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Chi c’era all’evento organizzato al Coni per le donne, il lavoro e lo sport in Italia. Foto

Donne
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Guglielmo Angelozzi e Silvia Salis
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Anna Italia, Nathania Zevi, Guglielmo Angelozzi, Domenico Falcone, Silvia Salis, Riccardo Capecchi, Valentina Picca Bianchi e Linda Laura Sabbadini
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Silvia Salis
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Silvia Salis
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Silvia Salis
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Silvia Salis
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Silvia Salis
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Domenico Falcone, Silvia Salis e Linda Laura Sabbadini
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Fausto Brizzi
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Sara Cardin
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Sara Cardin, Nathania Zevi e Assunta Scutto
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Sara Cardin, Nathania Zevi e Assunta Scutto
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Sara Cardin, Nathania Zevi e Assunta Scutto
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Riccardo Capecchi
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Riccardo Capecchi, Linda Laura Sabbadini e Valentina Picca Bianchi
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Valentina Picca Bianchi
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Riccardo Capecchi e Guglielmo Angelozzi
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Nathania Zevi
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Nathania Zevi, Domenico Falcone, Riccardo Capecchi, Silvia Salis, Linda Laura Sabbadini e Valentina Picca Bianchi
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Nathania Zevi, Domenico Falcone, Riccardo Capecchi, Silvia Salis, Linda Laura Sabbadini e Valentina Picca Bianchi
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Linda Laura Sabbadini
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Linda Laura Sabbadini e Andrea Picardi
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Guglielmo Angelozzi
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Guglielmo Angelozzi
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Guglielmo Angelozzi e Silvia Salis
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Guglielmo Angelozzi e Silvia Salis
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Guglielmo Angelozzi
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Guglielmo Angelozzi
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Guglielmo Angelozzi
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Giuliano Frosini e Alfonso Celotto
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Gennaro Schettino, Agostino Vitolo e Andrea Picardi
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Riccardo Capecchi e Guglielmo Angelozzi
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Domenico Falcone
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Anna Italia
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Domenico Falcone, Silvia Salis e Riccardo Capecchi
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Francesca Iozzo, Diana Andreea Ilies, Andrea Picardi, Rosalba Corazzini e Vittorio Strampelli
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Domenico Falcone, Riccardo Capecchi, Silvia Salis, Linda Laura Sabbadini e Valentina Picca Bianchi
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Domenico Falcone, Riccardo Capecchi, Silvia Salis, Linda Laura Sabbadini e Valentina Picca Bianchi
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Assunta Scutto
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Anna Italia
Donne

Gli italiani che fanno sport, in modo saltuario o continuativo, sono quasi 20 milioni: di questi, oltre 8 milioni e mezzo sono donne e rappresentano il 43,3% del totale degli sportivi. Considerando che le donne sono il 51,1% della popolazione, è evidente che persiste un divario di genere nello sport, che però si è andato progressivamente assottigliando negli ultimi anni in cui sono cresciute soprattutto le atlete agoniste.

Si tratta di uno dei dati principali che emergono dal Rapporto del Censis dal titolo “Donne, lavoro e sport in Italia. Per la crescita dei territori e del Paese”. Lo studio è stato discusso  al Salone d’Onore del Coni in occasione della presentazione del progetto di sostenibilità sociale realizzato da Fondazione Lottomatica e Fijlkam, la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali.

Il rapporto evidenzia come senza donne che lavorano, e senza donne che fanno sport, il Paese non cresca, o comunque cresca meno di quanto potrebbe. Per questa ragione aumentare il numero delle praticanti non è solo un tema di giustizia sociale e di pari opportunità, ma deve porsi anche come una questione di sviluppo e interesse nazionale.

Lo sport promuove i valori di inclusione, cooperazione e rispetto ma purtroppo, anche in questo ambito permangono, talvolta, disparità e squilibri di genere che occorre eliminare attraverso una pluralità di azioni”, ha commentato la vice pesidente del Coni Silvia Salis, che poi ha aggiunto: “Dove il talento delle donne non è adeguatamente valorizzato o considerato o è, peggio ancora, umiliato, le conseguenze pesano sulle loro vite e sulla società nel suo complesso, che si trova a dover fare a meno di risorse preziose per capacità e competenze. Quello delle donne, e delle donne che fanno sport, è un contributo fondamentale alla crescita dei territori e di tutto il Paese”.

Il 29,2% delle donne con più di tre anni pratica almeno uno sport (venti anni fa era il 23,3%), e di queste 6 milioni e mezzo (il 21,8%) lo fanno con continuità (venti anni fa era il 15,7%). Restano ancora escluse da questa pratica di massa 12 milioni di donne (40,6% del totale).

LE DONNE TRA SPORT E LAVORO

Dallo studio Censis emerge come la donna che fa sport non stia solo meglio nel fisico e nella mente, ma sia anche meglio inserita nella società: lavora, studia, guadagna più di chi non fa esercizio fisico, ed è più moderna, in quanto aderisce a stili di vita e modelli di comportamento più evoluti e sostenibili. Le sportive possiedono titoli di studio più elevati di chi fa una vita sedentaria: il 26,9% è laureata e il 36,5% è diplomata, contro, rispettivamente, il 9,7% di laureate e il 27,3% di diplomate che non praticano sport. La donna che fa attività motoria non solo studia di più, ma lavora anche di più. Tra le over quindicenni che fanno sport, il 49,8% è occupata, il 17,6% è una studentessa e il 13,4% è casalinga. Tra chi non fa sport prevalgono le casalinghe, che sono il 34,3% del totale, seguite da pensionate (24,2%) e occupate (24,2% del totale), mentre le studentesse sono solo il 4,6%.

