Addio al fumettista ed ex direttore dell’Unità Sergio Staino. Foto di Pizzi

È morto questa mattina all’ospedale fiorentino di Torregalli Sergio Staino, 83 anni. Staino, vignettista, papà di Bobo, ed ex direttore dell’Unità da tempo era malato ed era ricoverato da qualche giorno per un aggravamento delle sue condizioni.

“Ci ha lasciati Sergio Staino, già direttore de L’Unità e padre di Bobo, il personaggio delle sue vignette, interprete dei sentimenti, delle ansie, delle speranze del popolo della sinistra. Grazie Sergio, ci mancherai, ma ti porteremo nel cuore”, ha scritto sui suoi social il deputato del Pd Piero Fassino commenta la morte del vignettista toscano scomparso oggi in ospedale a Firenze dove era ricoverato.

“La morte di Sergio Staino mi riempie il cuore di tristezza”, ha commentato Matteo Renzi: “Sergio è stato spesso un feroce critico e allo stesso tempo un affettuoso fratello maggiore. Ma per me è sempre stato soprattutto una persona vera con cui confrontarsi e discutere. Il mio messaggio di condoglianze più affettuoso a Bruna, ai figli Michele e Ilaria, a tutti quelli che gli hanno voluto bene”.

Tanti i messaggio di saluto e cordoglio da parte di esponenti del mondo della sinistra.

Staino era nato a Piancastagnaio (Siena), ma da tempo risedeva a Scandicci (Firenze). La sua storia professionale è legata principalmente a l’Unità, ma collabora anche con il Messaggero. Nel 1986 fonda e dirige il settimanale satirico Tango e nel 1987 realizza per Rai3 il programma Teletango. Poi, sempre per la Rai, il programma Cielito Lindo, un varietà satirico condotto da Claudio Bisio e Athina Cenci. Nel 1989 dirige e sceneggia il film Cavalli si nasce, e nel 1992 Non chiamarmi Omar, sviluppato a partire da un racconto di Altan. Nel 2007 realizza Emme, “periodico di filosofia da ridere e politica da piangere”, supplemento settimanale de l’Unità, continuando le sue collaborazioni anche con televisione, cinema e teatro. Nel 2016 Matteo Renzi, premier e segretario dem, gli affida l’Unità in affiancamento ad Andrea Romano. Ci resta circa un anno, fino all’aprile 2017, quando rassegna le dimissioni. Torna direttore il mese successivo e rimane in carica fino alla chiusura del giornale, il 2 giugno 2017. Dopo la chiusura dell’Unità, arrivano le collaborazioni per La Stampa e l’Avvenire.

Ecco le foto di Umberto Pizzi.

(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata

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