Skip to main content

Gianluca Zapponini About Gianluca Zapponini

Gianluca Zapponini, romano dal 1985, giornalista professionista dal 2016, papà di una bimba e gran goloso di notizie. Nel 2010 fresco di laurea di Scienze Politiche sono approdato a Milano Finanza, per restarci oltre 4 anni. Quotate, mattone, giochi, una spruzzata di politica ma soprattutto tanta tanta finanza pubblica. Poi il passaggio dalla carta stampata all'agenzia finanziaria MF-DowJones e infine l'arrivo a Formiche.net.

In Cina scoppia la guerra del pannello solare. E Pechino corre ai ripari

Il mercato del fotovoltaico cinese è imploso sotto per mano di una concorrenza tra produttori di moduli solari sfuggita di mano. E ora, per evitare il peggio, Pechino richiama tutti all’ordine. Ma l’impressione è che manchi una vera strategia

La Cina vuole fare come l'Urss (ma meglio). Report Csis

Dopo l’esperienza nefasta più che altro per tutti quei Paesi che sono finiti sulla strada degli investimenti cinesi, ora Pechino punta a creare un blocco di economie asservite, come fece Mosca mezzo secolo fa. Ma senza commettere gli stessi errori del passato

Più gas anche senza Hormuz. La scoperta di Eni che può aiutare il mercato

Il Cane a sei zampe ha annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal nel bacino del Kutei, a circa 70 km dalla costa del Kalimantan Orientale, nell’offshore indonesiano. Dopo l’Africa prosegue il cammino per la diversificazione dei baricentri energetici

Flessibilità e debito comune. Così il Sud sopravviverà al Pnrr

A Napoli, presso le Gallerie d’Italia, una due giorni di dibattito e confronto in vista della scadenza naturale del Piano di ripresa e resilienza. Il Mezzogiorno ha vinto la sua sfida, ma ora sarà fondamentale fare tesoro della lezione di questi anni, puntando a una modernizzazione delle politiche di coesione. Per spendere bene le risorse del futuro

Investimenti cinesi, il caso spagnolo e la fermezza dell'Ue

Il recente addio di Bosch alla Navarra, una delle regioni più industrializzate della penisola iberica ma travolta dalla concorrenza asiatica, ha riaperto la questione circa la salubrità degli investimenti del Dragone nel Vecchio continente. Bruxelles, però, ha scelto la linea dura, rimettendo al centro la manifattura made in Europe

Per Pirelli conti solidi. E blinda il mercato Usa (con l'aiuto del governo)

Falliti tutti i tentativi tra soci italiani e cinesi per spingere questi ultimi sotto il 10%, al fine di permettere alla Bicocca di continuare a presidiare un mercato strategico come quella statunitense, l’esecutivo ha attivato i poteri speciali, neutralizzando Sinochem. Che potrà avere non più di due rappresentanti nel board. E alla fine, per il governo la missione è compiuta. Il board però si spacca e tre consiglieri cinesi non approvano i conti 2025. Dal Medio Oriente pochi rischi

La Cina alza il tiro, ora Panama è un affare di Stato

Messa alle corde dallo stesso governo panamense e scalzata dalle compagnie europee, il Dragone passa dalle cause legali alle minacce, provando a fermare il lento, ma inesorabile, passaggio di consegne dei due scali agli estremi del canale. Ma così facendo rischia di spalancare le porte ai nuovi potenziali concessionari

Dopo la Russia, l'Iran. Il grande gioco degli asset congelati

Sono oltre 100 i miliardi di beni riconducibili all’Iran sui conti correnti sparsi per il mondo e messi sotto chiave dagli Stati Uniti. Soldi ai quali un Paese in costante rischio svalutazione non può rinunciare. Per questo i fondi di Teheran sono una nuova leva negoziale

L'Iran sgambetta la Cina. Gelata sull'export cinese

A marzo le vendite all’estero sono crollate, a dispetto di previsioni molto più ottimistiche degli analisti. Colpa della chiusura dello stretto di Hormuz, che non risparmia nemmeno il Dragone. Il quale alla fine si scopre esposto alla crisi iraniana tanto quanto il resto del mondo

Perché aumentare le tasse sul fumo può non essere una buona idea

Dalla notte dei tempi, quando si ha bisogno di soldi, si aumenta il peso del fisco sui prodotti da fumo, tradizionali e non. Una scelta che spesso e volentieri porta più svantaggi che benefici, a cominciare dall’alimentare il mercato illegale. Semmai, servirebbe maggiore uniformità a livello europeo. I risultati e gli spunti dallo studio Logista-Ipsos Doxa

×

Iscriviti alla newsletter