LE SPORTIVE ITALIANE TRA AMBIENTE E CULTURA

Il Rapporto sottolinea, inoltre, come il 45% delle donne che fa attività motoria la pratichi all’aria aperta: le sportive sono più vicine alla natura e mettono in atto una serie di comportamenti a minor impatto ambientale, che indicano una maggiore attenzione alla sostenibilità:

  • il 74,6% delle donne in età compresa tra i 18 e i 64 anni che fanno sport possiede una bicicletta, contro il 47,3% di chi non fa sport e il 63,8% della media Italia;
  • Il 25,9% delle sportive acquista abitualmente prodotti biologici, percentuale che scende al 15,3% tra chi non fa sport.

Le sportive non sono solo più green rispetto alle altre donne, ma sono anche più inserite nei percorsi della vita digitale, che semplificano e migliorano la loro vita:

  • l’81,3% utilizza il computer, contro il 46,7% di chi non fa sport e il 65,8% della media Italia;
  • il 95,6% utilizza Internet, quota che scende al 78,2% tra chi non pratica attività fisica.

Infine, le donne che fanno sport vanno più delle altre a visitare mostre, musei (lo fa il 18,3%, contro una media del 10,8%, che tra le non sportive scende al 3,8%) e leggono più libri (il 67,8% ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, contro il 25,9% di quelle che non fanno sport).

TERRITORI E DIFFERENZE

La quota delle praticanti è pari al 36,3% del totale delle donne con più di tre anni nel Nord-Est, al 34% nel Nord-Ovest, al 31,9% al Centro e precipita al 19,7% nel Sud e nelle Isole. A livello regionale, si va dal 50,4% di praticanti nel Trentino-Alto Adige, al 13,4% in Calabria, preceduta da Sicilia (17,4%), Campania (17,7%) e Basilicata (17,9%). La correlazione tra pratica sportiva e occupazione è evidente se si osserva la graduatoria regionale costruita in base al tasso di occupazione femminile, che è quasi coincidente con quella delle praticanti. A fronte di un tasso medio di occupazione femminile che in Italia è del 51,1%, a livello regionale si va da un massimo del 66,2% in Trentino-Alto Adige a un minimo del 30,5% in Sicilia, preceduta dalla Campania, dove il tasso di occupazione femminile è al 30,6%, e dalla Calabria con il 31,8%.

IL PROGETTO DI FONDAZIONE LOTTOMATICA E FIJLKAM

Il progetto “Fight like a girl” firmato dalla Fondazione Lottomatica e Fijlkam, mira a favorire la diffusione della pratica sportiva al femminile in alcune delle aree più svantaggiate del Paese, in particolar modo del Sud Italia. In tal senso Fijlkam organizzerà a partire da ottobre prossimo e fino a maggio 2024, corsi gratuiti di judo e karate dedicati alle studentesse di cinque aree del Paese: Napoli e Casal di Principe in Campania, Taranto in Puglia, Gela in Sicilia e Lamezia Terme in Calabria. In ciascun territorio Fijlkam ha individuato una società sportiva aderente alla federazione che svolgerà i suoi corsi gratuitamente presso una scuola del territorio, con cui sono previsti singoli accordi di collaborazione, e presso le sue strutture. In questo senso Fondazione Lottomatica contribuirà a sostenere le migliorie agli impianti sportivi e a finanziare le attrezzature che si renderanno necessarie nell’ambito del progetto.

“Siamo davvero felici di questo accordo tra Fondazione Lottomatica e Fijlkam: l’impegno per lo sport e per l’uguaglianza di genere caratterizza tutte le attività e l’identità di Lottomatica, del cui impegno sociale la nostra fondazione è espressione sociale”, ha affermato L’amministratore delegato di Lottomatica Guglielmo Angelozzi che poi ha aggiunto: “In questo senso, il Rapporto Censis offre le informazioni e le analisi di contesto utili per capire a che punto siamo e che cosa fare per abbattere ogni forma di barriera. Dobbiamo garantire massima uguaglianza anche nello sport che rappresenta uno strumento prezioso di empowerment e di emancipazione”.

Il presidente Fijlkam, Domenico Falcone, ha ricordato che “In Italia il 75% di chi pratica sport da combattimento è di sesso maschile, ma questo non ha impedito al restante 25% di farsi strada a suon di successi. Le nostre atlete riescono sempre a centrare il podio nelle competizioni più importanti come Europei e Mondiali”. Nell’ultima edizione dei Giochi Olimpici, a Tokyo – ha proseguito Falcone – “3 delle 5 medaglie conquistate dagli atleti Fijlkam sono arrivate da donne: i bronzi di Viviana Bottaro, Maria Centracchio e Odette Giuffrida“. “Gli stereotipi di genere riguardo alla pratica delle arti marziali purtroppo ancora oggi persistono e troppo spesso allontanano bambine e ragazze da discipline affascinanti ed educative che promuovono alti valori morali e permettono di far apprendere le tecniche dell’autodifesa, importantissime al giorno d’oggi“, ha aggiunto ancora, prima di concludere: “Non esistono sport maschili o femminili. Esiste lo sport e chiunque può praticarlo”.

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