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Gianluca Zapponini About Gianluca Zapponini

Gianluca Zapponini, romano dal 1985, giornalista professionista dal 2016, papà di una bimba e gran goloso di notizie. Nel 2010 fresco di laurea di Scienze Politiche sono approdato a Milano Finanza, per restarci oltre 4 anni. Quotate, mattone, giochi, una spruzzata di politica ma soprattutto tanta tanta finanza pubblica. Poi il passaggio dalla carta stampata all'agenzia finanziaria MF-DowJones e infine l'arrivo a Formiche.net.

Per Tim conti in ordine con più ricavi e meno debito. Ora occhi sul dividendo

Il gruppo telefonico si lascia alle spalle un esercizio chiuso con ricavi a quota 13,7 miliardi e un debito ormai totalmente sotto controllo. Ora strada spianata verso la cedola, previsto il pagamento di mezzo miliardo nel 2027. Labriola: l’ingresso di Poste ha portato stabilità all’azienda

Pechino ruggisce ancora su Panama. La reazione del ministero degli esteri

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese avverte Stati Uniti e governo panamense: la Cina tutelerà le proprie aziende alle quali il governo centroamericano ha tolto le concessioni per gli scali di Balboa e Cristobal. Ma la cordata Usa ora ha un vantaggio strategico

Subaru, Mitsubishi e non solo. Così Pechino mette al bando la difesa giapponese

Pechino vieta le esportazioni di prodotti sia per uso civile, sia militare, importati da colossi del Sol Levante quali Subaru e Mitsubishi, mentre Tokyo cerca l’indipendenza sui minerali critici. Solo pochi mesi fa, la fuga dal Dragone dei costruttori di auto nipponici, schiacciati dalla concorrenza di Byd. E così la tensione tra le due potenze aumenta sempre di più

Stati Uniti, ma non solo. La geografia della crescita di Enel

Il mercato americano continua a essere strategico e centrale per il gruppo elettrico, complice la crescente domanda di elettrificazione in scia all’esplosione dell’Intelligenza Artificiale, della robotica e dei data center. Ma ci sono anche altri contesti da cui l’azienda si aspetta molto, come ha spiegato lo stesso ceo Cattaneo a Formiche.net

Rinnovabili e reti, ecco il nuovo piano di Enel

Il gruppo elettrico presenta la strategia industriale che guarda al 2028. Investimenti per 53 miliardi, 10 in più rispetto al precedente piano, di cui 20 per le energie verdi. Forte accelerazione anche sulla sostenibilità e dividendo annuo a +6%. Il ceo Cattaneo: questo è un piano ambizioso e credibile al tempo stesso. Il titolo si accende in Borsa

Petrolio, l’embargo fa discutere l’Ue (ma farà più male a Mosca)

Mosca non trivella più. Ecco come si aggrava la crisi del petrolio in Russia

Dopo che l’apertura del mercato venezuelano ha causato la giacenza di milioni di barili di greggio russo nei depositi della Federazione, adesso è l’industria nazionale a mostrare segni di cedimento. Se nessuno vuole più il petrolio dell’ex Urss, tanto vale fermare gli scavi. E aprire la strada a una calo della produzione

Competere senza trucchi. Per il Fmi è tempo che la Cina rinunci ai sussidi

Il Fondo monetario torna a sollecitare il Dragone per un taglio con il passato, affinché Pechino la smetta di destabilizzare i mercati globali con il doping del denaro pubblico. Dalle auto ai pannelli solari, anatomia di una competitività falsata in partenza

L'Occidente si fa il suo listino prezzi per le terre rare. La sfida alla Cina

Dopo aver intessuto una rete di accordi commerciali per garantirsi gli approvvigionamenti di minerali critici e dando all’Europa un buon motivo per fare altrettanto, adesso l’America alza il tiro. Lavorando a un listino prezzi alternativo a quello cinese. E così il dominio del Dragone sulle materie prime è sempre più fragile

Bonus alle famiglie ed Ets, anatomia del decreto bollette

Palazzo Chigi approva l’atteso testo che punta a sgonfiare i prezzi in bolletta. Il sistema Ets verrà modificato, disco verde dell’Europa permettendo, mentre per i nuclei più vulnerabili sarà previsto un bonus una tantum fino a 115 euro. E passa anche la riduzione della forbice tra il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam e quello all’ingrosso. Tutti i dettagli

Ecco come il Venezuela inguaia la Russia (c'entra il petrolio)

Da quando gli Stati Uniti hanno aperto il mercato venezuelano, uno dei più grandi e ricchi del mondo, molti Paesi tradizionalmente clienti di Mosca hanno deciso di guardarsi attorno e diversificare le forniture. E così la Russia si ritrova circondata dai suoi stessi barili che nessuno, tranne la Cina, vuole

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