Skip to main content

Se a votare va meno della metà degli aventi diritto, aumenta la preziosità di ogni singolo voto. Se i partiti politici celebrano ad ogni giro elettorale il loro totale default in favore di un leaderismo senza freni e temperamenti, la ricerca del consenso andrà rincorsa soltanto lungo la scia del capo. Se la partecipazione del popolo al rito elettorale poggerà sull’emozione piuttosto che sulla ragione, ogni elettore verrà trattato come un “cliente” da guadagnare secondo i canoni dell’advertising: vince l’homo consumens, perde quello cogitans.

La campagna elettorale per le europee, dunque, è stata anche una impegnativa campagna pubblicitaria, che ha dovuto necessariamente praticare modalità compatibili con la sconfinatezza di circoscrizioni non a misura di diretto interfaccia cittadini-candidati, proponendosi, dunque, come spazio ideale per una comunicazione “smaterializzata”. Una propaganda che ha dovuto rimuovere quasi totalmente l’apostolato “da pianerottolo”, per privilegiare i canali digitali, peraltro particolarmente in auge cinque anni fa, gli anni d’oro della “Bestia” di Salvini, pervasivo fino all’ossessività sui social.

D’altro canto gli strumenti di propaganda alternativi al digitale, dalla carta-stampata alla tv, sono parecchio acciaccati quando non del tutto destituiti di efficacia: i giornali sono ormai un privilegio di nicchia e la tv è in auge solo presso il pubblico agè, ed è anche tramontato il tempo degli spot elettorali, repertorio dell’archeologia delle prime televisioni private. Resta, oltre alle affissioni- che ancora tirano ma solo per riconnettere i brand ai grandi leader- solo il social. Ma ha funzionato?

La lunga vigilia elettorale aveva allestito un clima di forte preoccupazione, memore dell’imponente minaccia digitale nella campagna elettorale del 2019, sulla possibilità di hackeraggi, uso di AI e fake news in grado di alterare le condizioni del libero confronto democratico. Con questo (giusto) timore l’UE si è dotata di regolamentazioni come l’ AI-Act, per arginare i rischi dei sistemi di apprendimento automatico ( impostando una disciplina generale che impone in materia requisiti di trasparenza) e il Digital Services Act (Dsa), che impone alle piattaforme online maggiori (quelle che superano i 45 milioni di utenti medi mensili) l’obbligo di adottare adeguate misure anti-manipolative in vista delle elezioni.

Che cosa è successo, allora? Sono arrivati i famigerati hacker di Putin? La Spectre di zerozerosette è entrata in azione infilando virus e malaware persino nel telefonino della casalinga di Voghera che scambia le foto del sufflè con la cugina di Gallarate su Facebook? Niente di tutto questo, parrebbe. La notizia è un’altra: la rete, almeno in Italia, avrebbe avuto un ruolo minore, sicuramente in controtendenza rispetto all’andamento degli ultimi anni. Ci sono dati interessanti al riguardo elaborati dalla società di analisi DeRev da cui emerge una tendenza al ridimensionamento dell’investimento della politica nella propaganda social.

Si tratta di cifre del tutto sottotono che-peraltro- raccontano di un’attenzione nell’ultimo mese di campagna elettorale, quello di maggio, addirittura dimezzata rispetto a quella del 2019: secondo DeRew, infatti, l’investimento sul social tradizionalmente più usato dalla politica, Facebook, che nelle elezioni precedenti vedeva un impegno di spesa dei partiti maggiori di non meno di 200.000 euro al mese, in questo turno elettorale non ha superato la cifra di 110 mila euro. Ancora più eloquente appare l’esito dell’analisi relativa all’universo dei follower dei partiti tra le maggiori piattaforme in campo: al primo posto i Cinque Stelle con 2,7 milioni, seguiti da ciò che resta della “Bestia” salviniana (con 1,8), da Fratelli d’Italia (1,3), dal PD(1 milione), dalla lista Renzi-Bonino che raccoglie una platea di quasi 800 mila sostenitori social, da Calenda (poco più di 330 mila) alla pari con l’Alleanza Verdi e Sinistra.

Interessante notare come non possa essere in alcun modo messa in relazione la popolarità del social con il riscontro elettorale: a fronte, ad esempio, della platea dei follower del Movimento Cinque Stelle si riscontrano nelle urne addirittura 400.000 votanti in meno, mentre per FdI e Pd si quintuplicano i risultati elettorali rispetto all’area dei sostenitori virtuali. Abbiamo considerato le performance dei partiti e non dei singoli candidati che attraverso blog, chat, mailing list generose, hanno messo a ferro e fuoco l’universo della Rete, portando vantaggi marginali importanti a chi aveva consolidate consuetudini di rapporto con i social, come il campione di preferenze nel sud De Caro, e non a chi si è scoperto star del web late comer, solo in occasione della campagna elettorale.

