Dall’atteso incontro alla Casa Bianca con i manager delle grandi compagnie petrolifere mondiali, che il presidente americano vorrebbe ingaggiare per rilanciare i pozzi venezuelani, esce un impegno di massima ma ancora condizionato dalla richiesta di garanzie sugli investimenti. Eni, comunque, è pronta a fare la sua parte
Gianluca Zapponini
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Operazione petrolio per Trump. Il faccia a faccia con le big oil sul Venezuela
Il presidente americano incontra alla Casa Bianca i vertici delle major petrolifere americane e non solo, nel tentativo di convincere i manager a investire fino a 100 miliardi per rilanciare l’industria del greggio nel Paese sudamericano. Presente anche l’Italia con Eni. Obiettivo, farcela laddove la Cina ha fallito
Forte e credibile fuori ma ancora fragile dentro. L'economia secondo Meloni
Nel tradizionale incontro di inizio anno con la stampa, la premier affronta in tre ore tutte le principali questioni di economia nazionale e non. Il problema storico dell’Italia è la scarsa produttività, ora è tempo di guardare al modello della Zes unica. La disoccupazione, ormai ai minimi storici, è rincuorante, mentre sull’ex Ilva non ci sarà nessuna svendita con porte chiuse ai predoni. Il Green deal è stato fatto a pezzi per merito dell’Italia. L’accordo sul Mercosur? Speriamo funzioni. E su Mps possibile uscita definitiva del Tesoro
La Russia barcolla e adesso si aggrappa al rublo digitale
Dopo mesi di tentennamenti e giravolte, Mosca sceglie di consentire le transazioni in valuta digitale. L’obiettivo è allentare la pressione sugli istituti e proteggere quel che rimane degli scambi commerciali con l’estero
Se anche alla Cina conviene che gli Usa investano nel petrolio venezuelano
Finora la Cina ha buttato miliardi nei pozzi sudamericani, senza riuscire a rilanciare quell’industria petrolifera che Washington vuole invece rimettere in sesto. Gli Stati Uniti, invece, potrebbero anche compiere l’impresa, nonostante i precedenti sfavorevoli, come quello cinese. In ogni caso, a Pechino, conviene tifare Usa
Anno nuovo, vecchie abitudini. L'Africa al centro delle mire cinesi
Nei giorni in cui il mondo si interroga sul destino della Groenlandia, il continente africano torna al centro delle mire del Dragone. Stavolta la posta in gioco è ancora più alta, dai porti alle terre rare. Il senso del viaggio del ministro Wang Yi è tutto qui. Ma l’Occidente non starà a guardare
Lukoil a pezzi. La mossa di Chevron che punta al petrolio russo
Una delle maggiori compagnie americane, l’unica a essere presente in Venezuela, è pronta rilevare il grosso degli asset della big oil russa, finita tre mesi fa sotto il fuoco delle sanzioni. E così le manovre Usa sul greggio si fanno sempre più ambiziose
Fuori la Cina da Pirelli. La sponda italiana agli Stati Uniti
Dopo mesi di tentati negoziati con l’azionista di maggioranza Sinochem e in mancanza di un compromesso entro poche settimane, ora Palazzo Chigi, di raccordo con i vertici del gruppo dei pneumatici, potrebbe arrivare a congelare i voti del socio cinese. Sempre che la stessa società del Dragone non decisa di diluirsi. L’obiettivo è permettere all’azienda milanese di continuare a sfruttare il mercato americano, prossimo a nuove restrizioni a protezione dalle mire di Pechino. Un caso che riporta alla mente la vicenda di Cdp Reti
I sussidi costano. La Cina a caccia di soldi tassa ancora Alibaba&Co
La seconda economia del pianeta batte la fiacca e all’orizzonte c’è da finanziare Intelligenza Artificiale e tecnologia quantistica. E allora Pechino gioca la carta fiscale, spremendo ancora le grandi piattaforme del commercio elettronico
La calma dei mercati e le paure cinesi. Il grande gioco del petrolio in Venezuela
Sotto il suolo del Venezuela c’è un quinto delle riserve mondiali di oro nero, nonostante Caracas ne esporti poco o niente. Opec e Borse per il momento prendono tempo, in attesa di decifrare la crisi politica e capire le mosse delle grandi compagnie statunitensi. Chi deve cominciare ad avere paura è, semmai, la Cina
















