Skip to main content

Oggi l’Europa, dal punto di vista dell’impresa sociale, appare sempre più come la prossima e necessaria frontiera di crescita e di cambiamento. A pochi mesi dall’avvio del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, molte sono le riflessioni su questa “partita” che il nostro Paese può giocare in termini di proposte per contribuire concretamente alla costruzione di una reale identità europea e alla definizione di strumenti comuni di sviluppo. Il mondo cooperativo italiano ha la possibilità di fare da capofila in Europa affinché si possano trovare soluzioni condivise, ma adattate e rispettose delle diverse specificità nazionali.

IL POTENZIALE DI CRESCITA
L’economia sociale e la social innovation sono tra le direttrici strategiche della programmazione comunitaria per i prossimi anni e l’impresa sociale, come sottolineato da Antonio Tajani nel recente Social Enterpreneurship Have Your Say, organizzato dalla Commissione Europea, ha un potenziale di crescita ancora tutto da esprimere per il mercato unico. Ci troviamo davanti a una svolta, e l’Italia può esprimere molto in questa nuova fase. Abbiamo un patrimonio di 30 anni di cooperazione sociale, autentico elemento di innovazione nell’interpretare i bisogni delle persone e della società oltre che pilastro fondamentale del sistema di welfare. Tutto ciò è il portato di una cultura sedimentata in un sistema di impresa privata che opera per finalità non riferite solo al risultato economico, ma che al contrario considerano anche la coesione e l’inclusione sociale. Questa esperienza ha valorizzato straordinariamente i territori e le comunità, ottimizzandone le risorse, creando capitale economico e umano.

L’ELEMENTO STRATEGICO
Oggi più che mai servono talenti e strumenti imprenditoriali per scovare energie e produzioni per stare su mercati competitivi che siano sostenibili dal punto di vista sociale, economico, ambientale. L’elemento strategico sarà la partecipazione di tutti gli attori, siano essi imprenditori, lavoratori, beneficiari. Un valore unico, sempre più “misurabile”, grazie a quei “numeri” che dimostrano come l’impresa sociale sia riuscita, tra le poche, a resistere alla crisi, continuando a garantire servizi e occupazione, grazie anche alla dimensione di responsabilità e condivisione dei rischi, delle opportunità e degli investimenti. Tali elementi vanno considerati come ingredienti per dare fiato allo sviluppo dell’impresa sociale in Europa quale possibilità di rilancio economico e sociale e contribuire alla costruzione di un’identità comunitaria che parta dal basso, frutto di una spinta condivisa in grado di abbattere diffidenze e barriere culturali, economiche e sociali. Affrontare questa sfida equivale a diffondere una concezione condivisa dei beni comuni e promuovere una gestione degli stessi partecipata dai territori e dai cittadini, piuttosto che determinata da lontane e asettiche istituzioni.

IL RUOLO DELL’ITALIA IN OCCASIONE DEL SEMESTRE EUROPEO
Valorizzare i territori e il potenziale culturale e ambientale incomparabile dell’Europa con strategie di investimento e patrimonializzazione che favoriscano la crescita di una finanza  che non sia solo prerogativa e possesso di pochi, ma strumento trasparente di redistribuzione della ricchezza. L’impresa sociale può diventare il primo vero processo industriale europeo, perché non è zavorrato dai lacciuoli e conservatorismi della produzione ordinaria dei singoli Paesi, bensì valorizza le singole comunità eliminando il rischio di standardizzazione. Essa può essere un vero laboratorio professionale per le nuove generazioni e occasione unica per creare coscienza europea diffusa. Nel pieno rispetto delle peculiarità delle leggi statali, occorrono coraggio e creatività per attivare questo processo, avvicinando i riferimenti legislativi, generando contaminazioni, partecipazioni societarie, sperimentando nuove forme di gestione comune dei progetti che coinvolgono le imprese sociali dei diversi Stati. Anche attraverso questo contributo si misureranno l’importanza e il ruolo dell’Italia in occasione del semestre europeo.

