Non tutti I Paesi africani sono contenti di aver spalancato le porte agli immensi capitali del Dragone. Gli obiettivi raggiunti, in termini di crescita, sviluppo e trasparenza, sono stati molto al di sotto delle aspettative. E il risultato è una perdita di consenso nel continente
Gianluca Zapponini
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Dal 5G alle startup, perché il Copasir riaccende i riflettori sulla Cina. Parla il prof. Teti
La nuova indagine del Copasir sugli investimenti cinesi è un punto a favore di un Paese, e anche di un continente, che ha fatto fin qui dell’apertura ai capitali cinesi la propria vulnerabilità. Il problema, infatti, con non è chiudersi al mondo, ma evitare che il mercato diventi il varco attraverso cui altri attori acquisiscono potere sulle nostre infrastrutture, sulle nostre industrie e, in ultima analisi, sulla nostra sovranità. Il golden power su Pirelli? Utile e provvidenziale, ma nella lunga distanza non basta. Intervista ad Antonio Teti, professore all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Dalla cortina di ferro a quella di silicio. La minaccia cinese secondo Motkin
Infrastrutture e servizi a basso costo, unitamente all’uso improprio dei finanziamenti bancari sono il sale della nuova guerra fredda tecnologica e industriale che mette Pechino dinnanzi all’Occidente. Il quale dovrebbe cominciare a guardarsi le spalle dal Dragone e i suoi inganni
Così Spagna e Sudamerica spingono i conti di Enel
Nel primo trimestre il gruppo elettrico guidato da Flavio Cattaneo ha riportato un risultato netto ordinario in crescita a quota 1,9 miliardi e una redditività operativa di 6 miliardi. Una spinta arrivata soprattutto da Spagna e America Latina
Tim vede le nozze con Poste e corre sui ricavi
Il gruppo guidato da Pietro Labriola, fresco di riconferma ai vertici della sostenibilità in Europa, si lascia alle spalle un trimestre con ricavi a quota 3,3 miliardi e un indebitamento ormai assestato. Ora l’orizzonte è settembre, quando dovrebbe andare in porto l’integrazione con Poste per dare vita al campione nazionale delle telecomunicazioni. La Borsa apprezza
Cina (ancora) nel mirino. La nuova indagine del Copasir
Palazzo San Macuto è pronto a una seconda indagine conoscitiva sugli investimenti del Dragone in Italia, a sette anni dalla relazione sulla penetrazione del Dragone nelle reti 5G. Previsto un lungo ciclo di audizioni, mentre alla Camera arriva un’interrogazione su Ferretti
Cyber Tyre made in Georgia. Così Pirelli accantona la Cina e mira agli Usa
Con l’azionista Sinochem reso innocuo grazie all’intervento del governo a mezzo golden power, ora la Bicocca è pronta a rafforzare la produzione dei pneumatici intelligenti in terra americana. Tutti i dettagli
Il G7 vuole un board per le terre rare. La mossa anti-Cina
I Paesi più industrializzati del mondo, stufi del monopolio cinese sui minerali critici, starebbero negoziando la creazione di un organismo deputato all’approvvigionamento e alla salvaguardia delle forniture di materie prime, indipendentemente dagli umori del Dragone. E anche la Francia si attrezza
Sull'energia l'Europa è ancora divisa. Cosa è successo all'Ecofin
Eurogruppo ed Ecofin sanciscono le due visioni europee diverse della crisi energetica, che secondo il Fmi può impattare fino a 2.200 euro a famiglia. L’Italia chiede lo sganciamento degli aiuti all’economia dal Patto di stabilità, al pari della Difesa. Ma per Bruxelles non se ne parla. Per il momento
Comprare per sabotare. Il vero volto degli investimenti cinesi
I capitali del Dragone che da almeno due decenni piombano puntualmente sulle industrie occidentali, molto raramente migliorano il quadro clinico delle imprese acquisite. Le quali perdono in margini e capacità di generare reddito. Motivo? Pechino compra per drenare innovazione e brevetti, portandosi tutto a casa propria. Il report del National bureau of economic research
















