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Sono in molti a porsi la domanda se lo smart and cool neo segretario riuscirà a svangare la “burocratia” di via del Nazareno in quel di Roma. I rischi sono molti per uno che a fare il segretario di partito sotto sotto interessa poco, quasi un fastidioso per quanto obbligato passaggio per ben altro incarico. Per arrivarci deve però passare per le forche caudine di un apparato che lo ha sempre osteggiato e di alcuni personaggi abituati negli anni a tessere fili invisibili ai vari leaders che certamente non mancheranno di fargli correre il rischio di inciampare nel futuro.

Non è un ingenuo il toscano ed è sorretto dalla forza che gli deriva dall’immagine costruita sapientemente negli ultimi anni fatti di proclami, rottamazione e cambio verso, atteggiamenti che l’hanno reso l’uomo giusto nel giusto momento, situazione perfetta nella quale sono in molti a vedere l’emblema di una rottura con il passato, non solo quello del suo partito, ma più in generale per l’intero Paese. Vedremo presto se è anche nel posto giusto. E’ lecito avere qualche riserva su questo ultimo aspetto? Credo di si, basta vedere le prime reazioni attonite degli esponenti del Pd, compresi quelli saliti sul carro del vincitore, i mugugni della “vecchia guardia” e, soprattutto, vedremo se l’azionista di maggioranza del partito – Cgil – gli consentirà di mantenere le premesse.

Come potrà evitare i pericoli? Semplicemente facendo il Renzi e non si limiti ad impersonare una fotocopia sbiadita del rottamatore prima maniera. Il fattore tempo non gioca a suo favore. Alla maggior parte di quei milioni che lo hanno votato, in realtà non interessa un nuovo segretario di partito, ma qualcuno che abbia la capacità di decidere e fare: è un voto trasversale che grida la voglia di governabilità degli italiani, ma quella vera non posticcia e condizionata da sterili ed inutili mezze misure che sono inevitabili in un contesto come quello attualmente rappresentato dall’arco parlamentare.

In conclusione, saranno i fatti concreti e le azioni immediate  a salvare Renzi dalle scorie radioattive del partito di cui ha preso le redini da segretario. Per realizzarli, Silvio Berlusconi gli ha immediatamente fornito un assist formidabile chiedendogli di condividere un rapido percorso per arrivare ad nuova legge elettorale maggoritaria: si può fare in pochi giorni. Lo prenda al volo, lo facciano insieme e si confrontino poi nei programmi in una campagna elettorale. Poi vinca il migliore, così potremo uscire dal pantano, relegare in un angolo bimbiminchia ed inutili cespugli centrini: finalmente potrà vincere anche il Paese, le sue istituzioni ed i suoi cittadini.

Renzi faccia gol con l'assist di Berlusconi

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