Stefano Granata

Presidente Gruppo Cooperativo Cgm (Consorzio Gino Mattarelli)

 

 

 

Il viaggio dell'impresa sociale in Europa

Oggi l’Europa, dal punto di vista dell’impresa sociale, appare sempre più come la prossima e necessaria frontiera di crescita e di cambiamento. A pochi mesi dall’avvio del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, molte sono le riflessioni su questa “partita” che il nostro Paese può giocare in termini di proposte per contribuire concretamente alla costruzione di una reale identità europea…

Come vengono rappresentati i migranti nei media? Parlano Bergamini e Chaouki

Qual è oggi la rappresentazione dei migranti sui media? E in che relazione sta con la rappresentanza in politica delle varie istanze relative al fenomeno migratorio? L’operazione di dare volto e voce  agli sconosciuti che raggiungono per vie traverse il nostro paese assume forme diverse, a seconda che lo scopo sia la visibilità nella narrazione della stampa o l’effettività dell’azione…

Addio grande uomo!

Lo conosco da sempre. Per me è sempre stato grande, sempre uguale. Eppure, solo oggi che se n'è andato, ho realizzato che in fondo aveva pochi anni più di me. Lello, l'uomo tutto fare che in un piccolo borgo di appena trenta anime rappresentava la persona su cui poter sempre contare. Lui sapeva fare tutto. Da cambiare una presa a…

Italicum sotto esame. Lo speciale di Formiche.net

L’Italicum spopola sui social network, e questa è già una notizia. La complicata e in genere poco seguita discussione sulla riforma elettorale ha prodotto negli ultimi giorni più di 25mila tweet, come ha registrato Reputation manager. Sarà forse perché, dopo tante parole, si è arrivati finalmente al testo base sottoscritto da Partito democratico, Forza Italia e Nuovo Centrodestra che dovrebbe…

Non solo Pigs. Così l'anti-europeismo fa breccia in Francia e Germania

C'è una vulgata che vuole l'anti-europeismo in aumento nei periferici Paesi dell'Unione, in difficoltà per la disoccupazione galoppante e gli effetti dell'austerity. Ciò in parte è vero, eppure le cronache recenti evidenziano un'altra tendenza. Nella virtuosa Germania prende piede Alternative für Deutschland, il partito contro la moneta unica guidato dall'economista Bernd Lucke, che dopo aver desiderato l'uscita di Berlino dall'euro…

Tutti i videomessaggi di Berlusconi

Discesa in campo - 26 Gennaio 1994 Caso Ruby, videomessaggio inviato a Studio Aperto e Tg4 - 16 Gennaio 2011 Caso Ruby - 19 Gennaio 2011 Elezioni amministrative - maggio 2011 Videomessaggio post-dimissioni - Novembre 2011 Passo indietro - Ottobre 2012 Videomessaggio post elezioni politiche - Febbraio 2013 Videomessaggio dopo Sentenza Mediaset - Agosto 2013

Tutti i dubbi su Senato alla tedesca e Italicum. Parla il prof. Valditara

Così com'è l'Italicum è incostituzionale e una riforma del Senato “alla tedesca” potrebbe gettare l'Italia nel caos. Lo dice a Formiche.net Giuseppe Valditara, professore ordinario di diritto romano all'Università degli Studi di Torino e già capogruppo di An nella commissione Affari costituzionali del Senato, che ragiona su come il modello Bundesrat proposto da Renzi possa rivelarsi un autogol. Quali i…

Tutti i cavi di Valerio Battista, l'uomo al comando di Prysmian

Linking the future. Ovvero, collegarsi al futuro. È questo lo slogan che compare aprendo il sito di Prsymian, colosso dei cavi per il trasporto di energia e telecomunicazioni, testa italiana e corpo nel mondo. Un collegamento con il futuro che arriva però da molto lontano nel tempo. L’antenata di Prysmian, ovvero Pirelli, e segnatamente la sua divisione cavi, nasce all’inizio…

Perché il Lazio sta peggio della Grecia

Grazie all'autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo  il commento di Edoardo Narduzzi apparso su Italia Oggi, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi. «Sono stati dieci mesi di fallimenti» è stato il giudizio secco del segretario del Pd, Matteo Renzi, sull'attività del governo. La politica dei risultati e delle riforme, pare di capire, sta guadagnando spazio rispetto a decenni di tradizione…

Riprendiamoci le Chiavi di Casa

La graduale e costante cessione della nostra Sovranità nazionale verso vincoli ed imposizioni esterne doveva rappresentare, secondo le originarie intenzioni, una evoluzione al fine di raggiungere una aggregazione politica ed economica in una grandissima area geo-politica importante come l’Europa, che avrebbe consentito vantaggi condivisi a tutti i paesi membri. Sappiamo altresì molto bene però, che questi iniziali presupposti sono stati…

×

Iscriviti alla newsletter