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Sono almeno 79 i morti e 141 i feriti negli scontri di Bengasi, in Libia, tra milizie integraliste islamiche e le formazioni paramilitari guidate da Khalifa Haftar, ex generale in pensione che prese parte alla rivolta contro il regime di Gheddafi. Fatti che inducono osservatori come Mario Sechi, così come negli scorsi giorni Formiche.net e Foglio, a interrogarsi preoccupati del silenzio imbarazzante di istituzioni e governi: la prossima Ucraina sarò la Libia?, si chiede oggi sul suo blog l’ex direttore del Tempo e ora editorialista del Foglio e voce di Radio 24.

LE MIRE DI KHALIFA HAFTAR

Haftar si dice determinato a proseguire la sua offensiva contro le milizie islamiste, allo scopo “sradicare il terrorismo in Libia”, ma Tripoli giudica la sua azione come un tentativo di colpo di Stato e ha dichiarato Bengasi e le sue periferie zone di esclusione aerea.

CHE COSA E’ SUCCESSO

L’autoproclamato Esercito nazionale libico, guidato dall’ex generale Khalila Haftar ha attaccato Bengasi, seconda città del Paese, mettendo nel mirino i militanti islamisti. Molte famiglie sono fuggite dalla città, e specialmente dai quartieri occidentali dove gli scontri sono andati avanti per ore.

LE DISTRUZIONI

Gli scontri, dopo una breve pausa ieri, sono ricominciati nella notte. La stazione radio del gruppo estremista Ansar al Sharia, ritenuta un’organizzazione terrorista responsabile dell’attacco al consolato americano del settembre 2012, sarebbe stata distrutta da un’esplosione. Anche un deposito di munizioni di un altro gruppo armato è stato preso di mira.

CHI HA TENTATO IL COLPO DI STATO

Haftar è stato pubblicamente accusato dal Parlamento libico di aver tentato un colpo di stato, ma il generale ha detto che non è questa la sua intenzione. Dopo gli scontri, che hanno lasciato sul terreno 43 vittime e provocato almeno cento feriti, Haftar ha lasciato Bengasi in una ritirata «tattica» ma ha minacciato di tornare «con molti rinforzi. Abbiamo cominciato questa battaglia e continueremo a combattere fino a quando non avremo raggiunto i nostri obiettivi», ha detto.

Haftar ha affermato che governo e parlamento non hanno legittimità perché non riescono a mantenere la sicurezza nel Paese. Il comandante in capo dell’esercito libico, Nuri Abu Sahmain ha invece detto in televisione che Haftar sta tentando un colpo di Stato.

PARLA IL GOVERNO DI TRIPOLI

Secondo il governo libico, i morti a Bengasi sono 43 con oltre 100 feriti, ma i numeri sembrano destinati a crescere. Haftar ha parlato di 60 islamisti morti e 250 feriti, e di sei suoi soldati uccisi e 37 feriti; mentre il sito web Ajwa Belad parla di 75 morti e 141 feriti. Intanto su Bengasi è stata istituita una “no fly zone”.

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