È morto Tinto Brass, regista che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo trasformando l’eros in una cifra stilistica e in uno strumento di provocazione culturale. Aveva 93 anni ed era malato da tempo. A comunicarne la scomparsa la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. La famiglia ha fatto sapere che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata.
Una carriera, quella di Brass, segnata dalla costante ricerca della libertà espressiva, dalla sperimentazione visiva e dal confronto, spesso conflittuale, con le convenzioni morali e sociali. Autore di film destinati a lasciare un’impronta nell’immaginario collettivo, da Salon Kitty a Caligola, da La chiave a Paprika, ha fatto della provocazione una forma di linguaggio, rivendicando il diritto di raccontare il desiderio e la sessualità senza rinunciare all’ironia e allo spirito dissacrante.
Dalle origini veneziane all’incontro con la Nouvelle Vague Nato a Milano il 26 marzo 1933 con il nome di Giovanni Brass, cresce in un contesto culturale profondamente legato a Venezia, città nella quale si trasferisce subito dopo la nascita. È il nonno, il celebre pittore e scenografo Italico Brass, ad attribuirgli il soprannome di Tintoretto, destinato a diventare il suo nome d’arte, poi abbreviato in Tinto.
Ecco una selezione di foto dall’Archivio Pizzi.
(c) Umberto Pizzi- Riproduzione riservata









































































































































