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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il messaggio che viene dall’Italia è chiaro: siamo il Paese europeo con il maggior numero di partecipanti al voto, che fa da argine al populismo e alla xenofobia.

Lo dobbiamo a Matteo Renzi che ora è l’unico leader europeo che vede i consensi del proprio partito aumentare significativamente.

Anche in Germania la CDU ha registrato una contrazione di 10 punti percentuali. La partecipazione complessiva in Europa è rimasta ai livelli del 2009. I cittadini europei hanno voluto esprimere l’insufficienza delle politiche dell’UE dal 2008 in poi, senza per questo sabotare l’integrazione europea, votando partiti solo euroscettici.

Il nostro Premier potrà innescare in Europa un vero cambiamento con urgenza e determinazione, per realizzare riforme che ridiano speranza a tutti gli europei e facciano l’Europa grande nel mondo.

Gli italiani con le loro scelte hanno dato un contributo concreto a cambiare l’Europa e ad accelerare la realizzazione delle riforme in Italia. Con il voto di ieri, gli italiani hanno fatto la scelta giusta, contribuendo in modo determinate a fare da argine al populismo e a disegnare un’Europa più attenta alle famiglie, ai giovani e a tutte le persone in difficoltà.

Come Popolari per l’Italia siamo soddisfatti di aver contribuito alla vittoria di Renzi non avendo presentato liste per le Europee. Lo abbiamo deciso per contribuire a fare da argine al populismo e alla frammentazione, allo scopo di disegnare un’Europa più sensibile ai bisogni delle persone e meno burocratica, e per favorire l’accelerazione delle riforme in Italia.

A livello nazionale il Governo esce rafforzato: terrà l’accordo sulle riforme. Con questi numeri non potrebbero esserci alternative, come avevamo previsto. Sono invece sconfitti avventurismi politici di piccolo cabotaggio legati ad ambizioni personali prese isolatamente. I Popolari per l’Italia hanno scelto di non presentare una lista propria alle elezioni europee per contribuire a questo successo dell’Esecutivo. In una campagna polarizzata nel referendum tra cambiamento e rabbia era giusto unirsi e non frammentarsi. Il progetto dei Popolari per l’Italia ha una sua ragione di essere a partire dal basso, dal coalizzare liste civiche, dall’ascoltare la gente e dare riposte solidali a chi è più in difficoltà. Perciò come Popolari siamo stati presenti a molti rinnovi amministrativi locali, dove speriamo di avere successo.

Mario Giro (Popolari di Mauro) plaude al successo del Pd di Renzi

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