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Mose (Venezia) e Ilva (Taranto). In morte della Seconda Repubblica

Oggi è morta la Seconda Repubblica, affogata nell’acqua alta di Venezia (70 centimetri dentro la basilica di San Marco, fatto accaduto sei volte negli ultimi 12 secoli, di cui però tre negli ultimi vent’anni) e sepolta sotto la montagna di parole a vanvera, fumi inquinanti e scelte demenziali compiute intorno all’Ilva di Taranto. Muore oggi la Seconda Repubblica perché questo…

Nel 1989 ha vinto l’Europa, che poi ha perso sé stessa

Non si capisce fino in fondo il processo politico e sociale che porta il 9 novembre di trent’anni fa al crollo del muro a Berlino senza un’altra data, di quasi due anni e mezzo successiva, cioè quel 7 febbraio 1992 in cui viene firmato il poderoso Trattato di Maastricht, che con i suoi 252 articoli pone la basi della seconda…

Un governo in cerca d'autore

Avviso ai naviganti: non è tanto Renzi a rendere evidente il fatto che il governo è malfermo sulle gambe, a fare questo effetto sono le razioni scomposte alle parole di Renzi. Mi spiego meglio (o almeno ci provo), cominciando proprio da Renzi stesso. Tra agosto e settembre l’ex premier compie un doppio “salto mortale”, intitolandosi prima la nascita del governo…

Il Movimento (5S) nel suo labirinto

José Palacios, il suo domestico più antico, lo trovò che galleggiava sulle acque depurative della vasca da bagno, nudo e con gli occhi aperti, e credette che fosse annegato. Sapeva che era uno dei suoi molti sistemi per meditare, ma lo stato di estasi in cui giaceva alla deriva sembrava quello di chi non appartiene più a questo mondo. Non…

Lo shock umbro spiegato con i numeri (di Swg). L'analisi di Arditti

Esperimento fallito ai blocchi di partenza. L’illusione di un nuovo bipolarismo tra un rinnovato centrosinistra di governo e un fronte sovranista naufraga nelle urne umbre. Dopo 50 anni, cade un’altra roccaforte socialdemocratica. Un risultato atteso, ma non in queste proporzioni, che fa subito assumere all’abbraccio giallorosso di Narni (Conte, Zingaretti, Di Maio e Speranza) il sapore di un inspiegabile harakiri…

Bruxelles ha vinto. Roma si allinea (ma deve stare al suo posto)

Anche se Salvini dovesse concludere l’anno con una vittoria elettorale (in Umbria, l’ultima occasione di voto del 2019) non potrebbe mutare l’esito della competizione “complessiva” che vede un preciso vincitore di questa tornata, vale a dire Bruxelles ed il suo establishment “storico” fondato sull’asse Berlino-Parigi. L’Europa di Christine Lagarde e Ursula von der Leyen è infatti il clamoroso trionfatore dell’annata…

C'è paura tra gli italiani, ma l'establishment parla d'altro. L'analisi di Arditti

C’era una volta Mafia Capitale. Dopo la sentenza della Cassazione va in scena il solito derby tra chi gongola dicendo “ve lo avevo detto” e chi invece grida allo scandalo. Un dibattito che appassiona e divide l’establishment scatenando una surreale e, in parte, cavillosa contesa sulla presenza di una “cupola” (non quella di San Pietro) a Roma. Se sussiste o…

A Narni lo spettacolare "autogol" del governo

C’è qualcosa di memorabile nell’autogol che il governo ha deciso di mettere a segno con la manifestazione di oggi a Narni (Conte, Zingaretti, Di Maio, Speranza e altri riuniti per la prima volta in pubblico ad illustrare gli aspetti essenziali della manovra finanziaria d’autunno), fulgido esempio di tafazzismo in diretta Facebook. L’appuntamento infatti riesce (in un colpo solo) a mettere…

La Leopolda (per ora) gode come un riccio

Diciamo le cose come stanno, senza troppi giri di parole. Il popolo della Leopolda gode come un riccio per l’attuale situazione politica, anche perché si trova nella condizione ideale per provare soddisfazione. Hanno un capo finalmente alla guida di un partito tutto suo, mentre prima erano prigionieri di una gabbia dorata (secondo loro) chiamata Pd. Hanno visto all’opera quel capo…

2-1 per Renzi. Lui più preparato, Salvini nazionalpopolare

2-1 per Renzi a mio avviso. Così sintetizzo, in risultato calcistico, il confronto andato in onda ieri sera a Porta a Porta, ennesimo capolavoro di Bruno Vespa che riesce ancora una volta a dimostrare la sua centralità nel dibattito politico italiano (pur scegliendo uno stile di conduzione eccessivamente defilato, in alcuni momenti addirittura capace di trasmettere la sensazione di una…

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