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Alla Leopolda tutti sono rimasti in silenzio mentre parlava lo scrittore Alessandro Baricco. Non solo perché è un habituè della kermesse di Matteo Renzi, ma perché le sue parole sono state un duro colpo per i renziani dell’ultima ora.

Come scrive La Stampa, Baricco ha denunciato la presenza di “un mucchio di improbabili sul carro del vincitore”, ma ha avvertito: il carro, semplicemente, non c’è. Secondo il creatore della della Scuola Holden, “il giocattolo di Matteo è a portata di mano, ma proprio in questo momento la gente ha le pile scariche. E non è che io incontri solo fighette intellettuali, sto sempre in mezzo ai ragazzi, li ascolto. La gente non ha energia”, ha detto Baricco.

Il futuro è un ritorno
Nel suo discorso, lo scrittore torinese ha usato una frase del poeta Friedrich Holderlin: “Il futuro è un ritorno”. “Certo che ‘sta storia è pazzesca. A me sembra ieri che eravamo qua, c’era questa energia forte e poi c’era questa strettoia mostruosa, questo partito chiuso”, ha ricordato Baricco.

“Io tutto questo cambiamento in giro non l’ho visto. Matteo deve stare attento, sono tutti abbastanza renziani perché hanno capito che questo un po’ li terrà vivi, ma nella testa la distanza dal cambiamento è sempre quella. Le pile sono scariche. Noi volevamo ridare contenuti a questa passione, che è l’essere di sinistra, ma per far questo dicevamo di abbandonare fiabe, leggende, miti, che la sinistra si è raccontata per anni”, ha detto lo scrittore.

La fiducia del passato
Basta rivedere i discorsi di Baricco nelle edizioni precedenti del Big Bang per rendersi conto del suo entusiasmo perso. Sempre alla fine ottobre, ma due anni fa, lo scrittore interveniva alla Leopolda con un altro spirito. Credeva nella possibilità di un cambiamento senza dover confrontarsi con gente da convincere ma da superare: “Nel partito, nella vostra scuola, nella vostra famiglia. Muovetevi per primi, perché chi muove per secondo diventa costituzionalmente conservativo. Chi muove per secondo vuole fare la patta. È molto difficile che pensi di vincere. La cosa migliore che può fare è stoppare la partita”.

“Io ho cercato di convincere della gente, sulla necessità di cambiare le cose, che neanche in una vita gliel’avresti cambiata questa testa, ma mai mi era venuto in mente che quella gente non era da convincere. Era da superare. Per cui, la paura di perdere e l’incapacità di rischiare l’abbiamo avuta già noi”, aveva detto. Oggi Baricco sembra dover convincere in primo luogo se stesso.

Ecco il discorso di Alessandro Baricco alla Leopolda ad ottobre del 2011

Il renziano Baricco alla Leopolda. I discorsi a confronto

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