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Pubblichiamo grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori il commento di Edoardo Narduzzi uscita sul quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi Italia Oggi.

Il capitalismo italiano continua a restare pericolosamente statocentrico. Oltre il 50% del pil decrescente del Belpaese è ancora intermediato dallo Stato, una quota eccessiva, anche perché il protagonista di tale intermediazione è una macchina pubblica con una produttività, ora certificata anche dalle statistiche della Ue non solo dall’Ocse, inferiore alla Grecia e alla Spagna. Una p.a. eccessivamente costosa alla quale continuano a essere affidati ruoli e compiti che essa non è in grado di gestire con i processi decisionali e organizzativi imposti dalla modernità al business e alla società tutta.

L’esempio di Ostia Antica, un’area archeologica 2,5 volte più ampia di quella di Pompei e appena candidata dalla Comunità ebraica di Roma a diventare patrimonio dell’Unesco, è un idealtipo di come un patrimonio unico al mondo possa essere «sprecato» per eccesso di offerta da uno Stato incapace di gestire secondo il paradigma della velocità decisionale dell’oggi.

Una velocità mai registrata prima nella storia del capitalismo. BlackBerry, multinazionale canadese dei cellulari, nel 2009 vantava circa il 50% del mercato Usa della telefonia mobile. Alla fine dello scorso agosto la sua quota di mercato era scesa al 2,1%; significa che in meno di quattro anni il più grande mercato di consumo al mondo ha rottamato i prodotti di un colosso mondiale della tecnologia. Nello stesso arco temporale una pratica della p.a. italiana spesso neppure vede la luce. Se di mezzo ci sono, poi, le sovrintendenze e i beni culturali tutto si fa asintotico all’infinito. Così non deve sorprendere se i turisti globali si allontanano dall’Italia.

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Come far fruttare davvero i Beni Culturali

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Forza Italia nei Popolari europei? Sì, ma solo se sarà pro euro. Parla Pöttering

Hans-Gert Pöttering, già presidente del Parlamento europeo dal 2007 al 2009, uomo di punta della CDU tedesca ed oggi presidente della Fondazione Konrad Adenauer, ha le idee chiare su Germania, Italia ed Europa. Il triangolo più volte evocato in questi giorni (anche e soprattutto nell'area centrista moderata che si sente un po' galvanizzata, un po' pressata a ristrutturarsi dopo il…

Che cosa non condivido della comunicazione di Papa Francesco. Parla il tradizionalista De Mattei

La stampa strumentalizza, ma il Papa le ha dato una mano: è l'opinione del tradizionalista Roberto De Mattei, docente di Storia Moderna e Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma, fino al 2011 vice-presidente del Cnr. De Mattei dirige le riviste “Radici Cristiane”, “Nova Historica” e l’agenzia di informazione “Corrispondenza Romana” e affida a Formiche.net la sua personale lettura del primo…

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