele ha avviato una riapertura limitata e sperimentale del valico di Rafah, dopo oltre un anno di chiusura quasi totale, nel quadro del fragile cessate il fuoco su Gaza. Dietro questo equilibrio securitario c’è anche un contributo italiano: il ruolo dei Carabinieri nella missione Eubam ha favorito stabilizzazione, dialogo operativo e coordinamento tra le parti

Trump e il Venezuela: petrolio, India e transizione guidata per superare Maduro

Tra aperture politiche e leve energetiche, Trump difende una strategia composita sul Venezuela: ricomporre gli equilibri interni e reinserire Caracas nei flussi globali per accompagnare l’uscita dall’era Maduro. L’accordo sul petrolio con l’India diventa il perno di un riallineamento che isola l’Iran e ridisegna le priorità di Washington in America Latina

Xi e la diplomazia del tappeto rosso con Starmer. Mentre Trump avvisa

Il viaggio di Keir Starmer in Cina mostra l’asimmetria dell’engagement con Pechino: mentre Londra adotta un linguaggio prudente, la Cina impone una narrazione strategica dettagliata. Dietro il tappeto rosso e i segnali economici, Pechino combina cortesia diplomatica e pratiche coercitive, puntando a frammentare la coesione occidentale senza offrire una vera alternativa strategica agli Stati Uniti

Cosa si muove attorno all'Iran mentre l’Ue stringe sul piano politico

Ci sono due binari paralleli ai lati di Teheran. L’Unione europea rafforza la pressione politica e diplomatica sul regime, accusato delle repressioni contro i manifestanti, mentre Israele e Arabia Saudita si muovono per avere da Washington informazioni dirette sugli sviluppi della situazione. L’opzione militare resta sul tavolo?

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