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Si parla di permettere ai Comuni di aumentare la Tasi da un minimo dello 0,1 a un massimo dello 0,8 per mille, a patto di introdurre nuove detrazioni per le famiglie. Inizialmente attesa come emendamento, prima al dl Imu e poi al dl Salva Roma bis, dopo il no di Scelta civica la norma dovrebbe essere inserita in un decreto ancora da emanare. In particolare il governo starebbe pensando di inserire le nuove regole Tasi in un decreto del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi sulla casa, atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri.

Il decreto, tra le altre cose, conterrà incentivi agli affitti, sconti sull’Imu e sgravi per il social housing. “Sarebbe la destinazione naturale per la modifica sulle aliquote Tasi”, osservano dall’esecutivo. Dovrebbe invece essere inserita in un decreto ad hoc, e comunque più in là, la norma, chiesta sempre da Scelta civica, che prevederà il pagamento della Tari, la nuova tassa sui rifiuti, in base al peso prodotto.

Le ipotesi di applicazione a cui sta lavorando il governo sono due: o prevedere l’acquisto da parte dei cittadini di sacchetti “ufficiali” del Comune e così espletare il pagamento della tassa, o fornire i contribuenti di appositi cassonetti personali dotati di un cip che registra il peso dei rifiuti. Mentre il governo è alle prese con diversi nodi, le commissioni parlamentari sono ingolfate di provvedimenti.

Al Senato, ad esempio, questa settimana la commissione Bilancio sarà impegnata nell’esame del dl Salva Roma bis, che recepisce le norme del primo decreto per ripianare il bilancio della Capitale (e non solo), depurate dai troppi innesti che ne hanno decretato il ritiro a fine anno da parte del governo. Dopo un rischioso stop in commissione Affari costituzionali la scorsa settimana, con la bocciatura dei presupposti di costituzionalità poi rettificata dall’Aula, la discussione sul decreto è pronta a partire.

Contemporaneamente la commissione Affari costituzionali del Senato ha allo studio il ddl Delrio sulle province, il decreto sull’abolizione del finanziamento ai partiti, il Milleproroghe e il ddl Semplificazioni. Tutti provvedimenti il cui esame prenderà corpo proprio in questa settimana decretando un vero e proprio intasamento dei lavori. Tra domani e dopodomani, in commissione Finanze al Senato, poi, dovrebbe vedere la luce la Delega fiscale, che ha proceduto finora a rilento per il concomitante esame di provvedimenti più urgenti, non ultima la legge di Stabilità.

Il comitato ristretto ha concluso il lavoro di scrematura degli emendamenti: da circa 160, ora le proposte emendative sono circa 25 di cui una decina dovrebbero entrare effettivamente nell’articolato della Delega. Lo si saprà appunto tra domani e mercoledì, quando il testo riceverà il via libera dalla commissione, per poi passare all’Aula e tornare alla Camera per l’ok definitivo. Tra le norme contenute nella Delega c’è anche la riforma del catasto che lo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha sollecitato come “necessaria per attuare una complessiva riforma della tassazione sugli immobili di tipo federale”.

La situazione di intasamento non è migliore alla Camera, impegnata nell’esame della riforma della legge elettorale, di varie leggi europee, del decreto “Destinazione Italia”, del dl Terra dei Fuochi e, da questa settimana anche del decreto Imu-Bankitalia. Quest’ultimo, che abolisce la seconda rata Imu 2013 istituendo la mini rata del 24 gennaio e dispone la ricapitalizzazione di Bankitalia con la vendita di nuove quote alle banche, approda domani nella commissione Finanze, dopo il via libera del Senato la scorsa settimana.

Per quanto riguarda Destinazione Italia e la legge elettorale, l’esame è fermo alle audizioni. Per la legge elettorale, su cui da settimane si sta consumando il dibattito politico nazionale, sono in discussione ben 21 proposte di legge di riforma del “Porcellum” e, proprio per trovare un testo base condiviso, sono state fissate in commissione Affari costituzionali 23 audizioni di altrettanti esperti della materia. Il tutto da svolgere a tempo di record visto che la capigruppo di Montecitorio ha calendarizzato l’approdo in Aula della riforma della legge elettorale per il 27 gennaio.

L’Aula della Camera, intanto, sarà impegnata questa settimana sul decreto Terra dei Fuochi, con cui il governo, tra le altre cose, ha previsto il carcere per chi brucia i rifiuti e ha stanziato 600 milioni di euro per i terreni contaminati dai rifiuti tossici. Il dl è atteso nell’Aula di Montecitorio martedì alle 18, per il via libera entro la settimana. Il testo passerà poi all’esame del Senato. VIC

Dalla Tasi alla legge elettorale: settimana frenetica per il Governo Letta

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