Morale della favola: dobbiamo dare un significato all’inversione di tendenza che segnerebbe un improvviso disamore per la comunicazione politica? Forse la percezione del peso politico delle europee in Italia non ha avuto la necessaria profondità, e la testimonianza concreta sarebbe offerta dall’ulteriore calo della partecipazione al voto. E forse le piattaforme si sono attestate sulla linea della prudenza nella comunicazione politica rispetto al passato, in attesa di capire come funzionano misure e sanzioni adottate dell’UE e dai singoli stati sovrani. Di certo, però, qualcosa è cambiato. Staremo a vedere fino a che punto.

Phisikk du role - Giorgia vs Elly, chi ha vinto la campagna della comunicazione

Dobbiamo dare un significato all’inversione di tendenza che segnerebbe un improvviso disamore per la comunicazione politica? Forse la percezione del peso politico delle europee in Italia non ha avuto la necessaria profondità, e la testimonianza concreta sarebbe offerta dall’ulteriore calo della partecipazione al voto. La rubrica di Pino Pisicchio

Di cosa parlerà John F. Kerry al Global energy transition congress

Di Andrea Franceschi

Si stima che servano 37 trilioni di dollari, di cui l’80% destinato alle tecnologie di transizione, per sostenere il percorso verso una transizione effettiva entro il 2050. Di questo e tanto altro parlerà John F. Kerry all’inaugurazione di Get24 Global energy transition congress, il forum globale per l’accelerazione della transizione energetica che si terrà a Milano il primo luglio

L'idea democratico cristiana ieri, oggi e domani. La riflessione di Chiapello

Di Giancarlo Chiapello

Le commemorazioni sugli ottant’anni dalla fondazione della Democrazia cristiana indicano certamente l’inizio, forse, della fine dell’ostracismo contro una straordinaria storia di popolo, quella di un partito nazionale che ha rappresentato l’evoluzione di un pensiero, il popolarismo, l’incardinamento in un’idea chiara, quella democratico cristiana, il contrario preciso di quanti, a posteriori, l’hanno voluto ridurre ad accidenti della storia. L’opinione di Giancarlo Chiapello, segreteria nazionale Popolari/Italia Popolare

La Libia al centro del gioco mediterraneo di Mosca

Di Federica Saini Fasanotti

Federica Saini Fasanotti, senior associate research fellow presso l’Ispi, ripercorre su Formiche la storia delle relazioni tra Russia e Libia. Il presente haftariano affonda le sue radici in epoca sovietica, con Mosca che cerca adesso di usare la Cirenaica come hub per i dispiegamenti africani. Le recenti notizie sui traffici di armi intercettati sono conseguenza attuale dei legami del passato

La Madonna appare a Medjugorie? E se fosse vero? La riflessione di Ciccotti

Oggi, ottavo giorno della novena voluta dalla Madonna sul Podbrdo, “collina delle apparizioni”. Il 24 giugno, dopo 43 anni dalla prima apparizione, la Madonna apparirà di nuovo sul Podbrdo. Padre Livio Fanzaga (direttore di Radio Maria), fa sue le raccomandazioni della Madonna: “Solo la preghiera può fermare le guerre”. Il noto sacerdote-scrittore, entusiasta di Medjugorje, un esagerato?

OpenAI spinge sulla sicurezza. Nakasone nel board

L’ex capo del Cyber Command Nakasone è stato scelto da OpenAI per proteggere la sua tecnologia, che permette agli Usa di vantare un profondo vantaggia strategico nei confronti della Cina

Per fare un foglio ci vuole fibra buona e energia (e sudore). Il racconto di Medugno

Il ruolo dell’energia, l’importanza delle regole e un settore che può ancora dare tanto all’economia del Paese. Spunti e riflessioni dall’assemblea dell’associazione delle imprese cartarie

Russia, Cina e Corea del Nord. Quel triangolo per evitare le sanzioni

Pechino e Mosca stanno ricorrendo a uno stratagemma per aiutarsi a vicenda ed eludere le misure imposte dall’Occidente: utilizzare piccole banche sconosciute ai radar americani per favorire le transazioni. Un film che potrebbe ripetersi anche con la Corea del Nord

Come salvare il caffè dal cambiamento climatico. La sfida raccontata da Andrea Illy

Di Andrea Illy

Il climate change produce gravi conseguenze sulla sicurezza alimentare e sociale delle comunità agricole del caffè. Tra i 25 milioni di famiglie che lavorano nei Paesi tropicali nelle piantagioni sono poche quelle che riescono a superare la soglia della povertà, con un reddito di 3,2 dollari al giorno. Così, soltanto il 5% circa del valore del mercato globale del caffè torna nelle piantagioni. Il commento di Andrea Illy, presidente di Illycaffè

Hard Times, le nuove guerre e la difesa europea

L’annuario Cespi 2024, edito da Donzelli e curato quest’anno da Alberto Pagani, si intitola “Hard Times. Le nuove guerre e la difesa europea”. Il lavoro verrà presentato l’otto luglio 2024 in Senato, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria Sopra Minerva e rappresenta un’autorevole analisi multidisciplinare sullo stato e sulle prospettive del ruolo dell’Europa in un momento nel quale i conflitti hanno definitivamente cambiato forma e natura. La recensione di Andrea Monti, professore incaricato di Digital Law, Università di Chieti-Pescara

×

Iscriviti alla newsletter