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Grazie all’autorizzazione dell’editore e dell’autore, pubblichiamo l’analisi di Guido Salerno Aletta uscita su Milano Finanza.

Sostanzialmente stabile”: non sono le previsioni del tempo di domani, ma i titoli di agenzia che hanno dato conto del gettito delle imposte. Nel complesso, per dirla in soldoni anche se si tratta di euro, gli accertamenti nei primi nove mesi del 2013 sono stati pari a 291,5 miliardi, lo 0,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2012: -895 milioni di euro.

Non è una novità che ci siano scostamenti tra risultati e previsioni: tutto dipende dal quadro macroeconomico di riferimento: ancora ad aprile scorso, per esempio, nell’aggiornamento al Def 2012 presentato dal Governo Monti, il pil del 2013 era dato in calo dell’1,3%. A settembre, quando il Governo Letta ha presentato il Def 2013, è stata effettuato una revisione, portando la decrescita al -1,7%. Appena ieri l’altro, c’è stata una ulteriore limatura: l’anno dovrebbe chiudersi con un -1,8%. È ovvio che un andamento dell’economia che si manifesta peggiore del previsto influisca negativamente sulle entrate

Il punto più problematico è un altro, ed ha ben poco a che vedere con quanto è accaduto nei primi nove mesi del 2012: il problema è capire quale era il gettito atteso dal Governo per il 2013, e come si sta evolvendo. Nel 2012, il gettito tributario è stato di oltre 9 miliardi di euro inferiore alle stime. Riepilogare i dati con il segno meno, così come sono stati diffusi dal Bollettino del Ministero dell’economia, fa venire una stretta allo stomaco: -8,5% l’autoliquidazione dell’Irpef, -0,7% le ritenute sui redditi da lavoro dipendente, -5,7% le ritenute sui redditi da lavoro autonomo. Fa sorridere appena, perché si tratta di una partita di giro, la crescita dell’1,8% delle ritenute sugli stipendi dei pubblici dipendenti.

Si recupera con la tassazione dei profitti aziendali e dei redditi di capitale. Considerando che le perdite patrimoniali rispetto ai corsi del 2007 sono ancora pesantissime per gli investitori, si rimane perplessi di fronte ad un gongolante + 17,8% di incremento dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale (+1.160 milioni di euro), dell’imposta sostitutiva sui redditi di capitale e sulle plusvalenze (+890 milioni di euro) e dell’imposta sostitutiva sulle riserve matematiche dei rami vita (+843 milioni di euro). Per non parlare del gettito dell’imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori di bilancio relativi ad attività immateriali che è aumentato di 1.915 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2012.

L’andamento dell’Iva è apocalittico: la componente relativa agli scambi interni è caduta ancora dell’1,6%, mentre il prelievo sulle importazioni segna -21,0%.

Sappiamo bene che i dati di competenza, che abbiamo ora citato, sono ben diversi dal gettito di cassa, ma nel Def per il 2013 le entrate tributarie delle PA centrali erano state stimate per quest’anno pari a 367 miliardi di euro, rispetto ai 363,7 del 2012: erano stimati 3,3 miliardi in più. A fine settembre, invece, sono stati incassati 0,8 miliardi in meno rispetto al 2012. La crisi è forte, il pil cala e le entrate pure. Punto.

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