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Le Borse asiatiche hanno risposto bene al documento con cui lo scorso venerdì la Cina ha delineato con maggiore dettaglio le riforme decise durante il Terzo plenum del diciottesimo comitato centrale del Partito comunista. Un cambio di passo rispetto allo scorsa settimana, quando la risposta al comunicato diffuso immediatamente dopo la conclusione della quattro giorni di conclave rosso aveva lasciato non pochi dubbi per la vaghezza dei contenuti.

I DETTAGLI DEL DOCUMENTO
Il documento di venerdì dimostra al contrario quando la leadership cinese sia conscia e pronta a portare avanti riforme profonde, scrive Bill Bishop, uno dei più attenti osservatori della realtà economica d’oltre muraglia, nella sua newsletter Sinocism, in cui cerca tuttavia di mettere un freno agli entusiasmi facili perché “la parte difficile sarà mettere in atto cambiamenti che toccano interessi nella società”. Bishop riconosce tuttavia al presidente Xi Jinping, di avere una visione delle riforme che il Paese dovrà attuare durante il suo mandato e di averla articolata chiaramente.

UN VELOCE GUADAGNO
Come nota il Wall Street Journal, tra i titoli a guadagnare ci sono quelli delle società toccate più da vicino dalle riforme e legate ai beni di consumo. Obiettivo delle riforme è d’altronde sviluppare la domanda interna e slegare il Paese dal modello di crescita basato su manifatturiero ed esportazioni che lo ha contraddistinto negli ultime tre decenni.

CAMBIAMENTI IN FAMIGLIA
Salgono ad esempio le società di prodotti per bambini per effetto delle aperture a una maggiore flessibilità nella pianificazione familiare che permetterà alle coppia in cui anche soltanto uno dei due genitori sia figlio unico di avere un secondo bambino. Questo sebbene dal governo arrivino segnali che smorzano le attese per il provvedimento, escludendo che gli accorgimenti portino a un baby boom, ma servano invece a un ribilanciamento demografico utile nel lungo periodo.

VANTAGGI PER BANCHE E ASSICURAZIONI
Salgono anche banche e assicurazioni per le aspettative verso la riforma finanziaria, che tra le altre dovrebbe permettere al capitale privato qualificato di creare istituti medio-piccoli. Il governo centrale prevede inoltre di ridurre l’influenza dello stato sulle borse valori e semplificare le procedure per l’offerta pubblica.

LA REVOCA DELLA MORATORIA
Un primo segnale in questa direzione potrebbe essere la revoca della moratoria sulle nuove IPO in vigore da un anno a Shanghai e Shenzhen. Misura che era stata presa per un’operazione di pulizia delle società quotate e per rafforzare due borse “cronicamente deboli”, scrive il South China Morning Post. Una revoca della sospensione, continua il giornale di Hong Kong, sarebbe inoltre una prova della volontà di Pechino di cedere controllo al mercato.

SPAZIO AL MERCATO
È lo stesso comunicato del Pcc a dire che il mercato dovrà giocare un ruolo maggiore nell’economia cinese e nell’allocazione delle risorse. Un progetto, spiega la Reuters, che pone sfide e rischi. L’agenzia britannica ricorda i problemi di liquidità dello scorso giugno e il braccio di ferro tra gli istituti e la banca centrale cinese per indurli a investimenti più prudenti. C’è inoltre chi, come Bishop, ricorda che cambiamenti di tale portata potrebbero richiedere anni per essere attuati.

ORIZZONTE 2020
Il presidente Xi Jinping, di cui i piani di riforma proverebbero la forza, e la sua squadra hanno posto il 2020 come termine per raggiungere risultati decisivi e, spiega l’agenzia britannica, vedere come si è riusciti a bilanciare il mantenimento del controllo dello Stato e il ruolo del Partito comunista con il mercato e con quelle misure che andranno a intaccare interessi di nicchie di potere.

Cina, ecco chi sta già brindando in Borsa per le riforme annunciate dal Plenum

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